RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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sabato 19 giugno 2010

"Naturale Selvaggio" personale di Massimiliano Alioto a cura di Vittorio Sgarbi

Ho ricevuto più di una mail dove mi veniva richiesto di sviluppare ulteriormente questo blog, con degli interventi personali (anche di taglio "critico" cosa che assolutamente non sento di essere ne ho la preparazione per esserlo...) al posto del classico "copia ed incolla" che ne ha caratterizzato l'impostazione fino ad oggi. Confesso che la volontà di fare tutto questo esiste fin dall'inizio, è il tempo che manca il più delle volte.
Prometto che ci proverò ed approfitto di questo post ed il relax di un sabato pomeriggio noioso e piovoso per incominciare.

Il pretesto è la comunicazione di questa mostra, che si inaugura oggi in terra di Toscana, a Cortona di un artista, mia vecchia conoscenza, brindisino di nascita e piemontese di Domodossola d'adozione: Massimiliano Alioto.
Le sue capacità sono indubbie ed indiscusse. Lo erano e lo aveva già dimostrato tempo fa quando collaboravamo insieme e muoveva i suoi primi passi della sua fortunata carriera di artista ambizioso. 
Il tema di questa esposizione è la "Natura Selvaggia".
Paesaggi fantastici e animali selvatici hanno sostituito definitivamente quei soggetti, tanto amati, dai collezionisti che erano le periferie, le ferrovie (con i quali organizzammo un grande ciclo di mostre itineranti con il povero Sciaccaluga in collaborazione con Grandi Stazioni), quei "Vicino la città" (degli esordi) fino ad arrivare ai primi soggetti con figure zoomorfe "i bastardi" (cani, presentati al primo Scope New York) per arrivare all'indagine sul volto umano "Made in Japan" con il quale abbiamo condiviso l'avventura di un fuori fiera al vecchio Spazio Consolo di Milano.
La vita è fatta di scelte e Massimiliano ha fatto la sua. Approfitto di queste pagine per rinnovare a lui la mia stima e ammirazione anche se lo apprezzavo di più quando era, magari ancora un po' acerbo e di Frangiana memoria, più incazzato e sfogava la sua rabbia violentando ed aggredendo la tela.

dal sito di Itailian Factory:

Massimiliano Alioto
Naturale Selvaggio
a cura di Vittorio Sgarbi
Palazzo Casali, Cortona (Arezzo)
dal 20 giugno al 14 luglio 2010

Massimiliano Alioto si dà alla natura selvaggia. L'artista brindisino, da più di dieci anni rifugiatosi in montagna, vicino a Domodossola, arriva così alla terza tappa del suo progetto "Naturale". Dopo le prime due tappe, a Cortina nel 2007, con il ciclo dedicato proprio al paesaggio di montagna, e a Milano nel 2008, con quello dedicato al paesaggio marino, ecco arrivare a compimento il terzo capitolo della trilogia naturale di Alioto, con una serie di quadri dedicati alle foreste e agli animali selvaggi.

Un ciclo ancora più "estremo" dei primi due, perché sempre più figurativo, e con più d'una strizzata d'occhio, tra il sapiente e il divertito, al folklore e alla tradizione dell'iconografia naturalistica, in puro stile "National Geographic", con un segno iperfigurativo e sciolto che sembra rimandare vuoi alla pittura romantica, vuoi a certo realismo di stampo ottocentesco.

"La trilogia dedicata al paesaggio naturale", spiega l'artista, "nasce dopo che per anni avevo rivolto la mia attenzione al paesaggio urbano. Il paesaggio di montagna ha costituito la prima tappa del progetto, perché da ormai dieci anni vivo in mezzo alle montagne. Il paesaggio marino la seconda, perché è parte del mio Dna, in quanto nativo di Brindisi. Infine, l'amore che nutro da sempre per gli animali e per la natura incontaminata ha portato a questo nuovo ciclo".


Ciclo che sarà costuito da una quarantina di quadri, nei quali si vedono foreste e valli incantate degne di una scenograifa disneiana, e poi tigri, orsi, aironi, scimpanzè, gorilla… "Le immagini di animali", spiega ancora Alioto, "provengono quasi tutti da un reportage fotografico che ho fatto allo zoo-safari di Fasano, vicino a Brindisi. Del resto, io parto sempre da un dato reale, per esempio una foto o un appunto preso dal vivo su un quadernetto, e poi rielaborato con la pittura in studio. In fondo, la pittura è un meraviglioso gioco, è come una performance in cui non si può mai progettare granché prima: il cuore del quadro nasce sempre dipingendo".

E come mai una così forte virata verso il figurativo più stretto, quasi a un passo dall'illustrazione?

"La pittura", risponde l'artista, "è gioco, è divertimento, è il gusto di sperimentare sempre strade nuove. A me è sempre piaciuto spaziare tra gli stili più diversi, passando da una pittura magari al limite con l'astrazione a un realismo rigoroso, quasi ossessivo. Non credo nelle etichette e nelle ideologie, oggi con la pittura si può fare di tutto, chiudersi in uno stile preciso e rimanerne ancorati mi sembrerebbe una dannazione".
"Quest'ultimo ciclo della trilogia sfocia ora in una personale dell'artista, che si tiene a Cortona (Arezzo), a Palazzo Casali, dal 20 giugno al 14 luglio 2010.

La mostra è curata da Vittorio Sgarbi, che nel catalogo, edito da Maretti, scrive: "Ad Alioto piace giocare con l’arte, anche con piglio autoironico, non fossilizzarsi in una cifra stilistica e viverci di rendita, come farebbe utile anche al mercato.
Tanti artisti si compiacciono nella prevedibilità, nella replica all’infinito di uno stesso motivo fino alla noia. Alioto preferisce concepire l’arte in un altro modo, più avventuroso e meno opportunistico, avendo anche il coraggio di rischiare, non mostrandosi interessato a tutelare la buona reputazione che si era fatto, con pieno merito, nel genere 'metropolitano'. Lo spiazzamento del critico, lo sconcerto, non sono sue preoccupazioni, ma, anzi, suoi sottili obiettivi, per alimentare la gratificazione che l’autore ottiene dal modo spregiudicato, imprevedibile con cui cambia faccia artistica, come un Fregoli, uno Zelig, un Arturo Brachetti.
L’adozione di un’iconografia convenzionale, da sussidiario degli anni Sessanta, illustrativa, non porta Alioto a smentire il realismo, solido, ma essenziale, delle architetture metropolitane. Quello che cambia è l’immaginario visivo di riferimento. E allora, dove sta lo scandalo? E’ vero o non è vero che una delle tendenze più nobili dell’arte contemporanea, dal Pop al Graffitismo, per non dire delle manifestazioni ancora oggi riconducibili all’inesauribile filone del Primitivismo, sta nel rielaborare i codici di larga diffusione popolare, nati fuori dai luoghi canonici dell’arte “alta”, allo scopo di scardinarne l’insopportabile, anacronisitica chiusura?".


"MASSIMILIANO ALIOTO"
Naturale Selvaggio

Cortona (Arezzo), Palazzo Casali
dal 20 giugno al 14 luglio 2010
catalogo Maretti Editore

a cura di Vittorio Sgarbi
testi di Vittorio Sgarbi e Fabio Migliorati

venerdì 18 giugno 2010

Efficace iniziativa

Iniziativa divertente ed efficace, con un solo fine: sostenere la giovane arte di una brava ed altrettanto giovane artista, Manusch Badaracco














ROSASPINTO e SIC Aperitif

presentano

Manusch Badaracco Vernissage & Vintage Swap Party
- shopping, musica e arte… scatto matto alla noia! –
30 giugno 2010
Continua la collaborazione tra RosaSpinto e
SIC Aperitif, nell’esotica location del Marrakech Cafè. Questa volta propongono una serata dove la giovane ed eclettica pittrice Manusch Badaracco esporrà i suoi quadri, che rimarranno esposti al Marrakech fino al 20 luglio.

Per l’occasione si potrà partecipare allo Swap Party, dove si potranno barattare capi d’abbigliamento, oggetti, accessori, complementi d’arredo… e altro ancora.
Chi non ha qualcosa di cui si è stancato? Invece di dimenticarselo nell’armadio o buttarlo, perché non scambiarlo con qualcosa che non vuole più qualcun altro? All’estero è una consuetudine e Milano non può essere certo da meno, soprattutto in tempi economicamente difficili come gli attuali … et voilà, lo swap party è servito!

Sarà sufficiente registrarsi dalle h.17 alle h.18:30,
presentando i capi che si desiderano scambiare (ovviamente in buone condizioni, lavati e stirati)

Ad ogni partecipante sarà assegnato un angolo espositivo e dalle h.19 i
baratti avranno inizio per poi terminare alle h.23!

E’ richiesta una quota d’iscrizione di 10 euro che
comprende anche una consumazione. le successive consumazioni invece costeranno 6 euro

Swap Party, fusione fra shopping,aperitivo e
baratto.......un’occasione per fare shopping non solo a costo zero, ma
socializzando, evitando inutili sprechi.

giovedì 17 giugno 2010

ANNI ‘00


ANNI ‘00
IL DECENNIO IRREALE

a cura di Fiordalice Sette, Angelo Cruciani & Grace Zanotto

25 giugno / 30 settembre 2010

Vernissage 24 giugno ore 18.30 - Ingresso libero
Cocktail

Artisti: Veronica Bellei, IS-Identità Sociale, Max Papeschi, Francesco De Molfetta, Neda Kianmehr, Fratelli Scuotto, Christian Zanotto, Paolo Cassarà, Fabio Weik, Emiliano Rubinacci, Andrea Martinucci, Luca Lillo, Fabrizio Bellomo, Davide Valenti, Sebastiano Zanetti, Giuseppe Mastromatteo, Maurizio Galimberti, Ilaria Ferretti, Ruggero Rosfer, Beijg Xu, Federica Gif, Eron, Moho, Eltjon Valle, Gabor Szoke, Exilentia Exiff, Emanuele Benedetti, Alessandro Nassiri, Giuseppe Veneziano, Laboratorio Saccardi.
--

Famiglia Margini, in collaborazione con Fabbrica Borroni, presenta una crew di artisti che raccontano il primo decennio del nuovo millennio.

Dalla caduta delle torri gemelle al primo presidente nero, da Berlusconi a Ratzinger, dal
boom economico della Cina alla crisi internazionale, da Osama allo Tzunami, dalla
precarietà del lavoro a quella dei rapporti, dal cellulare a facebook.

Figli di una tecnologia violenta, Matrix premoniva oniricamente la non vita attuale.
Catene fatte da fibre ottiche, sms come Rimbaud, lettere senza carta e immagini che si consumano su cartelli roteanti.

Sono il ragazzo degli anni zero, quello dell'inizio di un qualcosa senza nome...

Nuovo millennio, nuovo secolo iniziato con un decennio che ha ripercorso stili e concetti di una vecchia Storia che deprediamo senza analizzare.
Sono il ragazzo del decennio irreale quello che non lascia tracce perché consuma e brucia inquinando anima e atmosfere.
Sono l'uomo che non cresce poiché l'illusione di poter parlare mi fa sentir libero dall'impegnarmi.

Ho troppi sessi senza più famiglia, sono l'occidente accidentato da assurde ambizioni inculcate da illusioni irraggiungibili.
Sono l'animale umano senza consapevolezza del senso esistenziale, ho fottuto ogni spontaneità per costruire una perfezione che non puzza più di sudore.

Sono reduce da anni di confusione, non so che cosa potrò costruire ora che tutto è stato distrutto; vendiamo politiche, persino Dio.

Artisti, siam tutti diventati "artisti", le parole han perso valore inseguendo stili di comunicazione mercificata, figli di progetti macchinosi c'inoltriamo verso un grande cambiamento cercando di concretizzare quella presenza che mancava all'appello.
E l'Arte? la fanno ancora gli Artisti?


Catalogo in mostra.

Info e appuntamenti
T. +39 02 55 19 94 49 // M. +39 328 7141308 // famigliamargini@gmail.com
orari: lun-ven 11/14 – 16/20, sab-dom su appuntamento





Famiglia Margini è un'associazione culturale e galleria d'arte contemporanea.
Inaugurata in una Milano benedetta da copiosi fiocchi di neve il 26 gennaio 2006, Galleria Famiglia Margini propose come base concettuale di partenza i disegni del Nobel Dario Fo, il progetto di una città rivoluzionaria in senso umano.
Nella primavera del 2009 Famiglia Margini si trasferisce nella nuova sede di via Simone D'Orsenigo 6, Milano, ampio open space che offre maggior apertura ai progetti di un'arte dinamica ed impegnata nell'obiettivo di salvare l'umanità da se stessa. www.famigliamargini.com

UN QUADRO PER RINASCERE


UN QUADRO PER RINASCERE
18 - 30 Giugno 2010
Villa Paolina – Viareggio

Vernissage venerdì 18 giugno ore 18.00

Nasce da un’idea di Ciro Costagliola, Vice-Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Viareggio, con il sostegno del Comitato Telethon, il progetto Un quadro per rinascere a cura dell’Associazione Amici del Museo. Una mostra di opere d’arte donate da artisti provenienti da diverse località italiane e legati affettivamente al nostro territorio.

Gli artisti sono stati invitati a partecipare con l’intento di realizzare, attraverso la vendita delle loro opere, un’asta benefica i cui proventi saranno interamente donati ai familiari delle vittime della strage ferroviaria che, il 29 giugno 2009, ha duramente ferito la nostra città.

Un grande evento che coinvolge l’Arte come veicolo di solidarietà. L’Arte diventa in questo modo il nobile mezzo per raggiungere un importante scopo sociale, un essenziale canale per il sostegno dei più deboli.
Centotrenta gli artisti che hanno aderito all’iniziativa e che, con entusiasmo, hanno messo a disposizione le loro opere consapevoli che l’obiettivo proposto ha un valore che va oltre le semplici valutazioni di mercato.

Prende il via dal 18 di giugno, nelle sale espositive della residenza storica di Villa Paolina Bonaparte Un quadro per rinascere a cura dell’Associazione Amici del Museo, una mostra con oltre 100 opere tra pitture, sculture e video proiezioni.

La mostra è visitabile ad ingresso gratuito tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 23.00 (chiuso lunedì).

Il 30 di giugno 2010, presso la Sala della Colonne di Villa Paolina, verrà realizzata l’asta benefica alla presenza di un battitore d’eccellenza, il critico d’arte Philippe Daverio.
Coloro che sono interessati possono prendere visione delle opere donate e fare una proposta di acquisto nel rispetto del Regolamento d’asta, ritirabile all’ingresso, e lasciando i propri dati al personale di sala.

Puck!, Lamette, Frigidaire e Graffa alla Mondo Bizzarro Gallery


Una tavola rotonda a 4 ai danni dell'editoria asservita:
1) Frigidaire - La più rivoluzionaria rivista d'arte al mondo (sarà presente Vincenzo Sparagna).
2) Lamette - La comic production più rozza d'Italia (saranno presenti Rocco Lombardi e Simone Lucciola).
3) Graffa - La prima monografia interattiva (saranno presenti Laura Giardino e Elena Rapa).
4) Puck! - La rivista delle bassezze gratuite (saranno presenti Hurricane Ivan, Emanuele Fossati, Marco & Silvano Falatti).

Produzioni ovviamente disponibili per l'acquisto. Accorrete numerosi!

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www.mondobizzarrogallery.com

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FRIGIDAIRE: Il 28 Ottobre 1980 appare per la prima volta in edicola la rivista Frigidaire, un progetto di comunicazione totale: fumetto, arte, satira, letteratura, politica, filosofia, musica fusi in un insieme indissolubile. Al gruppo dei suoi fondatori, il direttore Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini, Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore, si sono aggiunti negli anni migliaia di protagonisti: scrittori, fumettisti, fotografi, satiri, rivoluzionari del pensiero, in una sequenza che ha bruciato e beffato le differenze di stile e di generazione. Frigidaire è stata ed è ancora oggi una Enciclopedia post-moderna, un'antropologia del presente proiettata verso il futuro, una critica permanente al sistema che Sparagna ha definito "la commedia dell'informazione".
La rivista attualmente (nella sua nuova "Edizione Popolare d'Elite") ha sede nella Repubblica di Frigolandia.
info: www.frigolandia.eu

LAMETTE: La rivista a fumetti più rozza d'Italia sul punk e sulla cultura autodistruttiva degli sporchi giovani. Diretta dai fumettisti Simone Lucciola e Rocco Lombardi, è già alla sua settima uscita (escludendo gli speciali raccolti nell'edizione "Fuori Vena"). Su "Lamette" sono stati pubblicati fumetti e illustrazioni di: Mike Diana, Super Amici, Rk Sloane, Richard Suicide, Niccolò Storai, Paolo Bacilieri, Alex Tirana, Hurricane Ivan, Alberto Corradi, Giorgio Santucci, Johnny Grieco e gli stessi Rocco Lombardi e Simone Lucciola, con gli pseudonimi "Sbrian" e "Poverello".
L'ultimo progetto di "Lamette" è l'ambiziosa "Guida illustrata al frastuono più atroce" , uscita in due volumi, in cui 66 autori a fumetti interpretano altrettante leggende della musica.
info: http://lamettecomics.blogspot.com/

PUCK!: La rivista delle bassezze gratuite, conosciuta in origine con il nome di "The Artist". Fondata nel 2001 da Ivan Manuppelli,in arte "Hurricane", e gestita assieme a Emanuele Fossati e Marco Falatti.
Caratteristica peculiare della rivista è la grande eterogeneità, sia di stili che di autori. Si spazia infatti da fumettisti semisconosciuti a grandi star del panorama italiano ed internazionale. In alcuni casi le storie sono disegnate a più mani, affidando ogni pagina ad un autore differente, o facendo realizzare la stessa da più disegnatori, fondendo stili, a volte molto diversi tra loro, di artisti che spesso non si sono mai neppure incontrati.
Ci collaborano i cartoonist americani che animarono la corrente Underground Comix degli anni '60-'70, disegnatori italiani della vecchia e nuova guardia, artisti di strada e dinamitardi.
Tra le collaborazioni più assidue: Hunt Emerson, Bill Griffith, Sergio Ponchione, Maurizio Rosenzweig, Frank Stack, Roberto Mangosi, Max Capa, il burattinaio trotzkista Adrian Bandirali e il Cantastorie Franco Trincale.
Nel gennaio 2010 alla rivista è stata dedicata una retrospettiva alla Don Gallery per i suoi primi 10 anni di attività clandestina, con la presenza di gran parte degli autori e con performance esclusive di Hunt Emerson e Franco Trincale.
info: www.hurricaneivan.blogspot.com

GRAFFA: La prima monografia interattiva, una raccolta di disegni pinzati da graffette e stampati con toner nudo e crudo. Presenta artisti, autori di fumetto e illustrazione nuovi e/o già noti. Invita al dialogo nella sezione DISEGNI A 4 ZAMPE: 10 disegni preparati dall’autore, da colorare, modificare, completare e devastare a piacere.
Diretta dalle illustratrici Laura Giardino ed Elena Rapa, ha pubblicato nel corso delle sue uscite lavori di Massimo Giacon, Dast, Stefano Zattera, Pentolino, Nicoz Balboa, Manuel Pablo Pace,Andreco.
La rivista ha sede presso lo spazio d'arte "Piscina Comunale", a Milano, grazie alla collaborazione con Adriano Pasquali.

sabato 19 giugno 2010
17.00 - 19.00
Mondo Bizzarro Gallery
via Reggio Emilia 32
Roma

GIOVANNI CERRI: "A hurricane of light"

GIOVANNI CERRI
A hurricane of light

24 giugno - 24 luglio 2010
De Luca Fine Art – Toronto, Ontario - Canada

Inaugurazione: giovedì 24 giugno ore 18.00

In collaborazione con: Galleria Palmieri - Busto Arsizio

Catalogo in galleria, testi di Lorenza Fragomeni, Roanna Weiss e Giovanni Cerri.

Giovanni Cerri (Milano, 1969), figlio del pittore Giancarlo Cerri, ha iniziato la sua attività di pittore nel 1987 e da allora è presente in numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le sue “personali” citiamo: 1995 – Galleria Cortina – Milano; 2000 – Galleria Artistudio/Magrorocca – Milano; 2002 – Galleria Monogramma – Roma; 2005 – Casa Cini – Ferrara, Cortina Arte – Milano; 2006 – Galleria Blanchaert – Milano; 2007 – Galleria Palmieri – Busto Arsizio; 2008 – Spazio Tadini – Milano, ComoArte – Como, Avanguardia Antiquaria - Milano; 2009 – Galleria Gli Eroici Furori – Milano, Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti (MN), Ex Chiesa di San Pietro in Atrio – Como, Orenda Art International - Parigi; 2010 – Cortina Arte – Milano, Spazio Arte – Milano..
Tra le rassegne a cui ha partecipato: 1998 - “Milano-Berlino / Metropoli a confronto – Galerie Verein – Berlino (Germania); 2002 – “Arte per tempi nuovi” – Galerie Die Ecke – Augsburg (Germania); 2003 – “Dialoghi Incrociati” – Galleria Luka – Pola (Croazia); 2006 – Premio Michetti – Francavilla al Mare (CH); 2008 – “I Cerri. Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione” – Museo della Permanente – Milano, “Maestri di Brera” – Museo d’Arte Moderna di Shanghai; 2010 – Le Meduse – Fabbrica del Vapore - Milano.
La mostra presenta il nuovo lavoro dell’artista milanese, che – abbandonata la carta di quotidiano, supporto usato dal 2001 ad oggi – ritorna alla pittura ad olio su tela. Il tema urbano è ancora presente, ma con una rinnovata luce e una colorazione decisamente più vivace e accesa. Inquadrature divenute più essenziali e quasi metafisiche, ampi spazi di colore e pochi elementi disposti quasi in modo “astratto”. I nuovi protagonisti sono i segnali stradali che diventano simboli di ammonimenti e tabù, di divieti e obblighi di direzione, oppure i semafori e gli “omini” dei cartelli dei lavori in corso e degli attraversamenti pedonali. Dai titoli, come “Babylon”, “Trinity” o “Noli me tangere”, si enuncia un’evocazione biblica, mistica, come se questi paesaggi fossero l’alba di un nuovo mondo appena creato, un nuovo “habitat” sorto dalle macerie e dai resti di quello – archeologico e industriale - precedente.
Per questa esposizione canadese, inoltre, l’artista presenta un grande trittico, costituito da tre tele ispirate ad artisti nati a Toronto: Neal Young, Gleen Gould e David Cronenberg.

mercoledì 16 giugno 2010

"URBAN-CODE" personale di Carlo Cane su "Il corriere dell'arte"

...prosegue la ricchissima rassegna stampa su "Urban-Code" la personale di Carlo Cane da me curata insieme a Christiana Pecile presso LaContemporanea di Torino....



vedi anche:
http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/04/urban-code-personale-di-carlo-cane.html

Torna Art Basel, la regina delle fiere

Da Glob Art Mag... di Micol Di Veroli
http://www.globartmag.com/fiera-arte-contemporanea-art-basel-basilea/6199/

Pronti, partenza e via, il 20 giugno prossimo riparte una delle kermesse più importanti di tutta la scena dell’arte internazionale, stiamo ovviamente parlando di Art Basel, manifestazione fieristica che ogni anno si tiene in quel di Basilea e che quest’anno giunge alla sua 41esima edizione. Riflettori puntati su di un’edizione 2010 a cui tutti guardano con estrema curiosità, per comprendere se davvero il mondo dell’arte è fuori dalla crisi finanziaria. Ma Basel non è solo mercato, la fiera è infatti un termometro di qualità e prestigio e farne parte significa soprattutto far parte del giro delle gallerie che contano.

Per quanto riguarda le italiane Torino presenta la galleria Franco Noero e la galleria Giorgio Persano. Milano invece presenta le gallerie Massimo De Carlo, Arte Studio Invernizzi, Giò Marconi, Francesca Kaufmann, Christian Stein, Tega, Zero e Monica De Cardenas. Per Napoli è presente un tris di agguerriti dealer come Alfonso Artiaco, T293 e Raucci/Santamaria mentre Roma è rappresentata da Magazzino d’arte moderna e Monitor.Anche la città di Verona è ben rappresentata dalla Galleria dello Scudo e da Studio La Città. New entry della fiera è Tucci Russo da Torre Pellice mentre chiudono il conto Galleria Massimo Minini da Brescia e l’immancabile galleria Continua di San Gimignano. Le gallerie saranno accolte dal consueto spazio della Messe ora parzialmente rinnovato ed in attesa di un sostanziale ritocco che interesserà l’intera manifestazione fieristica.
I lavori, affidati al premiato studio di artchistars locali Herzog e de Meuron, saranno ultimati nel 2013 ed alla loro fine l’edificio sarà notevolmente ampliato. Momento attesissimo da tutti è Art Unlimited, lo spazio che Basilea dedica alle installazioni di carattere museale ma gli occhi saranno puntati anche su Art Statements, settore della fiera dedicato alle gallerie emergenti di tutto il mondo le quali esporranno il meglio della giovane arte. Insomma rimanete sintonizzati e vi terremo informati sull’andamento della fiera.

URBAN CREATURES a cura di Francesca Londino e Settimio Ferrari


MARIO LOPRETE
CRIME STORY olio su tela 80 x 120

Palazzo S. Bernardino - Rossano (CS)
Spazioeventi Mondadori, San Marco - Venezia.
a cura di Settimio Ferrari e Francesca Londino
OPENING: Sabato 19 giugno 2010 dalle 18.00

ARTISTI IN MOSTRA
Angelo Barile - Michele Bono - Maurizio Cariati - Linda Carrara - Delya Dattilo - Debora Fede - Diego Dutto – Dellaclà - Damiano Fasso - Gavino Ganau - Mario Loprete - Francesco Liggieri - Ilaria Margutti - Sabrina Milazzo - Jara Marzulli - Andrea Riga - Matteo Tenardi - Angelo Volpe


Creature urbane in bilico tra lo smarrimento e la riconquista dell’identità individuale. Qui l’arte visiva non smette di rincorrere la realtà: ed ogni volta qualcosa le resta tra le mani.

Urban Creatures
è il titolo della mostra itinerante ospitata nel progetto artistico culturale “Arcanum Naturae”, a cura di Francesca Londino e Settimio Ferrari, patrocinato dal Dipartimento Politiche dell'Ambiente della Regione Calabria e dal Comune di Rossano.
La mostra riunisce 19 artisti emergenti sulla scena nazionale o internazionale che esplorano la meccanica sociale contemporanea e le sue conseguenze sulla vita dell’individuo.
La loro indagine sugli spaccati sociali ed emozionali di quella che per alcuni aspetti viene definita “epoca delle passioni tristi”, le loro riflessioni sulle tensioni e le contraddizioni che si nascondono sotto i toni smaglianti di una società complessa, secolarizzata e disorientata, la loro attenzione verso un paesaggio umano e, si suppone, urbano offrono allo sguardo un momento speleologico in cui il rigore analitico sembra aver avuto un incontro felice con la rabdomanzia. Una cornice in cui si rimane in balia di opere che esprimono un lucido e complesso dialogo/soliloquio su una contemporaneità che non ammette certezze. Il senso di visionarietà di Linda Carrara che presenta i soggetti del suo sguardo in uno stato di percezione incerta,come apparizioni indistinte colte attraverso la penombra, la poetica discesa demoniaca intrapresa da Mario Loprete nei quartieri neri delle metropoli statunitensi, scansati dal conformismo quotidiano, per raccontare la violenza continua che tutti subiscono nei rapporti interpersonali, le immagini di Gavino Ganau apparentemente sorde ma capaci di penetrare nei nostri recessi e di risuonare, sottratte al flusso incessante della comunicazione, i valori dell’installazione utilizzati da Dellaclà per creare quella distanza necessaria alla fruizione di immagine che l’osservatore accoglie con la nostalgia di qualcosa che si è perduto creano un’atmosfera che conferisce alla mostra un’intensa stimolazione visiva. Colpiscono in questo senso anche la silenziosa teatralità che emerge nei dipinti di Matteo Tenardi, dove figure singole e isolate, in bilico tra tensione interiore e reale indifferenza, sembrano voler uscire dal rettangolo creativo che le tiene prigioniere; il senso di enigmatica sospensione, capace di evocare drammatiche risonanze che caratterizza l’opera di Andrea Riga, densa di rimandi alle debolezze e alle lacerazioni del tessuto sociale contemporaneo; la deformazione prospettica, estroflessa dei volti dipinti, visti come da un fish eye, di Maurizio Cariati. Volti in cui l’artista coglie una sorta di dolce e catatonica belluinità, che rinnega gerarchie e classificazioni.
All’universo femminile contemporaneo, per poterlo indagare, leggere e raccontare come nuova possibilità di immagine e di senso si rivolgono le immagini di Jara Marzulli, schegge di dolore che rimandano alla ricerca del Sé perduto. Le figure di Ilaria Margutti, avvolte dalla stesso silenzio e concentrazione che caratterizzano il tempo lento e meditato necessario al lavoro di pittura e ricamo che le ha create, si definiscono nel gioco tra fili e luce che vi si compie sopra. Ipnotizzano lo sguardo per l’intensità cromatica le opere di Angelo Volpe che raffigurano cartoon girls dal forte appeal visivo, simbolo dell’attuale mercificazione mediatica del corpo femminile.
Un linguaggio fumettistico ironico e colorato caratterizza anche l’opera di Michele Bono che produce storia, distruggendo l’aura degli anti-eroi e dei falsi idoli della nostra contemporaneità.
Il lavoro di Francesco Liggieri si presenta come una grande composizione di ritratti affiancati in una sorta di quadreria. L’opera si trasforma così in un organismo complesso che rimanda ai legami liquidi nell'era dei social network. Sulla natura dei sentimenti umani indaga anche Sabrina Milazzo, concentrando la sua attenzione sulla sensualità dei corpi di una giovane coppia. Corpi che s’intrecciano, mani che toccano, sfiorano, cercano…
L’occhio di Angelo Barile è attento al mondo dell’infanzia, un’infanzia figlia dell’immagine, che respira le incertezze del presente, affondando in un indeterminato smarrimento, tra innocenza e perversione. Le immagini di Delya Dattilo, inserite all’interno di bianchi tabernacoli modulari, dalle geometrie dolci, sono punti di appiglio per proiettare l’infinito cosmico che è dentro di noi. Debora Fede accorda l’immagine della realtà, della scrittura e della fotografia in un unicum suggestivo e malinconico che si verifica e si rivela soltanto nel momento in cui è esibito. Le sculture di Diego Dutto sembrano il ponte, la traccia di un processo di trasformazione dagli esseri viventi alle forme meccatroniche, ovvero l’esperienza dialettica di una conoscenza estetica che riscrive il codice della vita tra il naturale e l’artificiale. Il futuro cibernetico che insidia il presente affascina anche Damiano Fasso che propone un’installazione che trasforma l’uomo in un ambiguo e inquietante ente inorganico, privo di peso e di carnalità, intrappolato nella logica ferrea della tecnologia avanzata.

martedì 15 giugno 2010

Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea a cura di Elena Belloni

Spazio Solferino
Marco Teseo Galleria d’Arte

Mostra Collettiva d’Arte Contemporanea
23 giugno 2010 - 17 luglio 2010

Curatore Elena Belloni

Inaugurazione
Mercoledì 23 giugno 2010
h. 18.30

Informazioni e Contatti:
Spazio Solferino Marco Teseo - Galleria d’Arte
Via Solferino 25, ingresso in Via Marsala 1, Milano
338.2823376 – 333.3526903
info@spaziosolferino.it

Orari galleria:
Lunedì - Mercoledì: dalle 19.00 alle 21.30
Martedì - Giovedì - Venerdì: dalle 16.00 alle 20.00
Sabato - Domenica: Chiuso


Spazio Solferino dedica una collettiva d’arte a quattro personalità della scena contemporanea italiana, quattro percezioni della realtà che descrivono ognuna un mondo, quattro interpretazioni artistiche che definiscono spiccate personalità.
La mostra espone due opere di Paolo Ceribelli, due fotografie di Florence di Benedetto, quattro sculture di Francesco Diluca e tre fotografie di Donata Zanotti.

Paolo Ceribelli nato nel 1978 vive e lavora a Milano. Dopo diverse sperimentazioni in cui esprimeva la sua visione globale della società, dal 2006 inizia a lavorare con i soldatini di plastica, un gioco universalmente conosciuto che nasconde un concetto ben preciso. Paolo Ceribelli immerge queste statuine in bagni monocromatici trasformandole nelle protagoniste delle sue opere, raggruppandole e disponendole fino a formare mappe, territori, schieramenti, dando così un senso spaziale e un significato. Si delinea quindi un messaggio dove l’attualità e la denuncia incontrano l’arte, espresse in giochi cromatici e costruzioni grafiche in cui si perde l’individualità del soldatino che diventa un tutto con i suoi compagni.

Florence Di Benedetto nasce nel 1975 e si diploma nel 1998 presso l’Istituto di Fotografia di Milano. Dopo esperienze come fotografa di moda e still-life, nel 2001 espone per la prima volta ed inizia a collaborare col fotografo Maurizio Galimberti, dedicandosi all’approfondimento delle potenzialità della fotografia istantanea. Il suo lavoro è incentrato sulla rielaborazione del paesaggio metropolitano, immagini catturate attraverso reflex e pellicola b/n, trasferite su tele e reinterpretate in chiave pittorica. La metropoli caotica diventa ovattata, Florence di Bendetto riesce ad enfatizzare spazi e dettagli che non fanno perdere ad una città come New York la propria natura ma che regalano una nuova visione della realtà.


Francesco Di Luca nasce nel 1979 e si diploma a Brera. Nelle sue opere scultoree in metallo smaltato viene evidenziata l’anima del corpo umano ormai privo della sua fisicità più vera, spogliato dagli obblighi estetici e sociali e messo in risalto come struttura che delinea l’anatomia della forma e del movimento. Un’architettura portante, un’armatura contrapposta ai canoni universalmente riconosciuti volta a rappresentare la vera differenziazione tra gli uomini.

Donata Zanotti nasce nel 1973, vive e lavora a Milano. Nel 2006 frequenta un corso di Photojournalism alla London School of Photography e nel gennaio 2008 l’International Center of Photography di New York. Ha una passione per il reportage sociale e il ritratto. Il mondo patinato del Burlesque gioca nelle fotografie di Donata Zanotti attraverso il sottile erotismo espresso attraverso la grazia e la bellezza delle modelle. Un ammiccamento goliardico impresso nel backstage del London Burlesque Festival, una zona segreta ed inusuale dove emerge la vera natura delle ballerine ritratte, donne unite da una passione, bellissime e vere.

"In the middle" a cura di Ivo Serafino Fenu e Roberta Vanali


IL MAN
Presenta

In the middle

18 giugno 2010 - 11 luglio 2010

Vernissage venerdì 18 ore 19:00


In the middle, il titolo della mostra che inaugura la nuova stagione espositiva del Museo MAN, allude e sottintende una serie di rimandi che vanno dall’anagrafica dei sei artisti presentati al loro personale percorso di ricerca, dalle tematiche proposte all’odierna particolare situazione del MAN, per arrivare fino a far riferimento all’inizio di quello che celebriamo come il prossimo altrettanto fortunato decennio. Nessuno di questi artisti ha mai esposto una propria opera al museo, mai era stato invitato prima di quest’evento e neppure è presente in collezione: infatti, la nuova indagine del MAN guarda al lavoro di chi, pur essendo stato finora costantemente seguito e stimato, per casuali e diverse ragioni mai era stato invitato a esporre. In the middle riunisce sei artisti, tra cui una designer, a ognuno dei quali è stato chiesto di raccontare una storia, con La giusta distanza come recita il titolo della Soddu, seguendo Dinamiche spaziali (Lostia) e spargendo Semi preziosi (Idili). C’è chi lo ha fatto scattando con il pennello Fotogrammi con orizzonte (Garau) e chi invece con la macchina fotografica ha trattenuto Soli neri (Delogu), tutti hanno steso una Mitjariga (Nieddu), una mezza riga, uno spartiacque molto permeabile tra un prima e un poi che forse non esiste nelle trasformazioni inesorabili e silenziose. Per questo con i sei artisti abbiamo condiviso l’ironia che tutti dovremmo avere quando ci chiedono di fare un bilancio che non tenga conto del futuro, quel prossimo istante a cui noi, almeno noi, non vorremmo mancare. Che questa bellezza e questa ironia ci colga ogni volta nel bel mezzo di qualsiasi situazione della nostra vita.

Mostra a cura di Ivo Serafino Fenu e Roberta Vanali.

Marco Delogu nasce nel 1960 a Roma, dove vive e lavora. La sua ricerca si concentra su ritratti di gruppi di persone con esperienze o linguaggi in comune. Negli ultimi anni i suoi progetti si sono maggiormente concentrati sulla natura, nelle differenti declinazioni di un’attenzione che si sposta dall’uomo a ciò che lo circonda. Ha pubblicato oltre venti libri. Ha esposto in Italia e all’estero (Accademia di Francia, Villa Medici a Roma, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Palazzo delle Esposizioni a Roma, Warburg Institute a Londra, Henry Moore Foundation a Leeds, IRCAM, Centre George Pompidou a Parigi, Museé de l’Elysee a Losanna, PhotoMuseum, Mosca, ecc.). Nell’autunno del 2008 si è svolta all’Accademia di Francia Villa Medici, una sua grande retrospettiva dal titolo Noir et Blanc. Il 18 febbraio 2010 alla Randall Scott Gallery di New York è stata inaugurata la sua personale; il 16 marzo 2010 lo Studio Stefania Miscetti, Roma, ha presentato il suo lavoro dal titolo Soli neri. Nel 2002 ha ideato FotoGrafia, festival internazionale di Roma di cui è il direttore artistico. Nel 2003 ha fondato la casa editrice Punctum, specializzata in fotografia con oltre quaranta titoli in catalogo. Nella primavera del 2007 ha fondato lo European Month of Photography, giunto quest’anno alla seconda edizione, un network di sette festival di fotografie di sette capitali europee (Mosca, Parigi, Bratislava, Lussemburgo, Vienna e Berlino, oltre a Roma).

Salvatore Garau nasce a Santa Giusta (Oristano) nel 1953. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1974. Dall’inizio degli anni Ottanta si dedica a tempo pieno alla ricerca visiva. È del 1984 la sua prima personale allo studio Cannaviello di Milano, cui seguiranno un gran numero di mostre che lo vedranno impegnato in alcune tra le gallerie più note d’Europa. Dal 2000 espone regolarmente alla Capricorno Gallery. Del 2002 è l’imponente esposizione alla Fondazione Stelline di Milano; nel 2003 è presente alla Biennale d’arte di Venezia e nello stesso anno espone al Parlamento di Strasburgo. Numerose sono le acquisizioni di sue opere da parte di musei ed enti pubblici, tra quali ricordiamo il Museo d’Arte Moderna di Bologna, il PAC milanese, La Casa de la Cultura de Bellreguard di Valencia e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese.

Nilla Idili nasce ad Alghero nel novembre del 1964. Nel 1997 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Le sue ricerche nascono dall’osservazione e interpretazione attraverso la memoria dei luoghi e delle culture che le appartengono e l’attraversano. La sua poliedricità si esprime attraverso l’installazione, il video, la performance e il design. Attualmente vive e opera a Bosa.

Michele Lostia nasce nel 1964 a Roma. Il suo percorso artistico ha visto sperimentazioni su metalli con tecniche differenti, attraversando orizzonti che si sviluppano in percorsi culturali evolutivi, utilizzando la comunicazione senza timore di un continuo dinamismo, dalla pittura all’incisione, dalla scultura, all’architettura, per arrivare a forme contaminate dai vari processi, che tuttavia mantengono le tracce evidenti del percorso ed il concetto dinamico dello stesso. Tra le sue personali: 2009 Salwa Al Sabah Hall Kuwait City, Kuwait “Spacial Dinamics” con Electronic Art Cafè a cura di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca; 2009 Marina Hotel Kuwait City, Kuwait “Spacial Dinamics” con Electronic Art Cafè a cura di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca; 2009 “TILDA” Electronic Art Cafè, Piazza Farnese Roma a cura di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca; 2007 Piazza Farnese, Roma video installazione su Palazzo Farnese a cura di Achille Bonito Oliva; 2007 Galleria Pio Monti, Roma “Dinamo Spaziale” a cura di Achille Bonito Oliva; 2007 Electronic Art Cafè, Piazza Farnese Roma a cura di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca. Espone permanentemente alla Galleria comunale di arte contemporanea di Casacalenda;

Gianni Nieddu nasce nel 1957 ad Alghero dove vive e lavora. Laureato in Giurisprudenza a Sassari, si accosta alle arti visive negli anni Ottanta. Affianca alla produzione pittorica quella di natura installativa. Si è occupato di illustrazione nel campo dell’editoria. Per la prima volta, in occasione di questa mostra, presenta un’opera video. Il suo approccio è sempre antiretorico e ludico, i temi sono affrontati da angolature insolite e ironiche. Nei suoi lavori convivono felici contraddizioni: un rigore compositivo si accompagna spesso a effimere stabilità. Ultimamente si è creato una sorta di zoo personale, animato da curiosi animaletti con i quali rappresenta ora lievi, ora drammatiche vicende. In molti dei suoi lavori tradisce una predilezione per le moltitudini (scolaresche, pulcini stesi o in batteria, ingorghi di autobus o automobili) che gli danno pretesti per allineamenti ed enumerazioni.

Paola Soddu nasce nel 1962 a Nuoro, dove vive e lavora. Dall’esperienza formativa all’Istituto Europeo di Design ha maturato nel tempo uno stile che, partendo dalla tradizione sarda, abbraccia altre culture, in particolare del Mediterraneo. Ne è nato un linguaggio multiforme, che caratterizza l’attività e la filosofia del laboratorio creativo Gramelot, con il quale realizza complementi d’arredo, oggetti d’uso quotidiano e non, muovendosi liberamente fra arte, design e artigianato.

Info:
MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro
Via Satta 27
08100 Nuoro
Tel&Fax +39 0784252110
man.nuoro@gmail.com

lunedì 14 giugno 2010

SMASH THE WALL DOWN


Smash the wall down

Angelo Crazyone/Dario Molinaro/Michael Rotondi

a cura di Francesca De Filippi
Galleria Rivaartecontemporanea, Via Umberto I, 32 Lecce

opening venerdì 11 giugno ore 20,00

11 giugno/24 luglio


Nell’intricato panorama dell’arte contemporanea, che vive oggi un tempo bizzarro in cui si mescolano i valori del concettualismo post-duchampiano, le evoluzioni estetiche di memoria pop, le contaminazioni della cultura post industriale a metà strada tra punk e cyber, ed infine i condizionamenti dell’evoluzione tecnologica, emerge l’urgenza, sociale e culturale, di modificare gli schemi precostituiti che sono a capo dei meccanismi convenzionali di produzione, divulgazione e fruizione dei linguaggi artistici. Negli ambiti più disparati della creatività si riconosce il seme rivoluzionario di una nuova coscienza che si fa strada tra gli addetti ai lavori e non solo: l’arte del presente si configura sempre più come un bisogno e un diritto collettivo, uno stimolo intellettuale e visivo, alternativo ai modelli offerti dalla società mortificata dalle ambigue deviazioni della globalizzazione e della comunicazione di massa.
Già in tempi non sospetti l’arte è uscita dai musei e dalle gallerie per dilagare nella quotidianità, infiltrandosi nei tessuti sociali e urbani delle città e divenendo essa stessa uno “spazio” fisico e mentale dirompente che, come una grande piattaforma interattiva, ha contribuito a codificare nuovi idiomi e innovativi sistemi di comunicazione visiva. Si pensi alle pratiche nate e sviluppatesi a partire dagli anni ‘70 della Land Art e della Performance, o a quelle più recenti della Street Art, che hanno rivoluzionato l’impianto etico ed estetico dei sistemi irrigiditi sui modelli accademici e pertanto inadeguati ad accogliere i cambiamenti del tempo.

Oggi lo scarto tra il messaggio artistico e i sistemi di veicolazione tradizionali si fa ancora più ampio: non è solo l’artista a riconoscere la necessità di ridurre la distanza ideale tra l’opera e il pubblico, ma è tutto il sistema a prenderne coscienza, coinvolgendo così non solo i suoi attori principali ma anche i luoghi deputati. Se prima era l’arte a uscire per strada alla ricerca di un contatto più reale e meno convenzionale, ora sono gli stessi “contenitori” a proporsi come strumenti alternativi di divulgazione.

Sulla base di queste riflessioni nasce la mostra Smash The Wall Down che esibendo già nel titolo una chiara dichiarazione di intenti, si propone di attuare un modello espositivo “sovversivo” in cui tutti gli elementi concorrano a creare un movimento ideologico e critico svincolato dalle etichette e capace di rendersi autonomo e autosufficiente. La galleria si sveste del suo ruolo istituzionale e da ambiente preposto alla rispettosa fruizione si trasforma in uno “spazio pubblico” non convenzionale in cui l’arte libera il suo potenziale innovatore e provocatorio. L’allestimento, concepito come un momento di verifica e di incontro tra le riflessioni degli artisti, culminerà il giorno del vernissage in un vera e propria festa con tanto di musica “sparata a palla” che concorrerà a smantellare definitivamente la dimensione statica e auratica della fruizione dell’opera d’arte.
Angelo Crazyone, Dario Molinaro e Michael Rotondi sono gli artisti presenti che, accomunati da uno spirito intransigente e ribelle derivato anche dalla giovane età, hanno sviluppato, ognuno con il proprio linguaggio, un percorso critico completo toccando tematiche politiche e sociali, ma anche letterarie e ideologiche. Il siciliano Crazyone, formatosi sulla sub-cultura dello Street Writing, si è confrontato questa volta sulla tela attraverso una tecnica che associa l’uso degli stencil ad una riproduzione geometrica e tridimensionale delle forme. Guardando con spirito ironico alle problematiche del presente, Crazyone propone una visione tagliente e a tratti esecrabile di alcuni simboli della società contemporanea. Il giovanissimo ed esordiente Dario Molinaro, affascinato dalla cultura pop e fumettistica, modella i suoi disegni a grafite sui grandi temi dell’attualità ma non solo: il suo è un linguaggio simbolico e visionario, contaminato in parte dalle influenze estetiche delle illustrazioni di epoca vittoriana e in parte da quelle più tipicamente appartenenti alla Street Art. In tal modo codifica un lessico visivo complesso che cortocircuita i canoni classici di percezione. Infine Michael Rotondi, già ampiamente confermato nella sua produzione “newbrow” di matrice pop/punk, propone una lettura caustica e pungente delle ideologie religiose che si fondono con la cultura popolare. Rinnovando il suo stile pittorico con una pennellata che ricerca una definizione del tratto e delle campiture di colore più vicina ai modi dell’illustrazione, Rotondi consolida la natura innovatrice della sua ricerca artistica.




Smash the wall down

Angelo Crazyone/Dario Molinaro/Michael Rotondi

a cura di Francesca De Filippi
opening venerdì 11 giugno ore 20,00

catalogo in galleria
Galleria Rivaartecontemporanea, Via Umberto I, 32 Lecce

Intervista ad Angelo Crazyone su:
http://arti-chaut.blogspot.com/2010/06/angelo-crazyone.html

"MEDICATION" personale di Alice Attanasio a cura di Roberto Milani su Out of the box

La giovane, brava ed ormai famosa Alice Olimpia Attanasio anche sulle pagine di Out of the Box

IL CARILLON LUCCICANTE


IL CARILLON LUCCICANTE
storia danzata in tre atti
Soggetto e Sceneggiatura di Valeria Scaglia
Regia e Coreografie di Vera Brambilla e Lisa Colombo -www.progettodanzaonline.it –
con la partecipazione straordinaria del Piccolo Circo dei Sogni di Paride Orfei
e del progetto Danza Ballet

20 giugno 2010 ore 20.30 - Cineteatro San Luigi Concorezzo
Biglietto: 12 €
Per informazioni e prevendita biglietti: info@progettodanzaonline.it
3470400192 - 3397156515


Attraverso la danza, il circo, la musica, le immagini e le voci, verrà raccontata una storia che lega tre personaggi : un uomo incapace di guardare all'amore, un clown perso dentro se stesso e una ballerina innamorata ...ma imprigionata.
Tutti e tre in un turbine di colori ritroveranno se stessi e il vero senso della vita.... una fatina colorata , un po svampita, li aiuterà!!...
L’iniziativa, che parte dallo spirito creativo di tre giovani donne ha l’obiettivo di far passare un messaggio creativo nella quotidianità della nostra vita sollevando l’attenzione dei giovani, delle loro famiglie e di chi è interessato al mondo della danza e dell’arte.
“Un sogno fa la differenza nella vita di tutti i giorni”

"Foemina. Il seno nell'arte e nella medicina" a cura di Alberto Agazzani

La storia dell’arte è la storia dell’Umanità, della sua evoluzione attraverso i secoli e i continenti: un ininterrotto viaggio lungo quasi 40 mila anni tra istinto e ragione, speranze e sogni, ricerca nel progresso e riscoperta dalle proprie radici. Nessun linguaggio quanto l’arte ha saputo “illustrare” questo lungo percorso con altrettanta efficacia e apparente semplicità; Le arti visive, infatti, stimolano il più diretto e utilizzato dei sensi, la vista, e ciò ha consentito attraverso i secoli di “illustrare” gli ideali e i sogni di ogni epoca con un potere evocativo e universale senza pari.
In questo lungo cammino un’immagine più di ogni altra ha dominato la storia dell’arte: la donna. Dalle rappresentazioni preistoriche delle prime forme di civiltà fino ai nostri giorni, l’immagine femminile ha rappresentato il fulcro della ricerca e della rappresentazione artistica. Simbolo insieme di vita, fecondità e speranza, il corpo femminile, ed il seno in particolare, è stato rappresentato in ogni epoca e da ogni artista come immagine della speranza e della rinascita, richiamando sempre quell’ancestrale, istintivo bisogno di protezione e energia vitale.
Il saggio intende “raccontare” le tappe principali di questa lunga storia, cercando di rappresentare l’evoluzione dell’idea di corpo femminile dalle sue primigenie espressioni fino ai giorni nostri, correlandolo con un ricco apparato iconografico atto a di-mostrare le tesi antropologico-culturali che di volta in volta verranno affrontate. Non solo un viaggio, dunque, nella storia dell’uomo, ma anche un viaggio attraverso le invenzioni tecnologiche che nel corso dei secoli hanno contribuito, caratterizzandone spesso la ricerca, alla realizzazione delle opere d’arte, fino alle più moderne tecniche foto-digitali e di grafica conputerizzata che rendono possibile quell’altrimenti irraggiungibile modello di perfezione cui da sempre l’uomo anela.

da lunedì 28 giugno 2010 alle ore 11.00 a sabato 31 luglio 2010 alle ore 18.00
Brescia, Spedali Civili
Piazzale Spedali Civili, 1
Brescia, Italy

IT’S NOT ONLY ROCK’N'ROLL BABY

mercoledi 23 giugno 2010
andy's expo - collettiva
IT’S NOT ONLY ROCK’N'ROLL BABY
presso:
triennale bovisa
milano
http://www.itsnotonlyrocknrollbaby.it/

It’s not only Rock ‘n’ Roll, Baby! ripercorre il filo conduttore che lega la creatività intesa in senso ampio: attraversa il mondo della musica per arrivare a quello dell’arte contemporanea.


Per questo motivo si compone di:

Una mostra d’arte che raccoglie una serie di opere d’arte di grandi musicisti dagli anni ’70 sino ai giorni nostri, che hanno segnato o stanno segnando la storia della musica. Dopo una prima edizione al prestigioso Bozar di Bruxelles, It’s not only Rock’n'Roll, Baby! arriva a Milano, in Triennale Bovisa con una nuova edizione, nuovi artisti/musicisti e nuovi allestimenti.

L’altra anima di It’s not only rock’n'roll, baby! è composta da una serie di eventi di musica dal vivo e performance visive, che coinvolgeranno sia gli spazi della mostra in Triennale Bovisa, sia altri spazi deputati al mondo della musica dal vivo, per fare di It’s not only rock’n'roll, baby! un’esperienza che coinvolga la città di Milano durante tutto il periodo dell’estate 2010.

GLI ARTISTI CHE ESPONGONO:

Alan Vega, Kyle Field, Casey Spooner (Fischerspooner), HermanDune, The Kills, Antony (Antony & The Johnson), Pete Doherty, Devendra Banhart, Chicks on Speed, Bianca Casady (Cocorosie), Andy (Bluvertigo)

domenica 13 giugno 2010

"Mekánema" personale di Tamara Ferioli

Lo Studio d’Arte Cannaviello prosegue il percorso dedicato al gruppo “Anni ’10” presentando Mekánema, la mostra personale di Tamara Ferioli.

La ricerca dell’artista, nata a Legnano nel 1982, comprende il disegno a matita su carta giapponese, le boule de neige, realizzate con vecchi giocattoli e objet trouvé e le installazioni ambientali, in cui altalene e castelli remoti, tanto incantati quando inaccessibili, si fanno simbolo diretto della perenne instabilità della condizione umana.
Il corpo principale del suo lavoro è costituito dai disegni che, con un segno vibrante, asciutto e inconfondibile, raccontano successi e sconfitte dell’artista, protagonista di ogni opera. La libertà del tratto e l’equilibrio classico delle composizioni coinvolgono lo spettatore nella narrazione, per poi spiazzarlo con un contenuto a volte amaro. Ad accomunare tutti i disegni è l’estrema originalità del processo artistico, della scelta di materiali e dei supporti, sempre funzionali alla narrazione. Le carte giapponesi lavorate a mano danno movimento all’opera grazie a increspature naturali, ora sottili, ora marcate, mentre i capelli sono l’essenza del lavoro, in quanto rappresentano il DNA, l’intimo dell’artista, celato e protetto sul retro della composizione.
L’esposizione presenta una varietà di disegni su carta intelaiata e un’installazione ambientale sonorizzata da Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò. Nella nuova serie, l’artista indaga il “peso” delle scelte che ognuno compie nell’arco della vita. Le opere si ispirano ai Mekánema, immaginati dal filosofo italiano Carlo Michelstaedter, macchine volanti che aiutano ad abbandonare il peso del mondo e giungere all’Assoluto, e ne valutano l’effettiva necessità. In settembre la mostra si trasferirà a Barcellona, presso lo spazio Private Space Gallery e, infine, a Parigi alla Galerie Placido.

Catalogo disponibile in Galleria con testo critico di Silvia Criara.

Intramoenia Extra Art MIRAGGI

CORPICRUDI contemporary artists
www.corpicrudi.com


Intramoenia Extra Art MIRAGGI / MIRAGES
CASTELLO ARAGONESE (CASTEL SANT'ANGELO)
Marina Militare, Corso due mari 38, Taranto, Italy
4 luglio 2010 h. 19 / July 4, 2010 07.00pm

CORPICRUDI: AETERNITAS, Studio per una muta luce / Study for a Silent Light
installazione_evento site-specific con video, corpi ed elementi strutturali / site-specific installation_event with videos, bodies and structural elements

Muto reading poetico. Luce, poesia cristallizzata.
Silent reading poetry. Light, crystallized poetry.


testo di introduzione a cura di Anna Saba Didonato / introduction text curated by Anna Saba Didonato



Intramoenia Extra Art MIRAGGI / MIRAGES
CASTELLI IN TERRA DI BRINDISI E TARANTO
3 luglio - 13 settembre 2010 / July 3 – September 13, 2010
Castello Alfonsino di Mare di Brindisi, Castello Episcopio di Grottaglie, Castello Aragonese di Taranto (Italy)

Direttore scientifico/Scientific director ACHILLE BONITO OLIVA
Curatore esecutivo ed art director Eclettica/Executive curator and art director of Eclettica:GIUSY CAROPPO
Organizzazione/Organization: Eclettica_Cultura dell’Arte
Cura esecutiva/Executive direction: Rossella Meucci Reale
Promosso dall'Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia e dal MIBAC in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali della Puglia, la Marina Militare di Taranto e Brindisi, le Province ed i Comuni interessati.
www.intramoeniaextrart.it

ARTISTI / ARTISTS: Matteo Basilè (Italia / Indonesia), Gregorio Botta (Italia), Gao Brothers (Cina), Stefano Cagol (Italia / Belgio), Michele Carone (Italia), David Claerbout (Belgio), Daniela Corbascio (Italia), CORPICRUDI (Italia), Ada Costa (Italia), Maria Cristina Crespo (Italia), Guillermina De Gennaro (Argentina / Italia), Giulio De Mitri (Italia), Marlene Dumas (Sudafrica / Olanda), Ileana Florescu (Eritrea), Gint Gabrans (Lettonia), Iginio Iurilli (Italia), Eduard Kac (Brasile), Andrei Molokdin (Russia / Francia), Pippa Bacca/Silvia Moro (Italia), Moataz Nasr (Egitto), Cesare Pietroiusti (Italia), Bernardita Rakos (Venezuela), Michal Rovner (Israele), Gaia Scaramella (Italia).

Obraz 10 dieci anni della galleria Obraz

Dieci anni di lavoro, la conclusione di un ciclo. Tante mostre, tanti giovani che hanno avuto lo spazio per esprimersi, molti dei quali sono ormai dei nomi nello scenario artistico nazionale. Obraz, fin dalla sua fondazione, ha in un certo senso avuto la pretesa di colmare un vuoto, vista la mancanza a Milano di spazi che si occupino realmente delle energie (tante) del nostro territorio. Pensiamo di esserci riusciti. Obraz ha proposto la ricerca di molti esordienti, non solo artisti ma anche nuovi talenti della critica. È stata un polo di aggregazione e di confronto che ha condotto molti di questi verso un percorso di crescita professionale. Adesso, dieci anni dopo, si celebra la mostra di chiusura dello spazio di Vicolo Lavandai, che vedrà la partecipazione di tutti, o quasi, gli artisti che hanno gravitato nella galleria. Non è un addio, ma un arrivederci. Un altro spazio più prestigioso è pronto all'apertura per proseguire il cammino. Anche la vendita delle opere sarà interamente devoluta a finanziare il progetto e la rinascita del nuovo spazio, affinchè possa ancora esistere a Milano uno spazio di ricerca e di sperimentazione per i giovani artisti.
Grazie a tutti, Loris Di Falco

Artisti in mostra :
Piero Addis Arcangelo Dario Arcidiacono Francesco Arena Mirko Baricchi Alessandro Bellucco Valerio Berruti Andrea Bianconi Giuseppe Bombaci Davide Bramante Marco Casentini Marco Cirnigliaro Roberto Coda Zabetta Davide Coltro Leonida De Filippi Cristiana Depedrini Michele Dieli Marina Falco Marco Fantini Giovanni Frangi Tamara Ferioli Riccardo Gavazzi Marina Giannobi Daniele Girardi Massimo Gurnari Federico Guida KOROO Paolo Maggis Carla Mattii Gianna Moise Barbara Nahmad Matteo Negri Davide Nido Alessandro Papetti Danilo Pasquali Marco Petrus Luca Pignatelli Annalisa Pirovano Gabriele Poli Michela Pomaro Rossella Roli Eleonora Ross Filippo Sciascia Giuseppe Veneziano Velasco Vitali Andrea Zucchi Claudia Zuriato

Sul sito della galleria in continuo aggiornamento troverete le opere di quest’ultima mostra, la storia della galleria, i commenti di coloro che l’hanno animata e se volete potreste anche voi lasciare la vostra testimonianza sui 10 anni della galleria nel blog dedicato.

Maurizio Carriero - copertina n.133 di Lobo di Lattice

Meritatissima la copertina per l'ottimo Maurizio Carriero su:
http://www.lobodilattice.com

"Eclissi"
view large
olio su lino
135x125cm
2010

©Maurizio Carriero




Questa copertina è stata selezionata da Chiara Canali