RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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venerdì 7 ottobre 2016

Diecimarzo46 - a Reggio Emilia

A Reggio Emilia, una grande mostra collettiva tutta la femminile, curata da Nicla Ferrari...

 
 
Diecimarzo46
 
Il Circolo degli Artisti e Kairos art & projects presentano, dall’8 ottobre al 6 novembre 2016, presso lo Spazio Art È di Reggio Emilia (Via Battaglione Toscano, 1b), “DieciMarzo46”, esposizione collettiva che, attraverso le opere di otto artiste provenienti da diverse città, ricorda il primo voto delle donne in Italia, nonostante le discriminazioni di genere che, settant’anni dopo, non sono state ancora del tutto eliminate. In mostra, le ultime ricerche di Maddalena Barletta, Giorgia Beltrami, Simonetta Berruti, Valentina Biasetti, Myriam Cappelletti, Emanuela Cerutti, Cristina Iotti e Susy Manzo. Curata da Nicla Ferrari e patrocinata dal Comune di Reggio Emilia, L’esposizione sarà inaugurata sabato 8 ottobre, alle ore 18.00, con una presentazione di Giuseppe Berti. «L’elemento che accomuna quasi tutte le autrici – scrive Nicla Ferrari – è la capacità di raccontarsi e di dare voce, attraverso il proprio corpo, le proprie memorie ed una tecnica consolidata negli anni, a valori universali». Pittura, segno grafico, scultura, fotografia, installazione, in qualche caso sperimentazioni riconducibili alla tessitura e al cucito, al riciclo, o ancora ad operazioni di grande perizia e pazienza come il papercutting. Opere di grandi dimensioni, come le lenzuola di Valentina Biasetti, alternate a lavori di piccolissimo formato, come le carte di Susy Manzo, particolarmente attenta alla tutela dell’infanzia e della donna. Poesia visiva e stratificazioni per Myriam Cappelletti, sculture in grès smaltato per Simonetta Berruti, fotografie rielaborate per Maddalena Barletta, che in alcuni casi apre anche all’installazione. Dagli autoritratti e dalle “allucinazioni visive” di Emanuela Cerutti alle matite colorate di Cristina Iotti, che descrivono ciò che di straordinario c’è nell’ordinario, sino alle riflessioni sull’identità e sul territorio di Giorgia Beltrami, i cui dipinti nascono da archivi fotografici di famiglia.

Nel corso della mostra si terranno due eventi collaterali:

sabato 15 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, “Art È – Atelier”,
ovvero una dimostrazione aperta al pubblico, con
orario 17.00-19.00, sulle tecniche e i percorsi creativi che conducono dall’idea all’opera, saranno presenti le artiste.

sabato 22 ottobre, alle ore 18.00, conversazione con la fotografa Antonella Monzoni che presenterà il suo libro “Madame” (Polyorama Edizioni, anno), la cui protagonista è Henriette Niépce, nipote di uno dei padri della fotografia e prima moglie del regista Gillo Pontecorvo.

L’esposizione è visitabile tutti i giorni con orario 9.00-19.00, chiuso il mercoledì. Ingresso libero.
Per informazioni: telefono, 346 9428813
mail info:spazioart_e@libero.it


UFFICIO STAMPA: CSArt - Comunicazione per l’Arte Via Emilia S. Stefano, 54 42121 Reggio Emilia Tel. 0522 1715142 info@csart.it www.csart.it
 
Spazio ART E'
Via Battaglione Toscano 1/b, 42121 Reggio nell'Emilia
 
evento fb
 

martedì 30 settembre 2014

Femminile, plurale Rassegna in tre atti a cura di Alessandra Redaelli


Femminile, plurale
Rassegna in tre atti a cura di Alessandra Redaelli

 

Secondo Atto | Lo sguardo sul mondo
Terzo Atto | Gli spazi del sogno
Biffi Arte racconta in tre mostre le voci più nuove e originali dell’arte italiana al femminile.


Palazzo Pirola
P.zza della Repubblica 1 - Gorgonzola – MI

18 ottobre | 09 novembre
inaugurazione sabato 18 ottobre ore 18
con la performance Nonsonomaistataunabambina, di Giovanna Lacedra con Massimo Festi


Venticinque artiste per Palazzo Pirola

A Palazzo Pirola siamo alla seconda tappa della rassegna Femminile, Plurale. Un super evento che raccoglie venticinque tra i nomi più interessanti del panorama artistico femminile in Italia.

Una doppia tappa perché qui, a un passo da Milano, dal 18 ottobre al 9 novembre si incontrano le protagoniste di due mostre nate sotto il segno di Biffi Arte. La prima, Lo sguardo sul mondo, dal 27 giugno al 3 agosto ha raccolto nella galleria di Piacenza gli sguardi di 14 donne. Dalle fotografie poetiche di Alessandra Baldoni agli spazi infiniti dipinti da Linda Carrara, dai labirinti di alberi di Marika Vicari ai cantieri brulicanti di Marina Previtali, dai fiori carnali di Chiara Albertoni a quelli imponenti di Brigitta Rossetti, dalle stanze silenziose di Tina Sgrò alla folla caotica di Liliana Cecchin. E poi le ragazze di Elisa Rossi, i soffici pattern di Cristina Iotti, i caleidoscopi di Claudia Scarsella, il caos fatato di Loredana Galante, i bambini più veri del vero di Marica Fasoli, fino alla musica, fotografata in vibrazioni da Marina Giannobi.
La seconda mostra, Gli spazi del sogno, aprirà i battenti il 22 novembre a Piacenza per concludersi l’8 febbraio dell’anno prossimo, e raccoglierà altre undici voci uniche e inconfondibili. A raccontare il sogno, la fantasia. Qualche volta l’incubo. Ecco allora qui, a Palazzo Pirola, in anteprima un assaggio dei loro lavori.
I sogni di Alice Colombo si concretizzano in collage vaghi, gremiti di piccoli dettagli da inseguire con lo sguardo come in una caccia al tesoro. Sono bambine che portano al guinzaglio uccelli multicolori oppure sono balene incagliate tra i rami di un albero, protagoniste di storie raccontate in un tono lieve e sussurrato. Federica Gonnelli invece ricrea il sogno attraverso installazioni che accolgono lo spettatore come un abbraccio avvolgente, tutte giocate su luci soffuse e trasparenze, in un continuo sdoppiarsi e modificarsi della realtà. Se Jara Marzulli con una pittura liquida, leggerissima, evoca figure femminili senza tempo, fermate in un momento sospeso di abbandono e di meditazione, danno invece un’idea di forza guerriera le donne che Adele Ceraudo interpreta nei suoi minuziosissimi disegni a penna, dove lei stessa si trasforma nelle protagoniste delle più classiche iconografie dell’arte sacra. Una realtà “altra”, vibrante, mobilissima, fatta di una materia trasparente dalle suggestioni acquatiche è quella creata dalle mani di Annalù. Con lei la vetroresina diventa schiuma brulicante, onda, ala di farfalla, entità viva, respirante e fatata. Se Ieva Petersone ci porta con i suoi dipinti in un mondo algido e perfetto, scandito in stanze dalle atmosfere metafisiche, dove le icone del design diventano protagoniste di spazi dagli ipnotici equilibri geometrici, di tutt’altro genere è lo spazio nel quale ci invita Chiara Coccorese. Le sue fotografie, costruite come collage pieni di oggetti creati o recuperati da lei, ci precipitano oltre lo specchio di Alice, in un mondo dove le proporzione si annullano, i punti di riferimento si invertono, invitandoci a galleggiare in una sensazione di inquieta
beatitudine. E poi c’è Florencia Martinez, con le sue fotografie stampate su stoffe dai colori accesi, rutilanti, con i suoi ricami che sono racconti di vita e con le sue installazioni dove gli oggetti della casa, ricoperti di stoffa e di soffici aculei, si fanno al tempo stesso accoglienti e minacciosi. Ilaria Del Monte, con le sue fanciulle prigioniere di stanze incantate, dove gli specchi riflettono immagini irreali e gli oggetti prendono vita. Francesca De Pieri, che con le sue fotografie di cave e orti botanici, stampate su doppia lastra trasparente, ci offre uno sguardo nuovo, vibrante e pulsante sulla natura. E Giovanna Lacedra, con una serie di acquerelli onirici ispirati alla poesia femminile (da Sylvia Plath ad Anne Sexton) e con la performance Nonsonomaistataunabambina – in programma per l’inaugurazione – dove mette in scena l’incubo dell’infanzia male amata e il risveglio alla vita.


SCHEDA INFORMATIVA

Mostra collettiva arte contemporanea

Titolo: Lo sguardo sul mondo e Gli spazi del sogno

A cura di: Alessandra Redaelli

Artisti: Alessandra Baldoni, Brigitta Rossetti, Chiara Albertoni, Claudia Scarsella, Cristina Iotti, Elisa Rossi, Linda Carrara, Liliana Cecchin, Loredana Galante, Marica Fasoli, Marika Vicari, Marina Giannobi, Marina Previtali, Tina Sgrò - Adele Ceraudo, Alice Colombo, Annalù, Chiara Coccorese, Federica Gonnelli, Florencia Martinez, Francesca De Pieri, Giovanna Lacedra, Jara Marzulli, Ieva Petersone, Ilaria Del Monte

Performance: Giovanna Lacedra - Massimo Festi

Allestimento a cura di: Alessandra Redaelli e Vania Elettra Tam


INFO PUBBLICO

Palazzo Pirola
P.zza della Repubblica 1 (angolo con Vicolo Filippo Corridoni)
20064 Gorgonzola – MI
www.palazzopirola.it

INAUGURAZIONE:
sabato 18 ottobre ore 18

ORARI:
venerdì 16,00/19.00 - sabato e domenica 10,00/12,00 – 16,00/19,00

INGRESSO GRATUITO

CATALOGO:
“Femminile, plurale: Lo sguardo sul mondo” sarà in mostra
“Femminile, plurale: Gli spazi del sogno” sarà in mostra dal 22 novembre presso la Galleria Biffi Arte a Piacenza

MOSTRA ORGANIZZATA DA:
Galleria Biffi Arte - P.zza Sant’Antonino - Via Chiapponi 39 - 29121 Piacenza
Info: tel 0523.1720408 - www.biffiarte.it

MEDIA PARTNER:
Frattura Scomposta contemporary art magazine - www.fratturascomposta.it

UFFICIO STAMPA:
Angela Ianni - Galleria Biffi Arte - tel 0523.1720408 - galleria@biffarte.it - www.biffiarte.it

giovedì 26 giugno 2014

Lo sguardo sul mondo di Alessandra REDAELLI - ATTO II



Lo sguardo sul mondo
di Alessandra REDAELLI
 
27 giugno - 3 agosto 2014
Biffi Arte
Via Chiapponi, 39, 29121 Piacenza


Artiste: Alessandra BALDONI, Linda CARRARA, Marika VICARI, Brigitta ROSSETTI, Marina PREVITALI, Liliana CECCHIN, Tina SGRO', Cristina IOTTI, Claudia SCARSELLA, Loredana GALANTE, Marina GIANNOBI, Elisa ROSSI, Chiara ALBERTONI, Marica FASOLI

C’è un modo specificamente femminile di guardare il mondo? Esiste uno sguardo “femmina” che si possa concretamente contrapporre a uno sguardo “maschio”? Al di là dei luoghi comuni, forse, si può ipotizzare con una certa verisimiglianza che se l’occhio maschio è più allenato alla visione d’insieme e alla soluzione strategica, l’occhio femmina sembra più portato allo sguardo in profondità, alla penetrazione del reale attraverso uno scandaglio. Uno scandaglio emotivo, più che pratico. Nasce da questa convinzione la mostra Lo sguardo sul mondo, secondo capitolo della rassegna Femminile, plurale, in programma da Biffi Arte dal 25 giugno al 3 agosto. Dopo L’intimità, lo sguardo dentro – che ha indagato come dieci donne usano l’arte per leggere dentro se stesse, per essere più vicine al loro vero io – ecco che l’oggetto di attenzione si sposta fuori. Uno slittamento dell’inquadratura che non corrisponde, tuttavia, a una sostanziale modifica del metodo. Che resta quello della contemplazione attiva, dell’ascolto silenzioso, della comprensione nel senso più ricco del termine (contenere in sé, abbracciare, racchiudere), della saggezza, ma anche qualche volta quello della risata di gola, dell’ironia – magari con un fondo lieve di amarezza – e del gioco. Se Alessandra Baldoni racconta le emozioni di una passione non vissuta attraverso il linguaggio potente, fortemente simbolico e lirico delle sue fotografie, Linda Carrara ricrea attraverso la pittura lo spazio intorno a sé, costruendo ambienti dalle nitide architetture e dai colori magmatici nei quali abbiamo l’impressione di perderci. E davvero rischiamo di smarrirci nelle foreste di Marika Vicari, distese di alberi sostanziate di luci e di ombre, quasi delle quinte pronte ad accoglierci tra i loro misteri. Ancora vegetazione, foglie, steli, fiori immensi forse provenienti da un mondo altro, sono la materia attraverso la quale Brigitta Rossetti indaga il reale. Non il bosco, invece, ma la metropoli è il terreno di Marina Previtali, che con le sue pennellate vibranti, mobilissime, intense ci restituisce una Milano “che sale” come un cantiere brulicante che pulsa di bagliori al neon. E appaiono quasi delle inquadrature ravvicinate di questa stessa metropoli i dipinti di Liliana Cecchin, con la folla che corre sfiorandosi e i movimenti che sdoppiano la figura e la moltiplicano in una danza neofuturista. Lontane dalla folla, immerse in un silenzio ovattato, ecco le stanze di Tina Sgrò: ambienti incantati, senza tempo, sostanziati di una luce soffusa e pacificante che sfuma i contorni e confonde lo sguardo. E fuori dal tempo appaiono anche le fanciulle di Cristina Iotti, quasi dei ricami a matita e pastello che ci raccontano, tra merletti e arabeschi di sbalorditiva precisione, il piccolo dramma tutto femminile della scelta dell’abito. Una stanza reale è quella in cui invita lo spettatore Claudia Scarsella: comodi cuscini su cui sedersi e una tappezzeria sulla quale piccoli momenti di vita, immagini, ricordi, ritagli, frammenti di fotografie si sdoppiano e si moltiplicano come in un caleidoscopio. Il mondo fatato in cui ci invita Loredana Galante, invece, somiglia di più a quello trovato da Alice dopo aver attraversato lo specchio, tra aiuole che spuntano dal pavimento come per magia, uccellini dai colori vivaci, fontane tracimanti, sontuosi cesti di frutta e ragni saggi che intrecciano seriche ragnatele pronte a intrappolarci. Marina Giannobi sceglie un tema – può essere la lettura o, come in questo caso, la musica – e lo immortala in una serie sterminata di scatti fotografici, lo analizza fino al dettaglio infinitesimale, restituendocelo in immagini vibranti, in fuori fuoco sapienti e spiazzanti, come un film prezioso da ricreare dentro di noi. Uno sguardo pulitissimo sul reale è quello di Elisa Rossi, che in oli su tela tutti giocati sulle ombre, sui bianchi e sui neri, racconta una tenera quotidianità, dove l’esattezza quasi fotografica si stempera in poesia. E nitidissimi, come inquadrati da uno zoom ipersensibile, sono i fiori di Chiara Albertoni. Immensi, resi con una definizione sbalorditiva che ci dà l’impressione di poter toccare ogni goccia di rugiada, ci fissano splendidi, regali, sensuali, vivi come creature pensanti. Ha invece il sapore delle caramelle e dei bastoncini di zucchero la pittura di Marica Fasoli. Un iperrealismo che va oltre la mera riproduzione del dato reale, che sfonda le due dimensioni e con una luminosità e un nitore metafisici racconta sogni, promesse, speranze e piccoli indimenticabili momenti. Come il primo capitolo, L’interiorità, lo sguardo dentro, anche Lo sguardo sul mondo avrà una mostra gemella a Milano, nella sede del settecentesco Palazzo Pirola di Gorgonzola, dal 18 ottobre al 9 novembre. In questo caso le artiste saranno affiancate anche dalle protagoniste del terzo e ultimo capitolo della rassegna, Gli spazi del sogno, in programma a Piacenza tra dicembre 2014 e gennaio 2015.

mercoledì 25 dicembre 2013

Cristina Iotti -"L'ARMONIA NEL DISEGNO" - Mostra personale



Cristina Iotti -"L'ARMONIA NEL DISEGNO" - Mostra personale
L'OTTAGONO Galleria Comunale di Arte Contemporanea

Sabato 4 gennaio ore 17,00 negli spazi espositivi dell'Ottagono Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Bibbiano (RE) sarà inaugurata la mostra personale di Cristina Iotti
Saranno esposti disegni recenti e i lavori inediti della serie "a(m)biti personali " .

Ottagono spazio espositivo
Piazza Damiano Chiesa ,2
42021 Bibbiano (RE)


Inaugurazione Sabato 4 gennaio 2014 -ore 17,00
orari di apertura:
Lunedì 6 gennaio 10,00-12,30
16,00-18,30
Sabato e Domenica 10,00- 12,30
16,00 - 18,30
fino al 26 gennaio
ingresso libero
aperture su appuntamento: 348 5306 266
info: galleriaottagono@gmail.com

col Patrocinio Regione Emilia-Romagna
Patrocinio Provincia di Reggio Emilia



Matite colorate su carta in luogo di pasta cromatica su tela. Eppure l’effetto realistico risulta spiazzante. Sì, perché Cristina Iotti è una delle poche artiste italiane in grado di innalzare una tecnica grafica a vera e proprio strumento dell’arte, ottenendo effetti di un pittoricismo straordinario pur nella messa in pagina essenziale delle sue composizioni, che constano prevalentemente di uno o due soggetti, ritratti soprattutto in primo piano o a mezzo busto.

Grafite e matite colorate vengono adoperate con maestria neorinascimentale e lenticolare virtuosismo, per tratteggiare l’anima e svelare sfumature emozionali. Indagando la figura nei dettagli anatomici e fisiognomici come anche in quelli espressivi, per operare una sorta di indagine psicologica (che mi riporta ai ritratti di Antonello Da Messina), fino a svelarci, di opera in opera, una esclusiva geografia della psiche femminile

Anche quando si presentano ritratte di spalle, le giovani donne disegnate dalla Iotti sembrano invitarci a seguirle nel loro viaggio esistenziale. Sottilmente e sottovoce. Stagliandosi su sfondi che sembrano trasporle in una dimensione di quiete naturale: tappeti di foglie, ricami floreali. Un immaginaria foresta di sogni. Il bosco delle fate. Colori e forme con cui raccontare la poesia ed il coraggio di essere donna(...)

Giovanna Lacedra - tratto dall'intervista per Ellepourart
http://ellepourart.wordpress.com/2013/12/17/per-voce-creativa-intervista-a-cristina-iotti/

http://www.cristinaiotti.it/

venerdì 13 dicembre 2013

“ISIDE CONTEMPORANEA” a cura di Ferdinando Creta

Un evento imperdibile!!! 


“ISIDE CONTEMPORANEA”
a cura di Ferdinando Creta

Benevento – 22 dicembre 2013 / 02 marzo 2014

Inaugurazione Domenica 22 dicembre 2013 ore 16,30
Orari: dal martedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 18,00
Il sabato e la domenica dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 15,00 alle 18,00
Lunedì chiuso

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 22 dicembre 2013, alle ore 16,30, nei suggestivi spazi ARCOS - Museo di Arte Contemporanea del Sannio di Benevento, sarà inaugurata la mostra “Iside Contemporanea”, curata dal direttore artistico Ferdinando Creta. L’evento, promosso dalla Provincia di Benevento con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Campania e della Camera di Commercio di Benevento, con il contributo della Liverini di Telese Terme e del Centro Commerciale Buonvento di Benevento, è sostenuto da sponsor del territorio ormai sensibili alle sollecitazioni culturali del Museo Arcos.
Dalla presenza della mostra “Iside la scandalosa e la magnifica”, negli spazi espositivi di Arcos, nasce il progetto di “Iside Contemporanea”, risposta attuale al culto della Donna Divina.
Mentre l’allestimento “antico” espone le sculture provenienti dal santuario beneventano di Iside, il “contemporaneo” propone opere di donne che parlano della donna.
Il dialogo fra antico e moderno si compie con i lavori di artiste contemporanee provenienti da tutto il territorio nazionale, che, partendo dalle loro radici culturali, caricano le loro creazioni di quella energia femminile che funge da medium fra il culto isiaco e quello della donna contemporanea, al di là di ogni provincialismo. La questione del “provincialismo italiano continua ad essere al centro di una controversa querelle della critica d’arte nostrana; Mario De Micheli, in anni non sospetti, già sottolineava che “la pittura italiana esiste e bisogna imparare, fuori di ogni giudizio euforicamente apologetico e altresì di ogni distorsione unilaterale, a collocarla in una prospettiva giusta nel contesto della situazione del tempo”.
Iside, modello femminile per eccellenza nel mondo antico, si affaccia prepotentemente come modello sociale anche oggi. Le artiste/donne presenti alla rassegna, si distinguono per la loro attenzione al tema della femminilità, soggetto e oggetto della rappresentazione artistica, fin dall’antichità. Una collettiva di 33 giovani artiste che, pur con opere diverse, per soggetti, tecniche e composizioni, rispondono all’unisono allo stesso richiamo.
La donna nell’arte associata dapprima alla fecondità, diventa con gli egizi sinonimo di bellezza e armonia. La figura femminile di Iside anticipa quelli che saranno i canoni di bellezza che ritroviamo nel contemporaneo: donna scandalosamente magnifica e oggetto del piacere; con i Greci, attraverso il nudo, abbiamo l'immagine della bellezza modernamente intesa; l’arte romana vede la donna dignitosa con vesti fluenti, mentre quella bizantina raffinata e con vesti ricchissime. Nel medioevo la donna diventa ieratica e sacra, per ritrovare i suoi connotati corporali dal rinascimento in poi. La mostra, dunque, è la sintesi di questa donna che, partendo da Iside, attraversa la storia fino ad arrivare alla odierna condizione di conflitto.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo contenente,oltre a un testo introduttivo di Ferdinando Creta curatore della mostra, i contributi di Paola Caruso, Patrizia Ada Fiorillo e Riccardo Lattuada, le immagini delle opere in mostra e la biografia delle artiste partecipanti.

Elenco artiste
Alice Olimpia Attanasio, Silvia Beltrami, Elisa Bertaglia, Claudia Bianchi, Desideria Burgio, Sara Cancellieri, Lucilla Candeloro, Linda Carrara, Sabrina Casadei, Sonia Ceccotti, Marisa Ciardiello,. Mary Cinque, Corina Elena Cohal, Martina Di Trapani, Debora Garritani, Marilisa Giordano, Agnese Guido, Giuliana Iannotti, Rosaria Iazzetta, Miriam Iervolino. Cristina Iotti, Arianna Lion, Savina Lombardo, Daniela Montanari, Ester Negretti, Virginia Panichi Donati, Eliana Petrizzi, Sam Punzina, Michela Ezekiela Riba, Sara Rizzo, Milena Sgambato, Vania Elettra Tam, Elisabetta Trevisan

Venerdì 20 dicembre, alle ore 11.00, presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori di Benevento, si terrà la conferenza stampa della mostra a cui parteciperanno il commissario straordinario della Provincia Aniello Cimitile, il presidente della Camera di Commercio di Benevento Gennaro Masiello ed il curatore Ferdinando Creta. Nell’occasione sarà presentato anche il programma espositivo del Museo Arcos dell’anno 2014.

Sabato 21, alle ore 10.30, presso il centro commerciale Buonvento, il curatore Creta, con alcune artiste, presenterà in un salotto culturale il catalogo della mostra.

Domenica 22, infine, l’evento di inaugurazione sarà arricchito da una performance musicale del Duo di chitarre ROSARMONICA che proporrà il seguente programma:

D. Scarlatti: Sonata n. 104 (trascrizione per due chitarre di E. Pujol)
M. Castelnuovo-Tedesco: Preludio e Fuga in Mi Magg.; Preludio e Fuga in Fa# Magg.
I. Albeniz: Tango Op. 165, n. 2
F. Sor: Encouragement
F. Carulli: Ouverture de La Ludovisca
L. Brouwer: Musica incidental Campesina
M. LLobet: Canso del Lladre (da "Diez canciones populares catalanas")- chit.sola Rossella De Ioanni
J.K. Mertz: Unruhe, op. 13 - chit. sola Filomena Formato

Il Duo di chitarre ROSARMONICA, nato dall’incontro nel 2003 tra le chitarriste Rossella De Ioanni e Filomena Formato nell’ambito del corso di Musica da Camera presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, si fa apprezzare presto sullo scenario musicale grazie a numerosi concerti e alla partecipazione ad importanti rassegne musicali. Da Creare con la musica, rassegna promossa dal Conservatorio di Benevento in collaborazione con l’ Università degli Studi del Sannio nel 2003, alle edizioni della Settimana scientifica del 2004 e 2005, alla rassegna Venerdì: Musica nel 2010, all’edizione nazionale 2010 di Musei aperti, alla manifestazione Itinerari biblici: alle radici della Cultura Occidentale, promossa dall’Ufficio diocesano per i beni culturali dell’ Arcidiocesi di Benevento nel 2011 e nel 2012, all’edizione 2011 di Città Spettacolo – Serata Salomè – alla Festa della musica 2013, fino alle due conferenze-concerto tenute presso l’Unitre di Caserta nell’ambito del corso accademico “Incontri con strumenti e musicisti”. Le chitarriste si sono distinte per la presentazione di concerti vissuti non solo come momento musicale, ma anche culturale in senso lato: ogni concerto è infatti un’occasione per chi ascolta di conoscere anche storicamente lo strumento e il repertorio chitarristico. Recentemente il duo ha tenuto due concerti per la prestigiosa associazione Nuova Consonanza nell’ambito della manifestazione “I luoghi del suono: itinerari musicali dalla Valle dell’Aniene a Roma Capitale” a Subiaco nel 2012 e nel Museo delle culture -Villa Garibaldi di Riofreddo - nell’agosto 2013, inoltre è stato scelto per aprire il concerto del chitarrista Arturo Tallini nell’ambito del Festival “Federico Cesi” edizione 2013, curato da Paolo Lambiase e Piero Viti. Il duo ha riscontrato numerosi consensi da chitarristi di fama internazionale, tra cui Leo Brouwer, Angelo Gilardino, Guido Fichtner e Francois Laurent. Attualmente le due musiciste si stanno dedicando ad un progetto di ricerca ambizioso, rivolto alla riscoperta e alla pubblicazione di composizioni inedite per duo di chitarre del chitarrista-compositore settecentesco Ferdinando Carulli e alla pubblicazione della storia e del repertorio originale per duo di chitarre.
MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA SANNIO arcos
Corso Garibaldi, 1
82100 Benevento
Tel. 0824 312465 - Fax 0824 312506
 

mercoledì 6 novembre 2013

"Ritratti d'autore" per Fondazione Lighea a cura di Martina Adamuccio

Come sempre, in mio inchino al popolo dell'arte. 
Sempre pronto, sempre disponibile, sempre generoso... e voi? 


"Ritratti d'autore"
per Fondazione Lighea
a cura di Martina Adamuccio




La Fondazione Onlus Lighea di Milano inaugura una mostra di opere pittoriche realizzate da pazienti con disagi psichici e artisti professionisti contemporanei in un doppio percorso che interpreta il ritratto femminile. A conclusione un’asta benefica, per sostenere le attività della Fondazione. 

Giovedi 5 dicembre ore 18.30
Palazzo di via santa Marta 15 , Milano

Asta benefica lunedì 9 dicembre ore 18.30 Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano 

La cura dell’arte, mondi interiori che emergono a illuminare quel buio della mente in cui è difficile addentrarsi. Arte e psichiatria, due ambiti molto spesso in connubio, quando la possibilità di esprimere se stessi e il valore catartico del gesto artistico possono essere una via per la guarigione del paziente. Questo è lo spirito dell’iniziativa “Ritratti d’autore”, progetto espositivo perseguito dalla Fondazione Lighea Onlus di Milano, nata allo scopo di portare i pazienti a compiere un percorso evolutivo attraverso un servizio che integri aspetti psicoterapici, riabilitativi e farmacologici.
Il progetto “Ritratti d'autore” è una mostra di opere realizzate dai pazienti della Fondazione e da trentuno artisti professionisti del mondo contemporaneo, chiamati a sviluppare attraverso multiformi modelli espressivi un doppio percorso con un tema comune: il ritratto di donna.
“Quella comunemente definita arteterapia è un'esperienza clinica che pone al centro della sua pratica il fenomeno espressivo” racconta Martina Adamuccio, giovane critica d’arte curatrice della mostra. “È una tecnica molto utile, in uso sia nelle terapie dell'infanzia e dell'adolescenza sia nelle psicosi e nei disturbi di personalità nell'età adulta. Disegnare, usare i colori sui fogli, costruire forme, sono modalità espressive più semplici e più facili da realizzare rispetto alle parole e alla formazione di un discorso, e quindi, portano l'individuo ad esprimersi in maniera più spontanea. La produzione artistica, infatti, è dimostrato, ha effetti positivi sui pazienti affetti da disagio mentale e psicosi di diverso genere”.
I trentuno artisti contemporanei che fanno da contraltare ai pazienti fungono da guida, accompagnano idealmente i pazienti nel percorso espositivo, e allo stesso tempo sono testimoni del “mondo esterno”, nell’intento di eliminare le barriere per aprirsi a un mondo unico in cui la libertà espressiva sia il comune denominatore. A conclusione della mostra, tutte le opere saranno messe in asta e il ricavato sarà investito nelle attività di ricerca della Fondazione. 

Gli artisti professionisti: Gabriele Ardemagni - Giuseppe Bombaci - Barbara Bonfilio - Erica Campanella - Sara Cancellieri - Maurizio Cariati - Gianni Cella - Francesco Cervelli - Pierluca Cetera - Roberta Coni - Aldo Damioli - Marco Demis - Stefania Fabrizi - Massimo Festi - Antonio Finelli - Marco Formisano - Maurizio Galimberti - Cristina Iotti - Federico Lombardo - Anna Madia - Paolo Maggis - Ilaria Margutti - Antonello Matarazzo -Sabrina Milazzo - Davide Puma - Denis Riva - Alessandro Russo - Giovanni Sesia - Andrea Simoncini - Santiago Ydanez - Luca Zampetti. 

Lorenzo Canova, critico d’arte e autore di uno dei testi in catalogo, sottolinea: “È indubbio che una tale esperienza di collaborazione tra artisti e persone disabili superi la dimensione del laboratorio terapeutico e giunga al grande risultato di persone che riescono a rompere la prigione del proprio disagio psichico e a trovare una forma nuova di comunicazione e di interazione col mondo che le circonda, con cui riescono a integrarsi in modo creativo e costruttivo, facendo in alcuni casi nascere nuovi autori dotati di una propria
poetica e di un linguaggio autonomo. Gli artisti professionisti di questo progetto di eccellenza ricevono così il dono di vedere la loro opera diventare più viva e, in un certo senso, addirittura funzionale, grazie al confronto con persone destinate non soltanto a ricevere, ma anche a regalare il loro contributo esistenziale, emozionale, di pensiero e di creatività, costruendo un ponte fecondo di scambio per tutti gli attori-autori qui coinvolti e per dare all’arte e alla vita un volto nuovo”. 

Chiosa Giampietro Savuto, presidente della Fondazione: “Nei tanti anni in cui ho seguito persone colpite da questo disturbo ho potuto constatare l’importanza delle attività di natura artistica come forme di espressione di pensieri, sentimenti, emozioni che altrimenti rimarrebbero muti, di una vita interiore talvolta insondabile per altre vie. Del resto, tutte le forme di creatività artistica hanno spesso avuto una parentela con la sofferenza psichica, come attesta il lungo elenco di poeti, musicisti, pittori che ne sono stati sfiorati e in qualche caso travolti. Se la valutazione del valore artistico è compito della critica d’arte, anche la psicologia può quindi dire la sua. Come Fondazione Lighea abbiamo sempre cercato di risvegliare la creatività dei nostri pazienti: abbiamo creato servizi che rifiutano una logica di intervento normativa e omologante e li aiutino a trovare la propria espressione di vita”. 

Per informazioni al pubblico:
Fondazione Lighea
02 72001549
info@fondazionelighea.it
Press office:
Clarart
039 2721 502 / 335 6855705 claudiaratti@clarart.com

lunedì 15 aprile 2013

SALUZZO ARTE 2013 e LE SIGNORE DEL TEMPO




Da Venerdì 19 aprile 2013 a Domenica 5 maggio 2013
Saluzzo, Antiche Scuderie - Fondazione Amleto Bertoni

SALUZZO ARTE 2013
18° Rassegna di Arte Contemporanea Pittura, Scultura, Grafica, Incisione, Fotografia, Design

Un appuntamento atteso e importante nel calendario degli eventi saluzzesi, che sa offrire la possibilità di ammirare opere d’arte in forme diverse , dalle tele, alle sculture, dalle fotografie alle incisioni.
Saluzzo Arte comprenderà naturalmente anche le opere presentate alla fase finale“Premio Matteo Olivero” per la pittura e per la grafica, giunto quest’anno alla sua XXXV edizione, un tradizionale appuntamento inserito all’interno della Rassegna e che da anni ormai rappresenta uno dei punti di forza della kermesse.

Ma non solo, se nel 2012 Saluzzo Arte ha ospitato, tra le altre, la mostra La natura silente. Da De Chirico a Gilardi, che  ha avuto il compito di sondare il misterioso mondo delle “nature immobili” attraverso le interpretazioni e le rappresentazioni creative offerte da artisti del Novecento e del mondo contemporaneo, per il 2013 si prospetta la presenza di un nome del panorama artistico italiano, conosciuto non solo per le sue doti pittoriche, ma anche per il suo impegno politico: Renato Guttuso.
La scelta è dovuta, oltre al grande valore del pittore italiano, anche alla recente ricorrenza del centenario della sua nascita. Nato a Bagheria il 26 dicembre del 1911, ma iscritto dal padre all’anagrafe di Palermo, il 2 gennaio 1912, il centenario del 2012 ha costituito e continua a costituire per musei, istituzioni, giornali, l’occasione per ricordare l’artista approfondendo gli aspetti della sua multiforme personalità. Sempre lo scorso anno ricorre il 25esimo anniversario della sua scomparsa: Saluzzo Arte 2013 vuole a maggior ragione rendere onore a questo grande artista contemporaneo.
Riproponendo un'occasione che nel 2010 aveva portato a Saluzzo l'eco della grande mostra al Quirinale dedicata a Caravaggio, nell'ambito della Mostra Nazionale di Antiquariato, l'iniziativa dedicata a Guttuso nel 2013 riprende il filo della grande antologica inaugurata a  Roma  dall'11 ottobre all'Altare della Patria, il  tempio laico, in opposizione alla Cupola vaticana, ideale per uno dei pittori più militanti e di valore, al contempo, del XX secolo. 
Rivivranno a Saluzzo i riflessi di Sicilia, che animarono tutta la storia pittorica di Guttuso (il celeberrimo dipinto che ritrae la Vucciria palermitana fu dipinto quando da oltre 40 anni Guttuso risiedeva a Roma), ma anche i suoi celeberrimi tetti e soprattutto la sua originale, incisiva ritrattistica, celebre per le immagini della moglie Mimise; dell'amante Marta Marzotto, talvolta "nascosta" in alcuni nudi; di Eugenio Montale nel 1938 e di Anna Magnani vent'anni dopo, ma struggente anche in molte immagini di gente comune, come nel caso del bellissimo nudo che Saluzzo ha ospitato nel 2012, all'interno della mostra De foemina.
Avversario degli astrattisti, modello dei realisti, Guttuso è stato a lungo "odiato o copiato"  -  come dice Crispolti  -  dai colleghi.  Tuttavia, la genialità dell'uomo fu capace di andare al di là delle classificazioni, come testimonia il rapporto con Schifano, immortalato un olio del 1966.
Nella capitale della bellezza in Provincia di Cuneo, l'accostamento tra il gotico fiammeggiante dell'antico marchesato e le tinte forti del pittore di Bagheria promette di regalare nuove, straordinarie emozioni e di accompagnare in un modo ad un tempo sontuoso ed educativo la grande kermesse dell'arte contemporanea: Saluzzoarte 2013.

Entità della mostra di Guttuso: 20 dipinti di vari formati. Prevalentemente su tela.
Curatore: Giuseppe Biasutti (Galleria Biasutti & Biasutti di Torino)


La Mostra rimarrà aperta tutti i giorni con i seguenti orari:
Feriali: Giovedì e Venerdì: dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sabato: dalle ore 15,00 alle ore 22,30
Festivi:  Domenica e festività del 25 Aprile e 1° Maggio:  dalle ore 15,00 alle ore 19,00 

Per info:
Fondazione Amleto Bertoni 0175-43527 mobile 346-9499587 info@fondazionebertoni.it
Coordinatore Artistico Paolo Infossi paoloinfossi@virgilio.it  mobile 349-1466050

ed inoltre:



Saluzzo Arte 2013 - LE SIGNORE DEL TEMPO

Il tempo è la dimensione con la quale si misura il trascorrere degli eventi. Vi è quindi un tempo fisico, come quello scandito dalle lancette di un orologio, in cui ogni istante è identico a tutti gli altri; ma anche un tempo originario, che è soggettivo per cui, ogni momento, risulta qualitativamente ed emotivamente diverso da qualsiasi altro.
Il fluire del tempo, trova quindi una sua realistica dimensione soltanto nell’attenzione riservata al presente, nel ricordo del passato e nell’attesa per il futuro.
Il Tempo. Un’impressione suggerita dall’occasionale incontro di Cristina Iotti ed Elisabetta Trevisan, con l’epigrafe inscritta in una meridiana, nei pressi della Stazione ferroviaria, al loro arrivo a Saluzzo, poco meno di un anno fa.
Uno scatto fotografico, un souvenir, da conservare come il ricordo di un momento felice.
Un’idea che prende corpo: Le Signore del Tempo.
Nove donne che si raccontano in un singolare sincretismo descrivendo con la pittura, la scultura e l’installazione la loro personale percezione del tempo: Liliana Cecchin, Cristina Costanzo, Cristina Iotti, Arianna Lion, Paola Rattazzi, Michela Riba, Mery Rigo, Elisabetta Trevisan, Roberta Ubaldi.
Nove artiste emergenti che affrontano l’argomento, filtrandolo attraverso le proprie esperienze, la propria filosofia di vita e la loro sensibilità. Un modo di rapportarsi con la loro personale visione della realtà, con l’ineluttabilità del tempo che scivola tra le dita, stratificando fatti, pensieri, sogni ed emozioni.
E’ l’astratta concezione del tempo che prende forma cristallizzandosi in autobiografie per frammenti, seguendo un filo conduttore che collega le contraddizioni della nostra società, all’introspezione, alla memoria, alla nostalgia e ai ricordi.
Come spesso accade sono gli artisti ad avvertire per primi e ad annunciare, in grande anticipo, il cambiamento dei tempi. Ad immortalare il gesto, l’impronta, l’impressione e a conservare anche il “sentimento” del mondo antico. L’Arte, infondo, è proprio questo: saper interpretare il senso dell’esistenza.

di Paolo Infossi

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Ente organizzatore:
Fondazione Amleto Bertoni - Città di Saluzzo
info@fondazionebertoni.it - www.fondazionebertoni.it

Da VENERDì 20 APRILE 2013 a DOMENICA 5 MAGGIO 2013
inaugurazione 19 aprile ore 18:00
Antiche scuderie - Piazza Montebello, 1 - Saluzzo (Cuneo)

Orari:
Giovedì e Venerdì: dalle 15,00 alle 19,00
Sabato: dalle 15,00 alle 22,30
Domenica e festività del 25 Aprile e 1° Maggio: dalle 15,00 alle 19,00

lunedì 25 marzo 2013

"MUSE - Il femminile a San Gimignano" a cura di Alberto D'Atanasio

Di questa esposizione vi avevo già dato una piccola anteprima qualche giorno fa nel post http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.it/2013/03/muse-san-gimignano.html...
ora un po' più di dettagli:


"MUSE - Il femminile a San Gimignano" 
a cura di Alberto D'Atanasio
Dal 30 marzo al 21 aprile a San Gimignano, alla galleria Gagliardi: MUSE.
Mostra colletiva dove sarà possibile ammirare i lavori di 15 artiste fra le più interessanti del panorama italiano.
Annalù, Marica Fasoli, Claudia Giraudo, Cristina Iotti, Claudia Leporatti, Ilaria Margutti, Stefania Orrù, Martha Pachòn, Dorian Rex, Roberta Serenari, Tina Sgrò, Emila Sirakova, Paola Staccioli, Roberta Ubaldi, Cristina Volpi
LE MUSE.

Nell’antica Grecia le Muse, nove divinità figlie di Zeus (Dio della Sapienza) e di Mnemosine (Dea della Memoria), si manifestavano agli uomini sotto la protezione e l’ispirazione di Apollo, Dio della Bellezza. Le Muse rappresentavano la perfezione di tutte le Arti ed il dominio della Conoscenza. Fin dall’antichità il sublime non poteva manifestarsi se non con sapienza filtrata dalla memoria e riconciliata nella bellezza; grazie a ciò, le Muse erano le sole divinità capaci di raggiungere le massime espresioni della divina perfezione e dell’assoluta verità. Le Muse erano entità femminili e, non a caso, ancora oggi l’arte al femminile sembra non rinunciare all’esercizio della memoria, dell’annotazione, della scansione temporale del vissuto, nel mistero degli accadimenti e nel segno dei sentimenti. In molte delle opere presenti nella mostra, la memoria diventa quella materia, altra ed invisibile, capace di far riaffiorare pensieri, immagini, emozioni, identità mai perdute, solo semplicemente in attesa di essere richiamate da dimore lontane. Per le Artiste invitate, senza eccezione, la verità della loro arte, si manifesta nell’evolversi dello sguardo interiore, intento a decodificare e rifondare il proprio assetto esistenziale: lo sguardo dentro o, comunque, mai inutilmente altrove. E’ lo sguardo di colei che non si spaventa di fronte al mistero come in silente accettazione e consapevolezza di farne parte. Quando questo mistero si svela, ogni cosa si ricompone nel divino della bellezza, nell’incanto lieve che ogni verità porta con sé. Spesso la metamorfosi si compie: la dea si manifesta e la donna, essa stessa, diventa Musa in grado di far intravedere scenari d’inedita bellezza.
Roberta Ubaldi, Dorian Rex e Stefania Orrù sono accumunate dallo stesso sforzo di rappresentare l’intima essenza della donna: loro guida la Memoria, quella forma di pre-conoscenza che aiuta, la prima, a riconoscere la forma nell’attimo stesso che la figura emerge e, nell’alchemico uso di acidi e solventi, la metamorfosi fisica ed ancestrale si compie. Per Dorian Rex invece la memoria custodisce profondità dell’essere pervase dal mistero del perenne divenire: dimensioni dell’anima da decodficare e da ricomporre con potenza digitale e lirismo interpretativo. In Stefania Orrù la memoria è invece l’amica narrante, disponibile al suo richiamo di belllezza e mistero: lei traduce per noi e dipinge velando l’incanto. Quando la memoria si scontra con il disagio esistenziale, quando nel viaggio intrapreso, l’orizzonte resta immobile, l’artista si ferma e reclama tempo per dare, alla memoria di sé, il senso di una rinnovata consapevolezza. Ilaria Margutti persegue la bellezza di un corpo riconciliato dalle ossa alla pelle, dal midollo al cuore. Nel tempo lento del ricamo, Ilaria, opera per la ricomposizione della propria pelle come femminile metafora di un’identità curata e rinnovata. Anche Cristina Volpi ricorre alla natura femminile del ricamo ma sceglie le tessiture oniriche della propria psiche inquieta: nelle sue opere, ordine e caos convivono in trame di possibili convivenze. L’esplorazione dello sguardo interiore delle nostre Artiste, nel caso di Roberta Serenari, raggiunge il tempo dell’infanzia ed il mistero dell’innocenza: nostalgia di un Eden perduto, memoria, disagio. Per Tina Sgrò la memoria del proprio vissuto si alimenta di quello altrui: narrazioni, scene di ambienti vissuti da altri, dove oggetti, mobili ed arredi sembrano rassicuranti condivisioni d’identità emozionanti e vicine. Le Muse cantano il mistero ed incorraggiano l’uomo all’immaginazione, a sconfiggere la paura con il sorriso e la poesia: Claudia Giraudo propone scene circensi dove le gabbie della memoria si aprono al surreale e l’immagine fantastica diventa sogno favolistico e liberatorio. La Memoria, in Annalù diventa consapevole riflessione sulla materia e spiritualità delle cose, meditazione attenta sulla natura che genera la vita ed incantato stupore di fronte alla vita quando accoglie l’invisibile e la forma ne diventa testimonianza. Marica Fasoli si spinge oltre: le sue opere manifestano l’ambiguo rapporto fra reale e virtuale; nel suo caso la memoria del vero diventa condizionata percezione visiva di un falso. Nella memoria di altre artiste si cela la consapevolezza di un’identità femminile la cui specifica natura si muove anche dalla rappresentazione dell’incanto che il corpo femmineo naturalmente custodisce. Emila Sirakova, Cristina Iotti, Claudia Leporatti sono muse votate alla bellezza, al paziente declinare di sentimenti e gesti segreti e preziosi: operano con la forza ed il mistero della seduzione visiva.
Le sculture di Paola Staccioli ricordano l’incanto del bimbo nell’integrità di un mondo ancora puro e genuino. Lontano dai misteri, dalle nebbie grigie e tristi del reale. In Martha Pachon, ogni sua opera in ceramica vive del ritmo leggero dei colori pastello, sono la memoria della musica, dell’acqua, del volo.


Stefano Gagliardi

www.galleriagagliardi.com

venerdì 22 marzo 2013

MUSE - a San Gimignano....

Dal 30 marzo al 21 aprile a San Gimignano, alla galleria Gagliardi: MUSE.
Mostra colletiva dove sarà possibile ammirare i lavori di 15 artiste fra le più interessanti del panorama italiano.
Annalù, Marica Fasoli, Claudia Giraudo, Cristina Iotti, Claudia Leporatti, Ilaria Margutti, Stefania Orrà, Martha Pachòn, Dorian Rex, Roberta Serenari, Tina Sgrò, Emila Sirakova, Paola Staccioli, Roberta Ubaldi, Cristina Volpi


lunedì 10 settembre 2012

ICONICA a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

Trovo con piacere molti amici nonchè rare perle di qualità in questa collettiva curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei per RezArte di Reggio Emilia. Fra questi mi piace segnalare in particolar modo Davide Puma e Cristina Iotti, ma anche la Marzulli e la Serenari.



ICONICA
A cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei 

Inaugurazione:
Sabato 22 settembre, ore 17.00 


RezArte Contemporanea: una nuova galleria d’arte a Reggio Emilia. Sabato 22 settembre, alle ore 17.00, saranno inaugurati gli ampi spazi espositivi della galleria RezArte Contemporanea (Via Emilia Ospizio, 34/D - Condominio Liberty), nata su iniziativa di Antonio Miozzi e Costantino Piazza, per creare una piattaforma dinamica attraverso la quale valorizzare artisti selezionati in ambito nazionale ed internazionale.
Ad aprire ufficialmente l’attività espositiva, la collettiva “Iconica”, curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei con opere di Elisa Anfuso, Claudia Bianchi, Matthias Brandes, Nicla Ferrari, Gabriele Grones, Cristina Iotti, Savina Lombardo, Anna Madia, Jara Marzulli, Ennio Montariello, Davide Puma e Roberta Serenari.
In mostra, una sessantina di lavori su tela e su carta che testimoniano il deciso ritorno alla figurazione degli ultimi anni. Come scrive, infatti, Francesca Baboni, «I pittori invitati [...] fanno parte di una corrente neo figurativa che con successo sta riportando in auge una pittura di matrice iconica, basata non soltanto sull’immagine ma anche su di un forte contenuto, in cui il reale diviene presenza sostanziale e fondamentale».
Diversi per esperienza e linguaggio, i dodici autori si sono resi disponibili al dialogo, in un interessante incrocio di sguardi e di rimandi. Provenienti da Reggio Emilia e da altre città italiane, hanno preso parte ad esposizioni di rilievo in Italia e all’estero.
La collettiva, inserita nel circuito delle “Giornate Europee del Patrimonio” (29-30 settembre 2012) e della “Giornata del Contemporaneo” (6 ottobre 2012), sarà visitabile fino al 21 ottobre 2012, da lunedì a sabato con orario 9.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso la domenica. Ingresso gratuito. Catalogo disponibile in galleria. Per informazioni: tel. 0522 333351 - rezartegalleria@gmail.com.
RezArte Contemporanea si trova a pochi passi dal centro di Reggio Emilia, in Via Emilia Ospizio 34/D. Uno spazio espositivo di oltre 200 mq che ospiterà una ricca programmazione annuale, alternando progetti tematici e mostre personali. Avvalendosi del supporto di curatori, critici e professionisti del settore, la galleria organizzerà eventi anche presso altre sedi, instaurando importanti sinergie, a sostegno dell’arte e della cultura contemporanea.


Scheda tecnica:
Titolo: Iconica
Artisti: Elisa Anfuso, Claudia Bianchi, Matthias Brandes, Nicla Ferrari, Gabriele Grones, Cristina Iotti, Savina Lombardo, Anna Madia, Jara Marzulli, Ennio Montariello, Davide Puma, Roberta Serenari
Curatori: Francesca Baboni e Stefano Taddei
Date: 22 settembre - 21 ottobre 2012
Inaugurazione: sabato 22 settembre, ore 17.00
Orari: da lunedì a sabato ore 9.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso la domenica 


Per informazioni:
RezArte Contemporanea Condominio Liberty
Via Emilia Ospizio, 34/D 42122 Reggio Emilia
Tel. 0522 333351 www.galleriarezarte.it rezartegalleria@gmail.com


Ufficio Stampa:
CSArt - Comunicazione per l’Arte Via San Pietro Martire, 16/A 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1970864

www.csart.it info@csart.it

venerdì 25 maggio 2012

"A proposito di donne..." / Galleria CONARTE

Bella l'idea, brave le artiste. Tra l'altro, c'è anche la possibilità di vedere le opere di Cristina Iotti, Roberta Serenari e tante altre...Una mostra da vedere e da vivere!

"A proposito di donne..." / Galleria CONARTE

dal 1 giugno 2012 al 4 luglio 2012
Inaugurazione venerdì 1 giugno ore 17,00 -
saranno presenti le artiste

Galleria CONARTE - Via Brignoni 26r –Savona



E SE L’ARTE FOSSE DONNA?

BY GIOVANNA LACEDRA

Più che artiste, soggetti dell’arte. Modelle in posa o muse ispiratrici.
Questo sono state le donne, nel corso della storia delle arti visive. Veneri o Madonne; ancelle o contadine. Sulla tela, non di fronte ad essa. Dipinte, non pittrici. Era questa la regola, era questo il buon gusto. La casa del padre, poi quella dello sposo, i bambini, e in alternativa il convento. Mai progetti più ambiziosi.
Alle donne non era concesso il diritto alla creatività.
Occuparsi di pittura, di scultura, di architettura, no… non era cosa da donne! Così come interessarsi di cultura in generale. A loro era consentito tessere o ricamare. Al massimo, dipingere su piccole tele decorative tra le mura domestiche, per puro diletto e
senza alcuna velleità. Una donna non poteva accedere allo studio della matematica, della geometria, delle scienze; non poteva
essere avviata all’apprendistato in una bottega d’artista. E in età Medievale, attorno all’identità femminile uomini
tessevano pericolosi pregiudizi.
Le donne erano capaci di fare patti con il demonio. Se non erano mansuete madri di famiglia, e non diventavano suore,
molto probabilmente erano streghe. E i dotti di quei tempi, disquisivano con serietà su questo inquietante quesito: la donna era davvero dotata di anima, come l’uomo? O ne era priva, come gli animali?
San Tommaso scrisse che la donna era soggetta all’uomo a causa della sua debolezza fisica e spirituale.
Appreso questo, non è difficile capire per quali ragioni l’arte – così come altre manifestazioni dell’animo e dell’intelletto
–, sia stata per secoli prerogativa maschile. Prerogativa maschile, certo. Ma con più di qualche eccezione.
Setacciando la storia, infatti, non è poi così difficile imbattersi in personalità femminili dal raro coraggio e dal raro talento: donne che hanno saputo guadagnarsi, con tenacia e determinazione, il diritto di essere artiste.
Figure come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera, Camille Claudel, Susanne Valadon… sembrano rifulgere in un’aura di fascinosa trasgressività. Come se avessero rotto uno schema, infranto una regola, evaso una prigione. E in un certo qual modo, è stato così.

I primi nomi ci arrivano dal Rinascimento. Ma si è trattato per lo più di donne che avevano alle spalle una figura maschile, solitamente un genitore che permettesse loro di inoltrarsi in quella dimensione proibita. Padri pittori, o semplicemente colti e liberali, i quali, riconoscendo il talento innato di queste figlie, accettarono di assecondarlo piuttosto che reprimerlo.
Era il Quattrocento. Alle donne era precluso l’accesso al mestiere della pittura e alla conoscenza della prospettiva come nuovo metodo scientifico di rappresentazione della realtà. Eppure qualcuno fece eccezione a questa regola: Antonia Uccello, figlia del celebre pittore Paolo Uccello, pur diventando presto una suora carmelitana, potè ugualmente apprendere dal padre le regole della prospettiva applicate al disegno. Giorgio Vasari, nelle sue ‘Vite’ la cita, ricordandone le abilità nel disegno.
Un altro caso analogo è rintracciabile, scorrendo i decenni, nella Venezia del secondo Cinquecento. È il caso di Marietta Robusti, figlia del pittore manierista Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, la quale ebbe addirittura il privilegio – sino a quel momento negato alle donne – di far pratica in una bottega d’artista, quella di suo padre, nella quale lavorò per ben quindici anni, dimostrando doti
pittoriche e genialità.
La prima che riuscì invece ad ottenere l’iscrizione all’Accademia del Disegno, nella Firenze del 1616, fu Artemisia Gentileschi.
Anch’essa ‘figlia d’arte’: suo padre era il pittore caravaggista Orazio Gentileschi, autore di importanti commissioni nella Roma Caput Mundi a cavallo tra Cinquecento e Seicento.
Sbocciavano nelle botteghe dei loro padri e se avevano coraggio e fortuna, riuscivano a spiccare il volo. Recarsi presso corti straniere, però, era un’ipotesi ancor più rara. Ma Sofonisba Anguissola, pittrice cremonese, figlia di un uomo colto e profondamente appassionato di pittura, riuscì a raggiungere anche questo traguardo. Avere una padre tanto interessato all’arte fu la sua fortuna, perché questi le permise di allontanarsi dall’Italia e diventare ritrattista ufficiale alla corte di Spagna nel 1559.
La prima a gestire una Scuola d’Arte per fanciulle intorno alla metà del Seicento, fu invece Elisabetta Sirani, precocemente uccisa da un’ulcera perforante, all’età di soli 27 anni.
Nell’Europa del Settecento fece eco il nome di un’artista veneziana, capace di conquistare subito la fama internazionale per i suoi ritratti fortemente introspettivi, realizzati con la inusuale tecnica del pastello: era Rosalba Carriera.
Nomi femminili che hanno segnato l’arte del secondo Ottocento sono certamente quelli delle due pittrici Impressioniste: Mary Cassat e Berthe Morisot. Quest’ultima fu modella di Monet e Renoir prima di unirsi al gruppo come pittrice, riuscendo persino ad organizzare il Salon des Femmes, la prima mostra collettiva per sole donne, realizzata nella città di Parigi.
Ed è sempre a Parigi che sul finire dell’Ottocento e agli esordi del Novecento emergono i nomi di Camille Claudel, Susanne Valadon, Sonia Delaunay, Tamara De Lempicka. La prima iniziò come allieva- modella e presto divenne amante, dello scultore August Rodin, e visse all’ombra del suo talento e della sua notorietà.
Susanne fu invece modella del pittore post-impressioonista Toulouse-Lautrec e divenne poi madre del celebre pittore Utrillo, il fragile amico di Amedeo Modigliani. Allo stesso tempo si distinse come pittrice dalla tavolozza pre-espressionista.
Sonia invece, fu esponente del Cubismo Orfico insieme a Robert Delaunay, suo compagno di vita.
La seducente, elegante e trasgressiva Tamara De Lempicka si distinse invece negli anni Trenta del Novecento, come esponente ufficiale dell’Art Deco’. E nel coevo Messico Rivoluzionario, accanto ad un grande pittore Muralista – Diego Rivera – figurava una straordinaria pittrice, più votata all’introspezione: Frida Kahlo.
Ma fu negli anni ’60, in seguito alla rivoluzione attuata del Movimento Femminista, che il ruolo della donna nell’arte si fece più attivo e sferzante.
Da quel momento la donna-artista pretese altro spazio.
Pretese l’azione. Valicò il confine delle arti maggiori: non era più la pittrice introspettiva, elitaria o d’avanguardia. Era essa stessa un’opera d’arte, agente e vivente. Nasceva la Body Art. Arte in cui è il corpo stesso a farsi materia artistica. E i grandi nomi di questa operazione sono stati quelli di Gina Pane, Orlan e a tutt’oggi di Marina Abramovic.
Oggi, la presenza femminile nell’arte contemporanea è fortunatamente esuberante.
Le donne indagano, con grande sensibilità, il mondo. Sentono e sanno. Vivono con l’utero quello che poi sublimeranno in arte. Un’altra gestazione. Un’altra maternità.
L’arte, evidentemente, è una donna. E l’atto creativo non è che un parto.

Testo tratto(e per gentile concessione dell'autrice) dall’ articolo di GIOVANNA LACEDRA pubblicato sul www.womanjournal.it

E’ per mostrare e valorizzare questo atto creativo che la Galleria CONARTE di Savona ha deciso di proporre, per la prima volta nella sua galleria,una mostra tutta al femminile. Nasce così la mostra “A proposito di donne…” dove saranno esposte opere uniche di diverse artiste del panorama nazionale che si esprimono attraverso varie ed originali tecniche:dal tradizionale olio, all’acrilico, tempere, matite colorate, tecniche miste ,fino alle sculture in vetroresina o in ceramica o ottenute attraverso la lavorazione all’uncinetto del filo di rame.
Esporranno:
Elisa Anfuso,
Annalù Boeretto,
Roberta Coni,
Maria Cristina Costanzo,
Titti Garelli,
Resi Girardello,
Cristina Iotti,
Ana Kapor,
Arianna Lion,
Anna Matola,
Lucia Merli,
Rosanna Petrillo,
Roberta Serenari,
Elisabetta Trevisan,
Anna Tusca

orari:da martedì a sabato 9,30-12,30 - 16,00-19,30
chiuso il lunedì e la domenica
info:
Galleria CONARTE
Via Brignoni, 26r 17100 Savona

venerdì 6 aprile 2012

SALUZZO ARTE 2012 - Fondazione Amleto Bertoni

Sono arrivati alla 17° edizione... ed il livello è sempre più elevato... complimeti! 
Fra l'altro, mi piace sottolineare che nell'edizione di quest'anno è ospitata anche la collettiva "Donne, solo e semplicemente donne…" dove si potranno ammirare anche le opere della brava Cristina Iotti


Da Sabato 21 aprile 2012 a Domenica 6 maggio 2012
Saluzzo, Antiche Scuderie - Piazza Montebello, 1
SALUZZO ARTE 2012
17° Rassegna di Arte Contemporanea Pittura, Scultura, Grafica, Incisione, Fotografia, Design




Saranno esposte opere di:  Giorgio De Chirico, Graham Sutherland, Roy Lichtenstein, Mario Sironi, Piero Ruggeri, Daniel Spoerri, Francesco Menzio, Jessie Boswell, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Felice Carena, Ennio Morlotti, Giorgio Griffa, Eugenio Carmi, Ugo Nespolo, Antonio Bencich, Nicola De Maria, Achille Perilli, Carolrama, Francesco Tabusso e altri…
Un’ampia rassegna che, aldilà della bontà delle scelte effettuate, privilegiando alcuni grandi Maestri della scena internazionale, vede confermata anche la presenza di artisti del Novecento che hanno lasciato un segno nella scena  artistica piemontese e torinese in particolare.
Una scelta che sembra confermare una soluzione di continuità nell’ideale itinerario tracciato nell’alveo della panorama culturale regionale, che si esprime attraversando le successive sale che ospitano Alfredo Billetto, Tea Giobbio o l’omaggio a Giulio Da Milano (1895-1990).

Tradizione ed innovazione, che si intrecciano, prendendo forma negli spazi che sono stati riservati a Furio Maestri o all’iniziativa: White Box, dove un interessante gruppo di giovani artisti emergenti, italiani e stranieri, elabora il proprio linguaggio nelle diverse tecniche espressive: Bolaffi, Bonfilio, Cagnotto, Camasso, Conca, Coni, Filomena, Franco, Madia, McDonough, Noal, Oldano, Porzionato, Sakurai e Semeiko.
Un appuntamento che vede confermata la presenza di alcuni fra gli artisti che sono stati selezionati per esporre nel Padiglione Italia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, nelle sedi distaccate di Torino, Alessandria e a Saluzzo.  

Proseguendo nel percorso di mostra, nella Sezione Spazio Aperto, la seconda Sala della Guardia ospita la rassegna: Donne, solo e semplicemente donne…
Proporre uno spazio per una mostra collettiva di artiste (Elisa Anfuso, Roberta Coni, Cristina Iotti, Michela Riba ed Elisabetta Trevisan) che dipingono figure femminili, potrebbe anche sembrare un’idea non particolarmente originale, ma è un’iniziativa che può trovare una sua logica e delle motivazioni profonde. Privilegiare, innanzitutto, l’estro e l’esperienza di artiste che affrontano questa tematica con grande abilità e naturalezza, superando qualsiasi significato che possa rimandare apertamente ad una qualsiasi forma di provocazione sessista o di contrapposizione a qualcuno o qualcosa… Cinque artiste emergenti, che da tempo portano avanti un tema, che pone al centro dell’attenzione, la complessità dell’universo femminile. Donne, innanzitutto, che attraverso il disegno e la pittura, intendono esprimere la loro femminilità, il loro senso di libertà e di legittima appartenenza ad un mondo variegato e complesso, trattando di donne, di condizione femminile, come specchio della quotidianità. Cinque personalità diverse che si raccontano per manifestare le loro riflessioni sull’esistere, e con esse, anche i loro dubbi ed insicurezze, le loro fragilità, ma anche molti sogni, descritti con grande sensibilità.

Il salone tematico ospita il Gruppo Pentameter: Walter Accigliaro, Corrado Ambrogio, Cesare Botto, Mario Mondino e Silvio Rosso con la loro inedita proposta: “… se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo… ”.

Nell’ambito del percorso espositivo saranno naturalmente allestite le mostre personali dei vincitori della precedente edizione del Premio Olivero: Giulio Camagni ed Ingrid Barth.
Saranno presenti inoltre con una mostra personale: Sergio Aiello, Corrado Ascherz, Raffaella Baroni, Irene Bottero, Carlo Cammarota, Paola Capellino, Salvatore De Donatis, Vincenzo Del Duca, Mirko Ferrero, Giovanni Forniglia, Gianfranco Galizio, Fabrizio Garelli, Oscar Giachino, Riccardo Giraudo, Bruno Giuliano, Pietro Macchiolo, Luca Mondelli, Franco Negro, Matteo Notaro, Cristina Pedratscher, Paola Rattazzi, Caterina Rinaudo, Piero Riva e l’Associazione Art en Ciel di Caraglio.      
Il percorso si concluderà con l’esposizione delle opere ammesse alla XXXIV Edizione del Premio Matteo Olivero.

Un evento che sarà accompagnato da un prestigioso catalogo di mostra con testi di Giuseppe Biasutti, Massimo Centini, Fatima Melis e Paolo Infossi.

E nei giorni di apertura di Saluzzo Arte, l’appuntamento con l’arte contemporanea, esce dalla nostra cittadina con un’altra mostra, una collaterale a Saluzzo Arte “fuori sede”: dal 20 aprile al 28 aprile, l’Agriturismo il Morsetto di Verzuolo ospiterà la Mostra personale di Alain Sagault, "QUASI NIENTE, il percorso dell'uomo qualunque".
Ingresso libero
Aperta tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 18.30
L’artista sarà presente a Verzuolo nei giorni della mostra per spiegare le sue opere e la sua filosofia artistica a chi fosse interessato. 
Scarica la locandina dell'evento


Orari SALUZZO ARTE 2012:
Inaugurazione: Venerdì 20 aprile ore 18,00

Feriali (Giovedì e Venerdì): dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sabato: dalle ore 15,00 alle ore 22,30
Festivi: Domenica e festività del 25 Aprile e 1° Maggio: dalle ore 15,00 alle ore 19,00

Prezzi biglietto:
Ingresso Biglietto intero  €. 7,00 (Con un Catalogo mostra in omaggio)
Riduzione per Ingresso in Coppia  €. 10,00 (Con un Catalogo mostra in omaggio)
Ingresso Biglietto ridotto €. 5,00 (over 65, bambini dai 5 ai 14 anni, possessori “pyou card”, studenti universitari muniti di tessera di riconoscimento)
Ingresso Gratuito per i bambini sotto i 5 anni

Ente Organizzatore:
Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo
Piazza Montebello, 1 – 12037 SALUZZO
Tel. 0175 43527 – Fax 0175 42427   -
E-mail: saluzzoarte@fondazionebertoni.it
Paolo Infossi 349-1466050

mercoledì 10 agosto 2011

Wannabee Prize International Art Contest 2011

Ed ecco la mostra dei finalisti del Wannabee Prize... con immenso piacere trovo il grande Andrea Gnocchi, del quale vi ho parlato di recente, in un post, a proposito della sua personale romana da me curata (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/08/istantanee-metropolitane-andrea-gnocchi.html ) che si terrà a fine settembre. E poi con gioia ritrovo Cristina Iotti, Jara Marzulli, Vincenzo Todaro, Iva Recchia... insomma un bel gruppo di validi artisti! Bravi! Vinca il migliore!



Wannabee Gallery è lieta di invitarvi alla Inaugurazione della mostra collettiva
dei finalisti
del Wannabee Prize International Art Contest 2011 a cui seguirà la cerimonia di
premiazione del vincitore del Wannabee Prize e dei vincitori dei Premi Speciali
Gazz’art – Tutto il rosa della vita, indetto dalla Gazzetta dello Sport, e The
Shape of Things to Come/Il Mezzo Giustifica il Fine, indetto da Whomade

Sabato 17 SETTEMBRE dalle ore 18.00
Via Ventura 6, Milano

Le opere saranno visionabili Dal 13 fino al 20 settembre
Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione del Wannabee Prize international art
contest, un premio per l’arte contemporanea nato con l’obiettivo di dare una risposta di
altissimo livello per trasparenza, prestigio dell’apparato curatoriale e respiro internazionale
alla domanda di visibilità dei migliori talenti in campo artistico. Una politica di carriera
internazionale, nel campo dell'arte, in Italia è pratica ancora poco diffusa tra gli operatori
del settore, con la conseguenza che le occasioni di consenso per il lavoro di un artista sono
spesso sottoposte ad un giudizio viziato dalla regionalitá. L'obiettivo del Wannabee Prize
International Art Contest è quindi quello di creare una interazione tra gli operatori del
sistema a livello internazionale, uno scambio concreto e fruttuoso che possa offrire una
vetrina globale agli artisti partecipanti e reali occasioni di carriera e di crescita sia in Italia
sia all’estero. Oltre alla gratifica in denaro, il premio più importante di questo contest è la
contrattualizzazione della carriera dell’artista vincitore a partire da una sua mostra
personale.

Artisti finalisti
Fabio Adani
Edoardo Aruta
Antonio Biancalani
Carlo Bonfà
Barbara Bonfilio
Andrea Bovara
Mario Branca
Paola Brusa
Saturno Buttò
Ferruccio(Fero)Carletti
Elisa Cella
Cristina Cerchi
Igor De Marchi
Annaclara Di Biase
Marco Di Lauro
E.G.O.,Ente Gestazioni Oniriche
(Gaetano Accettulli e Vito Livio
Squeo)
Simona Fedela
Antonietta Foschini
Chiara Franceschi
Max Gasparini
Andrea Gnocchi
Cristina Iotti
Andrea Lanzi (Antikorpo)
Marco Lugli
Jara Marzulli
Francesco Minnucci
Silvio Porzionato
Iva Recchia
Robert David Ross
Maurizio Sapia
Giovanna Sottini
Vincenzo Todaro
Andrea Vannini
Imma Visconte
Dajana Vujcic
Xianyong Zhang

mercoledì 20 luglio 2011

Locus Animae, sesto episodio. Biennale Out Off.

Ricco e coinvolgente il calendario dell'edizione 2011 di questa Kermesse. Giunta alla sesta edizione, trovo, fra gli altri invitati partecipare, nomi a me cari come la raffinata Cristina Iotti, la vulcanica Vania Elettra Tam, il mistico Saturno Buttò, la dotata Jara Marzulii, l'intellettuale Sergio Curtacci... insomma da andare a vedere!!!


Dal 22 luglio al 7 agosto, il foyer del Kursaal, in piazza Brescia a Jesolo, ospiterà Locus Animae, da quest'anno - il sesto - festival d'arte contemporanea. Tredici gli artisti in mostra, diversi gli eventi collaterali. «Ogni azione - scrive Aldo Trivellato nella presentazione dell'evento - costruire, distruggere, il fare artistico o il fare la spesa, sono testimonianze, esperienze di questo andare dentro e fuori le cose che sono, che sono state, che potrebbero essere. Ed infine, oltre le cose stesse. Il luogo è un pretesto, un'opportunità, l'incontro ed il passaggio di culture ed espressioni diverse. La sesta edizione di Locus Animae ridisegna questa circostanza, questo punto d'incontro di artisti e di mondi diversi, che induce a pensare come l'anima (la psiche) sia il tempo e l'argomento che conducono ad altro, tramite un respiro che impegna l'ars, il fare». La sesta puntata del progetto Locus Animae trasforma il luogo e non si accontenta d'essere mostra, per manifestarsi come festival, teatro, rassegna e parola. Plurale, ritorna alle cose che sono state e ricorda l'Out Off che nel 1976 diede vita, a Milano, alla storica esperienza dell'avanguardia teatrale Out Off, oggi divenuta Teatro Stabile di Innovazione. Come i viaggi nel tempo, il ritorno di ciò che è già stato segna l'avvento del nuovo. Con questa edizione inizia anche una collaborazione con il Porto dei Benandanti e con il festival della poesia Notturni Di_versi. L'organizzazione è di Next Italia con il contributo e il patrocinio della Città di Jesolo e il patrocinio della Provincia di Venezia.

L'esposizione
Ad esporre, quest'anno sono stati chiamati: Saturno Buttò, Roberta Coni, Sergio Curtacci, Ignazio Fresu, Chris Gilmour, Cristina Iotti, Jara Marzulli, Stefano Momentè, Rocco Normanno, Roberta Padovani, Silvio Porzionato, Vania Elettra Tam, Mattia Trotta. Ad unirli quel luogo dell'anima da cui l'arte dovrebbe sempre scaturire copiosa. Ed un sottotitolo, Biennale Out Off, dal chiaro significato: stare in disparte, evitare il facile consenso, parteggiare per gli artisti, ponendosi come luogo d’incontro di culture, espressioni e linguaggi diversi.

Gli eventi
Ricco il programma di eventi collaterali, in continuo aggiornamento. A cominciare dalla vernice, curata da Aldo Trivellato, con la presenza di gran parte degli artisti, il 22 luglio alle ore 19.00. Martedì 26 luglio, alle 21.00, Homage to J. Beuys, presentazione video del Gruppo Sinestetico. Mercoledì 27 luglio, alle 21.00, Salvatore Cacace, accompagnato alla chitarra da Gianandrea Fasan, presenterà Molotov dal cielo. Venerdì 29 luglio, alle 21.00, ci sarà una performance artistica di Stefano Zanus. Martedì 2 agosto alle 21.00, una performance di lettura teatrale a più voci. Mercoledì 3 agosto alle 21.00, Ciò che è stato è ciò che sarà, lettura teatrale. Venerdì 5 agosto, alle 21.00, Piero Simon Ostan accompagnato da Le cose sicure presenterà Pieghevole per pendolare precario. Domenica 7 agosto, alle 21.00, finissage.

La scheda
Titolo: Locus Animae, sesto episodio
Dove: foyer del Kursaal, piazza Brescia 13
Quando: dal 22 luglio al 7 agosto
Inaugurazione: venerdì 22 luglio, ore 19.00
Finissage: domenica 7 agosto, ore 21.00
Orari apertura: dalle 20.00 alle 23.00
Artisti partecipanti alla mostra: Saturno Buttò, Roberta Coni, Sergio Curtacci, Ignazio Fresu, Chris Gilmour, Cristina Iotti, Jara Marzulli, Stefano Momentè, Rocco Normanno, Roberta Padovani, Silvio Porzionato, Vania Elettra Tam, Mattia Ttrotta
Catalogo: in mostra
Organizzazione: Next Italia con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Jesolo
Progetto: Stefano Momentè e Circolo Artistico di Jesolo
Il blog: 
http://locus-animae.blogsp​ot.com/