RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
UNA SOCIETA' DISTRATTA SUI FATTI DELL'ARTE E' UNA SOCIETA' VOTATA ALL'IMPOVERIMENTO... E NOI, DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LO SIAMO GIA' ABBASTANZA!






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giovedì 19 gennaio 2012

Esposizione internazionale di Fotografie a Roma - Obiettivi Obiettività

Anche Fabiano Parisi in questa importante rassegna internazionale. A Roma, da non perdere!!!


Esposizione internazionale di Fotografie a Roma - Obiettivi Obiettività
Uno sguardo incrociato tra arte e scienza


Obiettivi Obiettività è una mostra che mette in presenza delle fotografie provenienti dai due campi di ricerca che sono l’arte e la scienza per una riflessione da un lato sulla volontà d’interpretare il reale in termini d’espressione artistica e dunque allontanarsene, dall’altro, d’avvicinarsene il più possibile per analizzarlo scientificamente e comprenderne il significato. Da queste visioni opposte scaturiscono alcune considerazioni estetiche ed emozionali che a volte sigillano la loro unione. A corollario di questa tematica si pone anche la questione della ricerca, dell’innovazione. 

Produzione e Organizzazione

Livre Lecture, Officine Fotografiche

Inaugurazione, 27 gennaio ore 18.30
La mostra Obiettivi e Obiettività prosegue

dal 30 gennaio al 24 febbraio 2012

Dal lunedì al venerdì H 10.00 - 13.00 / 15.00 – 19.30

chiuso il sabato e la domenica - Ingresso Libero



Officine Fotografiche

via G. Libetta, 1 00154 - Roma
Tel + 39 065125019

www.officinefotografiche.org

 



Partners


Istituzioni e organismi francesi
: Ministère de la culture et de la communication, Médiathèque de l’architecture et du patri moine, Ministère de l’enseignement supérieur et de la recherche, Centre national de la recherche scientifique, Ministère des Affaires étrangères et européennes, Ambassade de France, Institut Pasteur.

Istituzioni a Roma
: Accademia Britannica, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, Reale, Istituto Neerlandese, Circolo Scandinavo; Istituto Svizzero.

I fotografi

Eugène Atget: 37 fotografie, vedute del vecchio Parigi, la « Zona », parchi e giardini, ornamenti architettonici. Con la partecipazione eccezionale della Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, Paris.


Berenice Abbott: vedute scientifiche realizzate al Massachusetts Institute of Technology, Boston.


I fotografi contemporanei


Citati per sezione “a cura” ordinati per data di nascita.


Emilio D’Itri, direttore di Officine Fotografiche


Bruno Cattani, Maurizio Cintioli, Stefano De Luigi, Luigi Spina, Ernesto Notarantonio, Giancarlo Ceraudo, Carlo Gianferro, Emanuele Inversi, Paola De Grenet, Fabiano Parisi, Manolo Cinti, Alessandro Dandini De Sylva, TerraProject Photographers.


Renata Tartufoli, presidente di Livre Lecture


Bernard Plossu, Deborah Willis, Béatrix von Conta, Serge Clément, Arièle Bonzon, Béatrice Helg, Jacques Damez, Catherine Gfeller, Judith Albert, Julia Fullerton-Batten, Alejandro Gomez de Tuddo, Catherine Lay, François Deladerrière, Rip Hopkins, Agnès Geoffray, Damien Darchambeau, Philippe Pétremant, Delphine Diallo, Aurore Valade.


Jacopo Benci, vice direttore Belle Arti, Accademia Britannica


John Riddy, Toby Glanville, David Spero, Lala Meredith-Vula.


Bas Ernst, responsabile culturale dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi


Jan Dibbets,Fons Brasser, Anoek Steketee.


Arthur Weststeijn, responsabile culturale del Reale Istituto Neerlandese


Krien Clevis, Emily Bates, Rob Johannesma.


Mette Perregaard, direttrice del Circolo Scandinavo


Tero Puha, Mikkel Olaf Eskildsen, Kirsi Marja Metsähuone, David Morrow.


Le fotografie del CNRS Images


30 fotografie a cura d’Adèle Vanot, responsabile della fototeca del CNRS e di Pierre Grech, ingegnere al CNRS, all’Institut d’électronique du Sud, specialista di microfotografia.


Le fotografie dell’Institut Pasteur


20 fotografie a cura di Michaël Davy, responsabile della fototeca dell’Institut Pasteur.
 
Inaugurazione, 27 gennaio ore 18.30

mercoledì 18 gennaio 2012

SOMETIME AND SOMEWHERE di Andrea Marcoccia a cura di Carolina Lio

Ottimo, davvero!

ANDREA MARCOCCIA
SOMETIME AND SOMEWHERE
a cura di Carolina Lio
dal 10 Febbraio al 03 Marzo 2012
inaugurazione: 10 Febbraio ore 18.30

Scenari reali decontestualizzati e privati di ogni tratto caratteristico,
estremamente particolareggiati e curati oppure stilizzati in forme
quasi geometriche, ma sempre e comunque resi stereotipo di un'idea generale del "luogo".
 
Questi sono i soggetti di Andrea Marcoccia, che affronta la logica della filosofia geografica, cercando la distinzione tra spazio e luogo e proponendocela in pittura.
La domanda fondamentale è: in un'epoca in cui lo spazio, con le sue
caratteristiche di continuità e di temporalità ha preso il sopravvento
nel nostro immaginario, siamo ancora capaci di vivere il luogo?
Nei suoi paesaggi portati al di fuori dalla realtà e dalla quotidianità,
Andrea Marcoccia propone la staticità e l'estraneità del luogo come
strumento di indagine di noi stessi al di fuori dalla situazioni e ci chiede:
che cosa succederebbe se venissimo trasportati in un dove indefinito e
indefinibile che potrebbe essere "sometime" e "somewhere"?
Senza le certezze dello spazio e del tempo, quali altre certezze
resterebbero?

L'ultima fatica di Gianni Cuomo: "Il luogo dove esistere"

Seguire il lavoro di Gianni Cuomo è sempre un piacere, così come condividerlo con voi.
Ora in una nuova personale a Bergamo.  Da vedere!

 


Max Papeschi and Minnie Mouse / Exit From Heaven: The Wedding... il video

Non c'è nulla da fare, rassegnatevi, Max Papeschi è geniale!!!



Max and Minnie get married

Villa Buttafava - 26 November 2011

Show curated by Igor Zanti

Video realized by Laura Macchi

PROFEZIA PREVISIONE PRECONCETTO PROGETTO al Politecnico di Milano

 Domani al Politecnico di Milano Fortunato D'Amico sarà moderatore e coordinatore di questo interessante incontro... da seguire

martedì 17 gennaio 2012

FABRIZIO SEGARICCI, Dormi ché domani arriva presto | Circoloquadro

Altro bel colpo messo a segno da Circolo Quadro e la sua "anima" Arianna Beretta": la personale di Fabrizio Segaricci....


FABRIZIO SEGARICCI
DORMI, CHÉ DOMANI ARRIVA PRESTO

Circoloquadro ospita "Dormi, ché domani arriva presto", prima mostra personale di Fabrizio Segaricci a Milano. L’artista, che vive e lavora in Umbria, presenta un progetto site-specific che si articola in due lavori distinti, dialoganti tra loro nello spazio espositivo. La ricerca di Segaricci qui si concentra sui luoghi familiari e conosciuti, sul nostro attraversarli e osservarli, e su come questi possano diventare altro e trasformarsi in luoghi dell’anima, in una sorta di deriva che ignora ogni cognizione temporale.

"Mi hanno mandato una volta in colonia e mi sono perso" è un’opera composta da un video che riprende un lungomare con persone che passeggiano, diventate così protagoniste di un frenetico andirivieni teatrale, rappresentazione di una campionatura di esistenze che paiono non solo attraversare una spiaggia ma un intera vita.
Il video "Sono nato in casa" mostra come si possa tornare in un luogo familiare scoprendo che ci si può anche perdere. La registrazione delle immagini, raccolte in mesi di lavoro, si accavallano: il paesaggio è indagato in giorni e orari diversi, così la notte diventa subito giorno e il paesaggio si trasforma in un ritmo a noi insolito, dettato dalla nostra esperienza di attraversamento.

I titoli, frasi che la madre dell’artista usava ripetere spesso, rispecchiano un radicamento fondamentale con la quotidianità, ma anche il desiderio ricorrente di perdersi. In colonia a sei anni o sotto casa oggi.


FABRIZIO SEGARICCI, 1969, vive e lavora a Magione (PG). Inquieto ricercatore e sensibile osservatore della realtà e degli orientamenti artistici più attuali, sperimenta diversi linguaggi artistici cimentandosi nella fotografia, nellʼinstallazione e nella produzione di video contraddistinti da una forte carica concettuale intrisa di umori sociali e questioni storiche. La sintesi del lessico utilizzato (inquadrature fisse, centralità del soggetto, pulizia formale) rappresenta lʼossatura di questo diario visivo minimo. Una narrazione che si articola per brevi ed epigrammatiche analogie al fine di restituire con forza, ma anche con poesia, contraddizioni storiche, sociali e personali.
Dal 2004 a oggi Segaricci ha esposto in numerose mostre personali e collettive in prestigiosi spazi pubblici e privati italiani e stranieri tra i quali Palazzo Lucarini Trevi, CRAC Centro arte contemporanea Cremona, Viafarini Milano, Sassetti Cultura Milano, Teatro Accento Roma, Trevi Flash Art Museum Trevi-Perugia, Museolaboratorio Città Sant'Angelo Pescara, Pinacoteca Bãrao de Santo Ãngelo/Istituto de Artes Rio Grande do Sul-Brasile, Istituto Italiano di Cultura Madrid, Museum of New Art Detroit-U.S.A.

***

FABRIZIO SEGARICCI
DORMI, CHÉ DOMANI ARRIVA PRESTO
Inaugurazione: mercoledì 25 gennaio 2012
In mostra: dal 25 gennaio al 3 marzo 2012
Catalogo: intervista di Flavio Arensi, testo di Maurizio Coccia, presentazione di Arianna Beretta
Orari: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19, o su appuntamento
Informazioni: info@circoloquadro.com , Tel. 02 6884442.

Oggi: "Costruire il paesaggio" - ore 18'00 Spazio Oberdan Milano

Un appuntamento imperdibile dell'ottima Nicoletta Castellaneta! oggi a Milano

Martedì 17 gennaio, ore 18, presso lo Spazio Oberdan/Sala Alda Merini, Viale Vittorio Vento 2: COSTRUIRE IL PAESAGGIO. Cultura e sviluppo urbano”, secondo appuntamento sul tema del paesaggio contemporaneo a cura di Nicoletta Castellaneta e Giancarlo Lacchin. Interverranno: Novo Umberto Maerna (Vicepresidente e Assessore alla Cultura, Provincia di Milano), Stefano Boeri (Assessore alla Cultura, Moda e Design, Comune di Milano), Stefano Zecchi (docente di Estetica, Università degli Studi di Milano), Mimmo Di Marzio (giornalista e curatore della mostra). Moderatore: Luigi Mascheroni.

lunedì 16 gennaio 2012

GALA DEL SORRISO - MAGIA E CABARET A VARESE - QUINTA EDIZIONE

Ho l'onore di vantarmi di conoscere personalmente molti dei protagonisti di questa serata indetta per una raccolta fondi vera, sincera e sicuramente divertente. Il mio invito quindi e quello partecipare numerosi.

GALA DEL SORRISO - MAGIA E CABARET A VARESE - QUINTA EDIZIONE

PALAWHIRPOOL, Varese, Italy

sabato 10 marzo 2012 ore 21'00


IL CAST

LEONARDO MANERA - attore comico, veterano di Zelig; pochi sanno che ha iniziato la sua carriera come mago.

MARCO BERRY - mago escapologo e animatore televisivo (Le Iene, Invisibili, Danger).

ALEXANDER - prestigiatore e mentalista, ha avuto il massimo della popolarità televisiva negli anni '80 e '90.

MAX PISU - attore comico, un altro veterano di Zelig che si è fatto conoscere col suo tenero personaggio di Tarcisio.

WALTER MAFFEI - illusionista, attualmente impegnato su Rai 2 e su Comedy Central e nello spettacolo teatrale Italian Beauty con Leonardo Manera.

WALTER ROLFO - prestigiatore, autore televisivo e Presidente di Masters of Magic; sarà il conduttore della serata.

STEFANO CHIODAROLI - attore comico diventato famoso col personaggio del panettiere; in questo gala vestirà i panni del Mago Abat Jour.

CLARA TAORMINA - presentatrice e animatrice televisiva su Antenna 3 e Telelombardia.

LILYTH - la magia e il trasformismo al femminile.

LENOIR E RIONEL - illusionisti, inventori del "mentalismo estetico".

GIANLUCA GALLINA - illusionista e prestigiatore in stile Belle Epoque.

IVAN ANSELMA - la nuova generazione della magia.

ELVIS E BENEDETTA - magia e burlesque

ACO BOCINA - uno dei più grandi chitarristi/mandolinisti del mondo, accompagnato sul palco dal chitarrista Manuel.

Direzione artistica e "mise-en scène": Walter Maffei
Regia tecnica: Mauro Maderna


Organizzazione: Onlus Il Ponte del Sorriso
Light Service: Roberto Milanesi

BIGLIETTI: 10 euro tribuna - 25 euro parterre

PREVENDITA:
- Casa del Disco Piazza Podestà Varese
- Il Ponte del Sorriso Onlus via Manzoni 4 Varese
- Caffe Teatro via Indipendenza 11 Verghera di Samarate
- Ninnamamma via Garibaldi 91 Gavirate
- Biglietti disponibili anche la sera dello show al Palawhirpool dalle ore 18.

FINALITA': I proventi di questa serata saranno interamente devoluti al progetto per la costruzione di un Ospedale Pediatrico a Varese.


QUESTO GALA E' GEMELLATO A MASTERS OF MAGIC
www.mastersofmagic.it
 

'Tragedy Today n° 0: The Flooding' personale di Alice Olimpia Attanasio a cura di Mario Maduzio

Qualche "post" fa vi avevo anticipato qualche cosa. Ora è giunto il momento di fare le cose per bene! La vulcanica e geniale Alice Olimpia Attanasio torna a Milano con una nuova personale, guidata da Mario Manduzio... DA NON PERDERE!


Silbernagl &Undergallery
Presentano:

Tragedy Today n 0, the flooding
Mostra personale di Alice Olimpia Attanasio

A cura di Mario Manduzio

Vernissage: Mercoledì 25 gennaio ore 18.30 - 21
Dal 25 gennaio al 18 febbraio
Via Borgospesso 4, Milano
Tel 0276014944


La galleria Silbernagl &Undergallery è lieta di presentarvi “Inondazioni ”, mostra personale dell’artista Alice Olimpia Attanasio.
Questa artista che pur molto giovane, vanta una serie di numerose mostre personali e collettive, è risultata finalista al premio Arte Mondatori nel 2010, vincitrice di uno dei premi speciali Giudecca 795 Art Gallery , del premio Arte Laguna per artisti under 25 nel 2011 e nel 2010 ed ha inoltre preso parte ad Open, esposizione internazionale di sculture ed installazioni.
“Tragedy Today” è un progetto, tramite il quale l’artista si propone di esplicitare, attraverso l’installazione, la scultura e la pittura, come le modalità comunicative dei media più diffusi vengano distorte e rese “ appetibili” e “vendibili”, rendendo le tragedie merce di consumo.
All’interno di questo originale progetto artistico si inserisce la mostra del 25 gennaio “Inondazioni”, in cui straripamenti di marshmellows, contenuti e compressi in un’unica stanza, simboleggiano tragedie riguardanti la furia delle acque, barche di biscotti rappresentano “carrette” del mare che solcano le acque trasportando immigrati che sfidano il destino.
La contrapposizione tra oggetti così popolari, commestibili, colorati, dolci e di facile consumo quali caramelle e dolciumi vari e le tragedie che per, mezzo di questi elementi, vengono raffigurate, sono un’onirica ma allo stesso tempo lucida metafora: i drammi di migliaia di uomini assumono, veicolati senza soluzione di continuità dei media e “ingurgitati” da lettori e telespettatori, i contorni melliflui ed edulcorati di un reality- show.


La mostra resterà aperta fino al 18 febbraio
Orari: dal martedì al sabato dalle ore 11 alle 19
Per info: cell.348/2202587

domenica 15 gennaio 2012

da Exibart...

Una analisi attenta che trovo su exibart e condivido pienamente. La tragedia umana è assolutamente prioritaria ma anche l'arte ha vissuto la drammatica vicenda. Come? leggete qui sotto:

Oltre seimila opere a bordo della nave Costa Concordia affondata, tra multipli e originali



I morti, i dispersi e i feriti sono un tragico bilancio. Di fronte il quale vanno in secondo piano la quasi certa perdita della nave e anche il disastro ambientale se non si riusciranno a svuotare i serbatoi di gasolio. Ma, senza fare paragoni fuori luogo, l’elenco delle perdite non finisce qui. La Costa Concordia entrata in una secca a poche centinaia di metri dall'isola del Giglio non conteneva solo terme e cinque ristoranti, tredici bar e cinquanta suite con balcone. Come nella migliore tradizione delle crociere di lusso, ospitava anche una serie di opere d'arte, tra multipli e originali, di 35 artisti internazionali, tra cui gli italiani Aldo Spoldi, suo il ciclo dei nove grandi pannelli "Viaggio nelle città europee” e Nicola Salvatore (le sculture delle balene). Si parla inoltre di più di seimila pezzi a bordo tra opere d’arte contemporanea e pezzi di antiquariato da collezione (510 originali e 5.700 multipli) ispirate al tema della nave. E non basta: nel Grand Bar Biedermeir erano esposti 24 oggetti in cristallo della prima metà dell'ottocento. Nel Piano Bar Budapest facevano bella mostra alcuni vasi delle ceramiche Zsolnay, fondate nel 1853 da Miklòs Zsolnay. Il Centro Benessere Samsara era decorato da una importante collezione di xilografie giapponesi costituita da 12 xilografie tratte dai libri Manga di Katsushika Hokusai . Inoltre opere di giovani allievi delle principali Accademie d’Arte di Europa e tra le tante opere d’arte installate nelle suites e negli ambienti pubblici della nave,  figuravano anche le tre tele "Oltremare” di Omar Galliani, il pannello "Incontrarsi” di Javier Garcerà, la tavola "Incontro e dissoluzione” di Jordi García Pons, "La Città della Concordia" di Fernando De Filippi (ex Direttore dell'Accademia Di Brera. (m.b.)

vedi articolo originale su: http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36583&IDCategoria=204

Dopo il Riso, il Madre!

Leggo sconcertato, sul Mattino ( http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=177130 ) dell'ipotetica chiusura del Madre di Napoli... dopo il Riso anche il Madre... Ma cosa sta succedendo alla nostra cultura ed al sistema museale?  Pubblico o privato che sia. Comunale, provinciale, regionale o statale... Fondazione o galleria civica sono tutti in condizioni drammatiche e loro due, il Riso ed il madre, sono niente altro che i primi di una lunghissima lista a rischio. Non può esistere crisi economica, politica o sociale che porti ad un collaso di così catastrofiche proporzioni! E' minando la cultura che si sgretolano le nazioni. Il ministro della cultura, gli addetti, ed anche gli italiani che fanno?

 Chiude il Madre, gli artisti ritirano le opere. Licenziati 30 dipendenti

di Pietro Treccagnoli
NAPOLI - Ultimi giorni per il Madre. Da martedì portone sbarrato. Se entro domani la Regione non convocherà un incontro per il rifinanziamento del museo di via Settembrini, addio all’arte contemporanea. Sul tavolo di Massimo Lo Cicero e Ugo D’Antonio, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Scabec (la società a maggioranza regionale che gestisce i servizi) e su quello di Pierpaolo Forte, presidente della Fondazione Donnaregina, sono arrivate le lettere delle Pierreci e della Mondadori Electa, le due società che si occupano della gestione del museo.

In poche parole annunciano che manterranno aperto il museo fino a domani. Poi tutti a casa, a cominciare da una trentina di giovani dipendenti per i quali partiranno le lettere di licenziamento. Ovviamente saranno cancellate tutte le iniziative in programma: per mercoledì era prevista una performance di Rosy Rox e il 27 doveva essere inaugurata la mostra di Mario Persico. Questo nuovo capitolo rischia di mettere la parola fine a una delle esperienze culturali più vivaci e discusse della recente storia artistica di Napoli.

Che cosa è successo? La Regione, unico ente di riferimento del Madre, fondato da Eduardo Cicelyn che di fatto è stato licenziato (c’è stata la risoluzione del rapporto, ma lui resterà al suo posto fino a ottobre, quando ci sarà il concorso per il nuovo direttore), ha messo in bilancio per le attività e la gestione del museo un milione di euro. Il Cda non ha quindi potuto approvare il proprio bilancio preventivo per il 2012 che garantisce i contratti. La gestione minima dei servizi che consentono al Madre di restare aperto, (senza nessuna attività espositiva) è, secondo i tariffari regionali, di un milione e mezzo di euro.

Tutto al netto del pagamento di utenze mensili, le assicurazioni (e il patrimonio del Madre è ingente e costoso), gli stipendi dei dipendenti e dello stesso cda. Scabec vanta crediti dalla Fondazione (e quindi dalla Regione) per 8 milioni e il grosso deve andare proprio nelle casse di Electa e Pierreci, quest’ultima si occupa della biglietteria, dell’assistenza nelle sale, del bar e della ristorazione, mentre alla prima è affidata la gestione del bookshop, della collezione permanente e delle mostre. Le due lettere sono molto più di un ultimatum.

Possono rappresentare il sigillo di una lunga ed estenuante polemica, accentuata dalla crisi economica, di un assedio sempre più stringente a uno dei fortini simbolici del bassolinismo. Una roccaforte dalla quale, come annunciato da mesi, è cominciata la fuga degli artisti che non intendono tenere più le proprie opere e installazioni esposte nel museo. A cominciare da Jannis Kounellis che, proprio nei giorni scorsi, ha chiesto ufficialmente la restituzione di cinque pezzi affidati in prestito. Per il maestro greco-italiano, per il benservito che la Regione ha dato a Cicelyn, è venuto a mancare un rapporto di fiducia personale con il Museo.

La richiesta rischia di diventare una valanga che svuoterà le stanze del palazzo dell’arte contemporanea. Sono ben 83 le opere che rischiano di partire per un’altra destinazione. Perché, oltre alle richieste di restituzione, ci sono le vertenze annunciate da chi ha donato i propri capolavori e ora si sente meno tutelato, come Paladino, Clemente e Kapoor. Con questi tagli, non si sa come saranno pagate le costose assicurazioni delle opere. Ci si avvia verso la peggiore delle ipotesi. Poteva sicuramente essere immaginato (e, per i suoi tanti nemici, anche auspicato) un Madre senza Cicelyn, ma certamente non è pensabile un Madre senza arte. E soprattutto Napoli senza Madre.

 

"La vita la vediamo a memoria" Rudy Cremonini a cura di Luigi Meneghelli

La penna di Luigi Meneghelli, l'opera di Rudy Cremonini ed il nostro impegno per non dimenticare. Sempre!

 RUDY CREMONINI
La vita la vediamo a memoria
a cura di Luigi Meneghelli
Inaugurazione 22 Gennaio 2012 ore 11,30
Presentazione di Paola Barbara Sega

Museo Ebraico di Bologna, Via Valdonica 1/5, Bologna, Italy
(Giorno della memoria 2012)

Progetto GiaMaArt studio

www.lavitalavediamoamemoria.it

sabato 28 gennaio ore 21.00/24.00 art white night

La stanza della Shoah. Poco più di un antro illuminato da una luce fioca e posto in un angolo del Museo Ebraico di Bologna. Si sarebbe potuto ricostruire un mondo stipato dal tumulto della Storia: invece si è optato per un luogo vuoto, che documenta la scomparsa del corpo, l'aprirsi della porta sul “nulla”. Un nulla che però è bene non smettere di fissare, per circoscriverne la presenza e non farla dileguare. E forse è anche per questo che lo spazio è angusto e quasi invaso dall'ombra: non è per cancellare il passato e i suoi fantasmi, ma per custodirlo, per fare esperienza permanente del suo “buco nero”. Eppure un esile filo di memoria è estratto dall'assenza attraverso un elenco di nomi scritti a terra su una pellicola adesiva bianca. Sono come tracce e reperti che emergono dalle tenebre della stanza e che permettono un incontro muto con chi la violenza ha reso invisibile. Nomi che non si pongono come pesi morti del ricordo, ma che reclamano uno statuto d'essere, una voce che travalichi la Storia.
Ebbene, l'intervento ideato da Rudy Cremonini non vuole essere altro che il tentativo di dare un volto a queste voci, senza la pretesa di cogliere l'identità della persona. Niente inalterabilità delle foto tombali, niente puro omaggio alle vittime dello sterminio. Più che la pietà all'artista interessa suscitare la consapevolezza dell'accaduto. Ed ecco allora una serie di vecchie valigie in cartone su cui egli dipinge una “galleria di ritratti” sfuggenti, smarriti, quasi consumati dalla stessa pittura che li elabora. Così, nomi e volti, dice lo stesso Cremonini, si specchiano a vicenda, come a voler trattenere uno sguardo che invece tende ad allontanarsi o a perdersi dietro il frettoloso “turismo della memoria”.
Non aggiunge altro: teme di scivolare nella retorica o nella ritualità dei ricordi. Ad importargli è che il senso di cancellazione rimanga vivo, che la memoria conservi la sua ferita, che l'oscurità della stanza continui a testimoniare il passato. Ma soprattutto che la sua scarna “liturgia dell’orrore” parli al futuro.
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RUDY CREMONINI
We See Life Off By Heart

(Memorial Day 2012)

by Luigi Meneghelli
Inauguration 22 January 2012 at 11.30 a.m.
Introduction Paola Barbara Sega

Project: GiaMaArt studio

www.lavitalavediamoamemoria.it

The room of the Holocaust. Just a little more than a cave lit by a dim light and placed in a corner of the Jewish Museum of Bologna. One would have been able to reconstruct a world cluttered by the tumult of history: instead, an empty place was opted for, documenting the disappearance of the body, the opening of the door onto “nothingness". A nothingness which one should continue to scrutinize, to circumscribe its presence and keep it from vanishing. It is perhaps also for this reason that the site is cramped and almost invaded by shadow: it is not to erase the past and its ghosts, but to guard it, to make of its "black hole" a permanent experience. Yet a slender thread of memory is extracted from the absence through a list of names written down on white adhesive film. They are like tracks and findings that emerge from the darkness of the room and which allow a silent meeting with those whom violence rendered invisible. Names that do not pose as a dead weight of memory, but who claim to be a statute, a voice that goes beyond History.
Well, the intervention by Rudy Cremonini does not want to be other than an attempt to give a face to these voices, without pretending to understand the person's identity. No inalterability of the tombstone photos, no pure homage to the victims of the extermination. More than in pity the artist is interested in raising awareness of what happened. Here then is a series of old cardboard suitcases on which he paints a "portrait gallery": elusive, lost, almost consumed by the same art that elaborates it. Thus, names and faces, says Cremonini himself, mirror each other, as if to suppress a look which instead tends to move away or get lost beyond the hurried 'tourism of memory. "
Nothing else added: the fear of slipping into rhetoric or rituals of memories. What is of importance is that the cancellation remains alive; the memory retains its wound. The darkness of the room continues to attest to the past and above all its gaunt "liturgy of horror" speaks to the future.

'La Natura Squisita | Ai confini del POP' alle Stelline di Milano

Che trio! che penne! che luogo!


La mostra presenterà l'opera di Fulvio Di Piazza, Marco Mazzoni e Nicola Verlato che interpreta e pone il concetto di Natura come sentimento d’infinito surreale. Una vitalità organicamente animata, che diviene forza generatrice, arrivando ad abbracciare ogni elemento esistenziale
Gli artisti per la prima volta in una tripla personale insieme, a cura di Alberto Mattia Martini e Julie Kogler, affrontano il tema della natura-super-natura, esponendo una selezione di opere storiche ed inedite che offrono allo spettatore un viaggio affascinante e fantasioso attraverso scenari surreali e sfere inconsce ricche di icone, idoli e archetipi rivisitati in chiave contemporanea.

LA NATURA SQUISITA. Ai Confini del Pop
02 – 25 febbraio 2012
Orario | martedì -sabato, 10 – 20
ingresso libero

sabato 14 gennaio 2012

I FILI DI ERSILIA - a Taranto

Complimenti, molto interessante!

S’inaugura venerdì 27 gennaio 2012 a Taranto, alle ore 19,00, nella centralissima Piazza Garibaldi, ROSSOCONTEMPORANEO, nuovo spazio espositivo dedicato alle arti contemporanee ed atelier di comunicazione creativa e design. Un progetto ambizioso, in Terra Ionica, che segna l’evoluzione di un lungo percorso, nel panorama ampio della creatività e dell’arte contemporanea, del suo fondatore, Angelo Raffaele Villani, architetto e curatore tarantino.
ROSSOCONTEMPORANEO nasce sovrapponendo esperienze precedenti, maturate tra Abruzzo e Puglia nell’ultimo decennio, prima con Atelier777 Contemporary Art a Pescara e successivamente con OpificioCreativo. Pur nella variabilità delle esperienze, gli obiettivi restano identici: promuovere la ricerca della giovane arte contemporanea italiana, preferibilmente under 40, di artisti giovani e dalla eccezionale carica espressiva.
Particolare attenzione ROSSOCONTEMPORANEO la concentrerà sulle ricerche dei giovani artisti pugliesi.

“I FILI DI ERSILIA” a cura di Angelo Raffaele Villani è l’evento di apertura di ROSSOCONTEMPORANEO.
A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. Dalla costa d'un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l'intrico di fili tesi e pali che s'innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia, e loro sono niente. Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell'altra.
Poi l'abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case. Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

(da: Le Città Invisibili di Italo Calvino)

Dalla carica poetica e fantastica di una delle più interessanti città raccontate da Italo Calvino nel suo “Le Città Invisibili”, al groviglio di ragnatele quotidiane che segnano rapporti, relazioni, richiami per ognuno di noi, il passo è breve. Ragnatele che ci appartengono intimamente, bagaglio indissolubile di memoria, emozioni, colori, sentimenti, profumi, e che metaforicamente raccontano la complessità delle esperienze e delle ricerche artistiche pugliesi, in una ramificazione tentacolare, in un diffondersi imperioso verso luoghi altri, verso Ersilie nuove e sempre diverse.
Un confronto vivo tra esperienze del fare arte in Puglia, o per chi è pugliese, ma lavora fuori regione.
Quattordici artisti, tutti pugliesi, in un intreccio inusuale di fili mentali, di collegamenti ipotetici tra memoria e ricerche artistiche maturate nella terra d’origine, che ad un naturale sentimento di appartenenza, spesso sovrappongono le più ricche e svariate contaminazioni esterne, legando così la propria arte ad ambienti ed influenze differenziate.
Con “I FILI DI ERSILIA” si esalta una volontà di ricerca nel segno della varietà e della ricchezza espressiva del contemporaneo pugliese. Testimonianze coinvolgenti i più svariati ambiti della ricerca artistica, compresi proprio quei linguaggi multimediali ormai parte integrante dell’esperienza contemporanea.

Nelle tele e nei lavori di Marino, Massari, Scialpi e Solito, si legge forte una rappresentazione inquieta, sofferta, nelle quali domina spesso un chiaro messaggio sociale, talvolta politico o ideologico. Un senso d’inquietudine evidenziato anche da una rappresentazione rapida e gestuale, dal segno fresco e deciso.

Petrilli presenta un’arte digitale carica di un calore e di una felice manualità, nei tratteggi e nei decisi chiaroscuri. Opere di grande sensualità che hanno per protagonista seducenti figure femminili dall’erotismo vigoroso.

Calore nella gestualità espressiva la ritroviamo nei disegni di Molinaro. Una stratificazione d’immagini sapientemente giocate prospetticamente che hanno per riferimento la cultura pop e il mondo dell’illustrazione. Segni quasi incisi, utilizzando china e grafite di durezze diverse, nella totale assenza del colore.

L’universo fantastico di Muserra si lega indissolubilmente al fumetto e al digitale. Un mix di sensazioni attinte dai media, dal cinema e dalla musica, con uno stile personale ed inconfondibile. La figura umana è il fulcro della composizione con una rappresentazione inquietante ed irrequieta.

Il package scultoreo di Francolino, parte dai cosiddetti prodotti del consumismo, dalle icone celebrate dalla pubblicità e dai mass-media, decontestualizzandoli e ricontestualizzandoli sotto spoglie diverse, in un mix di contenuti ironici, politici, sociali, dal chiaro sapore Pop Art.

Nella performance di Fontana, si fondono differenti linguaggi (arte visiva, canto e danza), per raccontare l’antico gioco della “campana”, quale metafora dell’aspirazione umana al miglioramento, della ricerca della meta, del paradiso.
Stessa tematica, seppur con modi e forme differenti, si affronta nel video presentato da Fiorella (dream), dove la leggerezza e la spensieratezza della rincorsa ai propri sogni, si scontra con la difficoltà palese dell’inarrivabilità degli stessi.

La mostra, infine, tocca le diverse anime di un’arte pseudo illegale, quale la street art, ormai sdoganata e perfettamente integrata, con le opere di Leg, Nocci, Rosato e Stencilnoire, tra spray, stencil e tag. Un’arte da strada tanto nobilitata da porsi come riferimento estetico delle generazioni più giovani, in sintonia perfetta con i loro linguaggi e valori estetici.

Gli artisti:

Raffaele Fiorella, Fabrizio Fontana, Andrea Francolino, Leg, Mariateresa Marino, Luigi Massari, Dario Molinaro, Michela Muserra, Nocci, Giuseppe Petrilli, Enzo Rosato, Patrizia Emma Scialpi, Giuditta Solito, Stencilnoire

I FILI DI ERSILIA:

dal 27 gennaio all’11 febbraio 2012
a cura di Angelo Raffaele Villani

ROSSOCONTEMPORANEO
Via Regina Margherita, 40 - (Piazza Garibaldi) | Taranto
http://rossocontemporaneo.wordpress.com/

ingresso libero
orario: da martedì a sabato, 17,00/21,00

GAO BROTHERS “THE UTOPIA OF HUGGING FOR 20 MINUTES “ PERFORMACE

Tutti a Roma!!!
GAO BROTHERS “THE UTOPIA OF HUGGING FOR 20 MINUTES “ PERFORMACE
Sabato 28 gennaio 2012
Roma, Piazza Del Popolo, Rome, Italy

L’occasione è data dalla mostra “(Un)Forbidden City. La post-rivoluzione della nuova arte cinese” presentata da Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora, dal 25 gennaio al 4 marzo 2012 al MACRO Testaccio nell’ambito della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta.


I Gao Brothers - eccezionalmente presenti in Italia per questa circostanza - lanciano l’invito alla performance collettiva “The Utopia of Hugging for 20 Minutes”, sabato 28 gennaio 2012 alle ore 14.00 in Piazza del Popolo a Roma.

La loro serie di “The Utopia of Hugging for 20 Minutes” comincia nel 2000 sulla spiaggia di Jinan, in Cina, un luogo desertico dove i Gao Brothers riuniscono un centinaio di sconosciuti ed amici nell’atto di abbracciarsi per 15 minuti.

In seguito, spostandosi in vari luoghi del pianeta, la serie si sviluppa assumendo progressivamente la forma di un tableau vivant, di un diario intimo di incontri collettivi, dove lo scambio di un gesto naturale come un abbraccio diventa improvvisamente artificiale quando scambiato con uno sconosciuto.

La performance, come già citato da Bérénice Angremy, non è altro che un linguaggio che non è solo sociale, ma che rappresenta un’approccio artistico, generoso, volto nei confronti del prossimo. I fratelli Gao si inoltrano in una realtà dettagliata di una società considerata sotto la lente d’ingrandimento delle piccole tragedie e delle piccole gioie del quotidiano. Il loro lavoro rappresenta simultaneamente il micro e il macroscopio del mondo reale. Per loro la performance non è altro che un allegoria di un sentimento umano collettivo.

Nel 2001 furono invitati alla 49° Biennale di Venezia per presentare la loro Performance, ma censurati dallo stato non gli fu permesso di lasciare il paese. Realizzare questa performance a piazza del Popolo il prossimo 28 gennaio sarà un’opportunità unica, in Italia, per continuare questa catena utopica di abbracci di amore umani che dalla Cina sta facendo il giro del mondo.

La performance si svolgerà alle ore 14.00 in piazza del Popolo.

I Gao Brothers inviteranno il pubblico a scegliere un compagno (possibilmente sconosciuto), con il quale abbracciarsi per 15 minuti. Allo scoccare di questi, l’abbraccio si trasformerà in un abbraccio collettivo per altri 5 minuti. La performance verrà ripresa e fotografata dagli assistenti dei Gao Brothers. Il materiale verrà in seguito utilizzato dagli artisti per creare opere fotografiche e video.

Curata dai Gao Brothers (artisti conosciuti a livello internazionale per i loro esperimenti artistici e multimediali sull’idea della crisi spirituale che colpisce l’individuo e più generalmente la condizione umana) ed in collaborazione con Simona Rossi e Dominique Lora, la performance si svolge nell’ambito della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta, grazie all’appoggio del MACRO e alla sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roma Capitale.

Flavio Caroli sostituisce Angelo Crespi al Maga


Al Maga cambio di guida: Flavio Caroli sostituisce Angelo Crespi. Un cambiamento annunciato? Si. Girava infatti da tempo la notizia, anche se mai confermata ufficialmente, nei corridoi dell'arte di un cambiamento ai vertigi del Maga (http://www.museomaga.it/) di Gallarate. Cambiamento salutare? staremo a vedere, certo Caroli ha i numeri e l'esperienza per fare grandi cose... speriamo lo sia altrettanto il portafoglio del museo...

Come investire in Arte by Corriere della Sera... io non ci sto!!!


E' in edicola dal 9 gennaio il volume edito dal Corriere della Sera, "COME INVESTIRE
NEL 2012
- Dai Btp alla Borsa, dalla casa alla pensione: le mosse giuste da fare". 
Interessante e molto probabilmente anche utile.
Il capitolo relativo al settore arte è stato affidato all'ottimo Paolo Manazza, che anche in questa occasione non delude le aspettative e mette a fuoco alcuni aspetti davvero interessanti con la maestria che sempre lo contraddistigue. 
Compie una analisi attenta e meticolosa, ricca di elementi e giuste considerazioni ma... ahimè scivola su una "buccia di banana": redige una classifica! 
E qui io non ci sto! Un volume allegato al quotidiano nazionale per eccellenza, è una cosa importante e molto probabilmente letta da molti. La credibilità della testata, in questo caso, sdogana una verità che tale non è. 
Ritengo sia praticamente impossibile stilare una classifica veritiera ed efficace, di artisti più o meno giovani operanti in Italia, senza scivolare nel personale, nel campanilismo ed in questo caso, nel fuorviante. Per carità nulla contro i 150 artisti "consigliati", molti dei quali amici o artisti che tratto, ma redigere una classifica di questo tipo lo trovo davvero deviante ed iniquo. Il buon Manazza poteva tranquillamente esplitare il proprio compito senza fare una lista, a mio parere di parte, dei buoni e dei cattivi! mah rimango perplesso!

YIA | Rudy Cremonini e Enrico Pitzianti

L'impegno di Glenda Cinquegrana è noto a tutti. Un esempio per molti! Anche in questa occasione...

YIA | Rudy Cremonini e Enrico Pitzianti
Galleria Glenda Cinquegrana - Milano
dal 9 febbraio al 30 marzo 2012

La galleria Glenda Cinquegrana: the Studio è lieta di presentare la doppia personale di Rudy Cremonini ed Enrico Pitzianti, nella loro prima esposizione milanese. La sigla che costituisce il titolo della mostra, che sta per Young Italian Artists, allude all’apertura di un ciclo espositivo della galleria dedicato all’arte italiana under 30, in quelle che sono le sue manifestazioni più significative ed interessanti.

I due giovani artisti, che pure lavorano su media diversi, rappresentati rispettivamente dalla pittura e il collage, sono accomunati da una ricerca che si caratterizza per un voluto ermetismo comunicativo. Come nella celebre lirica di Montale Non chiederci parola, l’identità delle pratiche artistiche passa attraverso la negazione: per Cremonini è una condizione dell’esistere; per Pitzianti, che lavora intervenendo all’interno degli schemi del linguaggio figurativo del collage, questa si realizza sul piano dell’aspetto comunicativo dell’immagine. Come diceva Montale, codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Le opere pittoriche del bolognese Rudy Cremonini si caratterizzano per una dimensione di sospensione nello spazio e nel tempo: le sue tele, realizzate secondo una profondissima monocromia di ascendenza morandiana, trovano i propri soggetti in elementi visivi prelevati da una dimensione di archetipica lontananza nello spazio e nel tempo. La poetica di Cremonini mette in atto una vera e propria archeologia dello sguardo [L. Meneghelli], simile a quella di artisti come Christian Boltanski e Gerard Richter. Le immagini hanno un carattere indefinito e indefinibile che è tipico dei ricordi, quando questi emergono sulla superficie della memoria.

In mostra troviamo un susseguirsi di bonsai, uccelli in gabbia, bambini, manufatti da museo, oggetti ambigui che racchiudono il fascino dell’intrusivo e dell’enigmatico. Al centro della ricerca di Cremonini si trova la ricorrente metafora della castrazione, intesa come conflitto perenne e irrisolto fra libertà e necessità. La pittura recita il canto del cigno della morte delle illusioni, e dell’impossibilità per l’individuo di svilupparsi seguendo lo slancio propulsivo della volontà. I dipinti di Cremonini raccontano la condizione ambigua che è propria dell’essere che non riesce ad essere.

In un modo completamente differente, anche Enrico Pitzianti, parla di negazione. Sardo ma bolognese di adozione, Enrico eredita le sue modalità espressive dalla grafica, ma cambiandone il segno. L’artista lavora tramite la raccolta di materiale figurativo prelevato dal passato: i suoi collage si compongono di frammenti di immagini di pubblicità, di fotografie degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, combinate in modo da costruire scenari visivi nuovi. Eppure a differenza di quanto accade nella grafica, nel suo lavoro viene meno la reale volontà di comunicare messaggi: le sue opere, prevalentemente di piccolo formato, quasi come piccoli haiku visivi, restano composizioni volutamente criptiche e oscure.

Enrico da alcuni anni è parte di un collettivo internazionale di artisti, sparsi fra Germania Francia e Italia, interessati alla sperimentazione nella pratica del collage, i cui membri, riuniti nella pubblicazione in una rivista mensile intitolata Mèkanik Copulaire, reinterpretano la lezione classica del collage degli Anni Venti, fra Surrealismo francese ed Espressionismo tedesco. Il lavoro di Pitzianti, il più equilibrato sotto il profilo formale, tende alla distorsione dei significati in modo talvolta sottilmente ironico, talvolta spiazzante.

La mostra raccoglie le opere tratte dalla serie Green Folder, Bees made honey in the Lions Skull, Rural Zone in a Party boy viscere, Alofness is happiness, e Secondo Specchio. Quest’ultima serie, ispirata alla teoria della relatività fisica, si caratterizza per ricorrente figura della porta, simbolo della comunicazione interrotta.


Rudy Cremonini_è nato a Bologna nel 1981.
Personali principali_La vita la vediamo a memoria, (a cura di) L. Meneghelli, Museo Ebraico di Bologna, Bologna (2012); Lebensraum, (a cura di) L. Canova, Biennale Marsica (2010); documenti di alterità (a cura di) L. Canova, Museo delle cere anatomiche ‘Luigi Cattaneo’, Bologna (2010).
Collettive principali_Janare, C.a.p.a, (cura di) I. Quaroni, Casa Arcangelo, Benevento (2011), Nomadic Settlers/Settled nomads, (a cura) di B.S. Bejeng Ndikung e S. Kraft, Kunstraum Kreuzberg, Bethaninen Berlin Project, SAVVY Contemporary Berlin, Berlino (2011); (In)Leiden, Galerie Stephan Stumpf, München (2011); Horse Latitudes, Underdog Studio, Modena (2011).

Enrico Pitzianti è nato a Cagliari nel 1988. Vive a Bologna.
Mostre principali_ The Others Fair, galleria Glenda Cinquegrana: the Studio, Torino (2011); Le rencontres d’Arles, Arles (2011); Little big press, (a cura di) 3/3, MACRO Testaccio, Roma (2011); Mèkanik Copulaire#1 (a cura di) W. Turmeau, Strasburgo (2010).
Premi_ MANizos, MAN di Nuoro, (a cura di) G. Pazzola (2011).

IV PREMIO FABBRI PER L'ARTE. "Un secolo e 7" a cura di Alberto Agazzani


IV PREMIO FABBRI PER L'ARTE. "Un secolo e 7" a cura di Alberto Agazzani
sabato 28 gennaio 2012 ore 20.00
Accademia di Belle Arti di Bologna
Aula Magna Via Belle Arti 54, Bologna, Italy

Torna la IV edizione del Premio Fabbri per l’arte. Sono già passati due anni e i riflettori sono pronti a riaccendersi sui talenti di tutti quei giovani artisti che hanno voluto rendere omaggio alla nostra azienda con questa iniziativa a cadenza biennale.

L’esposizione s...i terrà dal 28 gennaio al 28 febbraio 2012 presso l’Accademia delle Belle Arti di Via Belle Arti a Bologna in occasione della mostra "Un secolo e 6" a cura di Alberto Agazzani. Come per le edizioni precedenti, i trenta lavori nati dalla creatività di talenti emergenti e o già affermati, vedono protagonisti le nostre simbologie (in primis l’Amarena e il suo vaso dai celebri decori blu) rivisitate in chiave ‘artistica’ attraverso l’uso di molteplici tecniche che vanno dalla fotografia alla scultura fino alla pittura.

La manifestazione si muove di pari passo con ArteFiera, la fiera internazionale di Arte Contemporanea giunta alla sua 35° edizione. Per l’occasione, sabato 28 gennaio è prevista la “Notte Bianca” di Arte Fiera (Art White Night) che animerà piazze e musei della città fino a mezzanotte e darà a tutti la possibilità di visitare anche la nostra esposizione fino alle ore 24.00.

I tre vincitori del Premio Fabbri per l’arte verranno premiati in occasione della conferenza stampa di ArteFiera, domenica 29 gennaio, presso l'Art Talk dalle ore 16.00.

PITTURA

Chiara Albertoni
Paul Beel
Luigi Benedicenti
Giuseppe Bombaci
Andrea Boyer
Andrés David Carrara
Roberta Coni
David De Biasio
Roberto Ferri
Giovanni Gasparro
Massimo Giannoni
Alfio Giurato
Giuseppe Guindani
Mauro Maugliani
Gonzalo Orquin
Lidia Pugnoli


SCULTURA

Affiliati Pedrucci/Savini
Nicola Bolla
Girolamo Ciulla
Marco Cornini
Crash-Toys (Dario Tironi/Koji Yoshida)
Giorgio Laveri
Peter von Balthazar


FOTOGRAFIA

Giulia Caira
Gianluca Chiodi
Mauro Davoli
Marcello Grassi
Fabrizio Orsi
Daniela Perego
Agostino Rocco


http://www.fabbri1905.com/it/480/154/iv-edizione

/Solutsjo'ni/ per l’uso (evento Artefiera OFF)

Iniziano a prolificare le comunicazioni relative ad Arte fiera Bologna ed annessi eventi collaterali. 
Il primo che sottopongo alla'attenzione dei lettori è questo, che vede tra gli altri, come partecipante anche Giulio Zanet già finalista dell'ultima edizione del Premio Patrizia Barlettani 


IL NUOVO MANUALE DI ISTRUZIONI PER L’USO DEI SEX TOYS
REALIZZATO DAGLI ARTISTI CRISTIAN GROSSI, ESTER GROSSI, MATTEO QUINTO E GIULIO ZANET

UN PROGETTO A CURA DI ADELE DELL’ERARIO

18 GENNAIO > 29 GENNAIO 2012
INAUGURAZIONE MOSTRA MERCOLADY 18 GENNAIO ORE 18.30
+ tributo ai classici anni ’50 di Christian Rainer

“Scusate non è qui la sede dell’Unicef?”. Poi entra un altro tipo che subito dice “In realtà sono qui perché vorrei fare un regalo scherzoso ad un’amica”.

Io sono in un sexy shop, uno qualunque per alcuni, per altri invece no, e mi piacerebbe ogni tanto ricevere un regalo scherzoso. Talmente scherzoso da farmi pensare prevalentemente al mio piacere, e con il mio piacere al mio corpo, e con il mio corpo alla mia testa, e con la mia testa alla mia identità.
Tutto questo è davvero possibile? Probabilmente sì o forse alla mia identità c’ho pensato anche altrove.
“La sede dell’Unicef è pochi metri più avanti” sento rispondere, e se l’identità è anche ricerca, oggi voglio cercare.
Questo ce l’ho già. Questo invece cos’è? Bello questo in ceramica!

Scelgo quattro oggetti.

Les petits bonbons, una candela che una volta accesa diventa una crema per massaggi;

il numero 26 del 2009 di Butt, The Homosexualist Quarterly;

Original Joydivision-Latex Satisfation, uno spray per la manutenzione di indumenti in lattice e

Raunch girl, un documentario che Giangiacomo De Stefano ha realizzato nel 2011.

Poi mi chiedo se realmente dietro ogni oggetto esista un’identità.
L’esibizionismo, il tatto, le categorie, la maschera, la pelle.
Decido quindi che per ognuno di essi venga scritto un nuovo manuale di istruzioni, così regalo questi oggetti a quattro artisti:

Cristian Grossi,
Ester Grossi,
Matteo Quinto
e Giulio Zanet.

Attraverso la loro creatività compaiono le bugie e le verità di una nuova soluzione per l’uso e la soluzione ci appare con un’altra notazione fonetica: qualsiasi oggetto può conservare o nascondere un’identità, ma può anche finire in un dizionario privo di ordine alfabetico, senza il limite del monolingue, e aprirsi.
Per alcuni questo può essere uno scherzo, certo.
Per altri stiamo parlando di farmaci del piacere, e allora ecco che gli artisti scriveranno un nuovo bugiardino da interpretare.

Adele Dell’erario

www.betty-books.com

Via Rialto, 23/a Bologna
lunedì-sabato 16.30-19.30
Art White Night sabato 28 gennaio h 20.00 > 24.00
+39 339 8177117

Un piccola anteprima...

Alice Olimpia Attanasio
25 gennaio...
TRAGEDY TODAY N°0:
THE FLOODING
non aggiungo, per ora, altro!


giovedì 12 gennaio 2012

GURDULU’ a cura di Cinzia Compalati

Anche l'amico e validissimo artista Paolo Fiorellini in questa collettiva a Pietrasanta... Da vedere!

GURDULU’
mostra collettiva della Tomaino’s Factory
a cura di Cinzia Compalati
14 gennaio – 2 febbraio 2012
Sala delle Grasce – Pietrasanta


Un nuovo capitolo della mostra di Giuliano Tomaino, ispirata a “Il cavaliere inesistente” sta per aprirsi in città. Sabato 14 gennaio, alle ore 18, s’inaugura, infatti, “Gurdulù”: mostra collettiva della Tomaino Factory. Nella cornice di sala delle Grasce, nel Chiostro di Sant’Agostino, sette artisti della scuola di Tomaino rendono omaggio al maestro proprio come nelle botteghe medievali. Si tratta di Sandro del Pistoia, Paolo Fiorellini, Stefano Lanzardo, Claudia Guastini, Cristina Balsotti, Massimo Lunardon, Francesco Ricci.

Ispirandosi alla tagliente ironia che aleggia in tutto il romanzo calviniano, gli artisti che da anni lavorano con Tomaino si calano nel ruolo dello scudiero di Agilulfo, Gurdulù, colui “che si lascia guidare dal cuore senza riflettere”. Agilulfo e Gurdulù si completano a vicenda: Agilulfo prode cavaliere dalla candida armatura, soldato modello nella sua rigida meticolosità, Gurdulù, invece, è istinto, spensierata scelta.

Ciascun artista presenterà due opere tra scultura, pittura, fotografia ed installazioni. La mostra offre inedite chiavi di lettura dell’opera calviniana. 
L’associazione Factory nasce ufficialmente, dopo lunga esperienza, a Carrara nel marzo del 2011 per dare identità a un gruppo di giovani artisti creatosi spontaneamente intorno alla figura del maestro Giuliano Tomaino. Da ciò il nome Factory, una comunità di artisti che lavorano insieme, sostenendo e supportando vicendevolmente il loro lavoro e condividendo lo spazio messo a disposizione dal maestro presso una vecchia fabbrica di biscotti, oggi il suo laboratorio.

A cura di Cinzia Compalati, il percorso espositivo “Gurdulù” sarà visitabile sino al 5 febbraio, dal martedì alla domenica, nell’orario 16-19, ad ingresso libero.

da domani BAF


Con il nuovo anno riprendono anche le fiere di settore, quelle dell'arte intendo. Nell'attesa della "grassa" ma non troppo (così sembrerebbe quest'anno), Bologna, parte domani il grande circo delle fiere con il BAF, acronimo di Bergamo Arte Fiera.
Nell'aria si sente qualche tensione, qualche incertezza ma le statistiche dicono che il settore arte, reggerà "il colpo", anche se non del tutto incolume... le fiere a volte sono un termometro dell'andamento di mercato... staremo a vedere... buona fiera a tutti!

BAF Bergamo Arte Fiera
Dove: quartiere fieristico di Bergamo, via Lunga_maps
Orari: inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 ore 18.00
sabato 14 e domenica 15 ore 10.00/20.00 - lunedì 16 ore 10.00/13.00

"Jazz e non solo" a Siracusa


Durante il mio breve soggiorno a Siracusa dei giorni scorsi, in occasione della mostra di Roberto Braida all'ex Convento del Ritiro (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/12/sicilia-incanti-di-luce-terra-e-mare.html ), sono stato invitato ad assistitere ad una serata di assoluta qualità: "Jazz e non solo". 
Un concerto, tenutosi presso la Sala Rondone, anch'esso inserito nelle manifestazioni "LuciA Siaracusa", dove i fratelli Mandalari, Francesca e Giuseppe, accompagnati da un qurtetto di qualità, hanno intrattenuto i circa 250 intervenuti con una vasto e vario repertorio.
Ecco alcune immagini della serata:








"Sicilia. Incanti di luce, terra e mare" personale di Roberto Braida: lo spot

Rientrato da poche ore dalla Sicilia, 
ecco il breve spot relativo alla mostra 
"Sicilia. Incanti di luce, terra e mare" personale di Roberto Braida, 
curata da Giovanni Faccenda 
a Siracusa presso l'Ex Convento del Ririto

mercoledì 11 gennaio 2012

COLLETTIVA OCCASIONALE

Bella mostra! Tanti nomi interessanti, alcuni amici e  buona arte! Da non perdere!!!



Giovedì 12 gennaio, alle ore 18.30, la MAG – Marsiglione Arts Gallery di Como, inaugura la collettiva occasionale “Passato Presente Futuro” .
La prima mostra dell’anno, vuole rappresentare un punto fermo sugli artisti già promossi nei primi due anni e mezzo di mostre, artisti tutti di consolidata fama e molto apprezzati anche dalla critica, tra gli storici troveremo Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Francesco Menzio, Mario Schifano, e Mario Lomazzi, tra i contemporanei già presentati ci saranno opere di Antonio Pedretti, Marco Lodola, Armando Fettolini, Vincenzo Balsamo, Domenico David, Ester Negretti ed Emanuele Gregolin.
Tra tanti artisti sono stati selezionati anche Enzo Bersezio, Gianfranco Sergio, Vania, Elettra Tam, Nicola Felice Torcoli e Alessio Bolognesi.
In mostra fino al 22 febbraio 2012.
Vi sarà anche un evento collaterale alla mostra in data 20 gennaio, alle ore 18.30 con un dibattito a cura di Edoardo di Mauro: “È ancora possibile una dimensione etica nell’arte?”
Parteciperanno :
Sergio Gaddi Assessore alla Cultura del Comune di Como
Francesco Correggia Responsabile CRAB Accademia di Brera
Edoardo Di Mauro Docente dell’Accademia Albertina
Elena Di Raddo Docente dell’Università Cattolica
Ernesto Jannini Artista
Nel corso della serata sarà presentato in anteprima il video prodotto da Mediago relativo alla prima parte della rassegna “Un’Altra Storia. Arte Italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero” svoltasi dal 1° al 21 aprile 2011 a Como presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti-Ex Chiesa di San Francesco, a cura di Edoardo Di Mauro e con il patrocinio del Comune.
MAG
Via Vitani n°31/33 – Como