RITENGO CHE SIA DOVERE DI CHIUNQUE E A MAGGIOR RAGIONE DI NOI ITALIANI, FARE DI TUTTO PER PROMUOVERE, SALVAGUARDARE E DIVULGARE L'ARTE IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI.
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venerdì 8 aprile 2011

In anteprima il testo di Ivan Quaroni per "M-Miti" bipersonale di Valerio Melchiotti e Marco Mezzacappa

Ecco in anteprima il testo di Ivan Quaroni che comparirà sul catalogo, edito per Zeta Scorpii Editore, per la mostra bipersonale di Valerio Melchiotti e Marco Mezzacappa, alla San Lorenzo dal prossimo 14 aprile (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/02/m-miti-bi-personale-marco-mezzacappa.html )




Euriale e Cassandra. Il femminino eterno e ribelle

Ivan Quaroni

Nel fondo più profondo; nell’intimo più intimo,
là dove corpo e anima non sono ancora divisi
e dove non giunge parola, né pensiero, seppi tutto.
(Christa Wolf, Cassandra)

Già torna a scuotermi Eros,
che scioglie le membra,
dolceamara, indomabile, belva.
(Saffo)



Tra tutte le figure femminili che animano la mitologia classica, Cassandra ed Euriale sono senz’altro tra le più invise all’immaginario maschile. Non possiedono l’eroismo di Antigone, la bellezza di Elena, la pazienza di Penelope, la malia di Circe e nemmeno il fascino tragico e melanconico di Didone e tuttavia sono figure multidimensionali, drammaticamente attuali e, pertanto, meno riconducibili a una caratterizzazione tipologica. 

Marco Mezzacappa e Valerio Melchiotti le hanno elette loro muse ispiratrici per condurre, attraverso la pittura, un’indagine sugli aspetti più affascinanti, e insieme terribili, della femminilità moderna.
Figura oscura, quanto limitrofa, della mitologia classica, Euriale, il cui nome significa “Colei che vola lontano”, è una delle Gorgoni. Le altre sono Medusa e Steno, anch’esse figlie delle divinità oceaniche Forcide e Ceto, tramutate da fanciulle in mostri alati con zanne di cinghiale, mani di bronzo e criniere serpentiformi. Origine della loro sorte fu l’invidia di Atena per la bellezza di Medusa, amata dal Dio Poseidone. Euriale, immortale come Steno, a differenza della più vulnerabile Medusa, è un personaggio enigmatico, del quale si sa poco, se non che, scampata alla morte per mano di Perseo, si rifugiò nella lontana Cina, dove cadde in un sonno eterno. Proprio l’incertezza attorno alla sua sorte deve aver ispirato Masami Murumada, famoso autore del manga e anime I Cavalieri dello Zodiaco, tanto da indurlo a includere il personaggio di Euriale nel prologo intitolato Episode G
Marco Mezzacappa
Nel caso di Marco Mezzacappa, il riferimento al mondo dei manga è tutt’altro che casuale, dato il suo background fumettistico e la sua predilezione per uno stile pittorico dall’incedere grafico, nel quale è lecito rintracciare l’influsso di quella “linea chiara” del comics di tradizione franco-belga, che va da Hergé fino a Moebius. Con una pittura che oscilla tra figurazione realistica e sintesi grafica, tra impeti sperimentali e tentazioni flat, Mezzacappa trasforma il mostro mitologico in un personaggio moderno e vibrante, ma anche ontologicamente ambiguo. Le donne dipinte dall’artista romano somigliano, infatti, più alle moderne top model che alle terrificanti divinità greche. Ma si tratta di un mascheramento, di un’affabulazione intesa a enfatizzarne le qualità minacciosamente seduttive di queste eroine, seguendo uno schema letterario e storico-artistico di marca simbolista. L’artista stesso le descrive come “figure caratterizzate da una forte esteriorità, a volte incombenti, talvolta minacciose e imperscrutabili”. La memoria corre a certe figure decadenti, descritte dalla penna di scrittori come Baudelaire, Wilde e Poe e splendidamente rappresentate da artisti come Klimt, Moreau e Von Stuck. Euriale e le Gorgoni incarnano il prototipo della Femme Fatale, bellezza umbratile e tentacolare dal fascino ultraterreno, che Mezzacappa associa alle sinuose forme di bizzarre creature marine. Una medusa, infatti, occupa la parte centrale del grande trittico intitolato Le figlie di Keto, rappresentazione simbolica delle Gorgoni, imperniata su un sottile gioco di rimandi tra la struttura aliena del celenterato e l’anatomia serpentina, quanto minacciosa, delle sue figure femminili. Un’altra creatura degli abissi è protagonista del polittico intitolato, The Bride. Si tratta dell’Astrospartus Mediterraneus, un echinoderma della famiglia delle Gorgonocephalidae, che possiede una foggia insieme stellare e arborea. Con la sua struttura tentacolare e ramificata, la stella gorgone - questo il suo nome italiano – somiglia al parto mostruoso di un visionario artista liberty. E anche in questo caso, il riferimento non è casuale, poiché nei lavori di Mezzacappa si legge in filigrana una rilettura pop dell’opera di Klimt, artista che, più di altri, ha saputo cogliere gli aspetti più inquietanti e sinistri dell’universo femminile. Fondendo la rappresentazione plastica con il nitore grafico della linea, spesso attraverso una bilanciata commistione di linee e colori, l’artista s’inserisce nel solco di quelle ricerche che intendono, oggi, riabilitare la funzione decorativa della pittura, per troppo tempo sgradita alle frange più concettuali. Con la sua attitudine energetica, aperta e globale, l’arte di Mezzacappa può essere ascritta, di diritto, alla variegata e multiforme galassia del Neopop contemporaneo.
La predilezione di Valerio Melchiotti per Cassandra contiene, invece, già i prodromi di un diverso approccio alla pittura, più intimo e introverso. 
Eroina tra le più complesse della mitologia, Cassandra è nota per aver predetto la distruzione di Troia e innumerevoli altre disgrazie. Il dono della preveggenza, insieme alla condanna a restare sempre inascoltata, ne fanno uno dei personaggi più tragici dell’epica greca, tanto da ispirare le opere di scrittrici femministe come Christa Wolf e Marion Zimmer Bradley, che in lei vedono il simbolo di una nuova coscienza morale, ribelle al giogo della cultura maschile dominante. “Sentivo Cassandra come una figura molto significativa per il nostro tempo”, scrive Christa Wolf, cogliendo, così, il punto cruciale della nascita della nostra cultura, ossia l’avvento di quella società patriarcale e gerarchica che, a suo avviso, ci porterà vicini all’autodistruzione. Nella pittura di Valerio Melchiotti, artista introspettivo, incline a cogliere gli aspetti più drammatici della personalità, Cassandra assume i volti di Claire, Kate, Ingrid, Caroline e Liz, giovani donne accigliate, assorte in un universo abitato da fantasmi, da ricordi e premonizioni infauste. In loro rivive la bellezza mesta e nostalgica delle vergini preraffaellite, il senso incombente di una disfatta esistenziale che ci conduce nei meandri di un tortuoso romanzo di vita. Melchiotti riesce là dove i pittori inglesi hanno fallito per troppa leziosità, componendo immagini ambigue, ma anche splendidamente irrisolte. Immersi in un’atmosfera dai toni lividi e stagliati su fondali d’imprecisati interni domestici, i ritratti dell’artista veronese documentano, anche attraverso la scelta d’inquadrature inconsuete, la complessità psicologica di queste moderne muse femminili. Nelle sue opere si legge l’influsso di certa pittura europea contemporanea, che va dal belga Michaël Borremans agli esponenti della cosiddetta Scuola rumena di Cluj, che come lui prediligono una pittura incompiuta, indefinita, che apre un vulnus nello spazio rappresentativo. Non è, dunque, solo l’insistenza sui colori plumbei da sanatorio a rendere la pittura di Melchiotti drammatica, ma anche la sua capacità di non inoltrasi troppo nel dettaglio, di non circoscrivere le figure con un’acribia velleitaria. Opere come Polish e Kate sono esempi perfetti di quest’attitudine, come pure i lavori dedicati ai giochi in scatola, dove le carte e le pedine alludono metaforicamente alle pratiche divinatorie usate dai veggenti. 

Valerio Melchiotti
Melchiotti indaga la dimensione interiore dell’individuo, la cosmologia inesprimibile del flusso di coscienza dal quale, come per magia, sortiscono le più nitide intuizioni. I suoi ritratti, raramente frontali, assumono spesso angolature inconsuete, che mettono in risalto la natura introversa e schiva di queste moderne Cassandre, colte nell’ineffabile attimo della premonizione. 
Melchiotti e Mezzacappa riscrivono quindi il mito dell’eterno femminino partendo da posizioni opposte, inevitabilmente disegnando due modelli contraddittori di femminilità. Mentre Mezzacappa, infatti, si concentra sull’aspetto esteriore, per cosi dire epidermico, della donna, soffermandosi sul carattere dominante di una certa tipologia letteraria di femmina fatale, Melchiotti mostra di prediligere l’aspetto più tragico del vissuto femminile, portando in primo piano l’eterno conflitto tra la forza morale dell’individuo e la sua endemica debolezza sociale. 
In definitiva, Euriale e Cassandra sono istanze antitetiche che convivono, ieri come oggi, nell’anima di tutte le donne, sono personificazioni estreme e ribelli al mondo degli uomini, quei “maschi deboli, ma con il prepotente bisogno di vincere”, che, per usare le parole di Christa Wolf, “si servono di noi come vittime per poter conservare il sentimento di sé” . 

giovedì 7 aprile 2011

Le prime immagini daL AAM

Alle 18'00 inaugurata l'edizione 2011 di Arte Accessibile... le prime immagini

La prestigiosa location, la sede del Sole 24 ore

Giuseppe Bombaci

Thomas Berra

la scalinata

dall'alto

mercoledì 6 aprile 2011

L'artista della settimana: Marco Mezzacappa

Da questa settimana, ogni settimana, pubblicherò un'opera di un artista che ritengo degno del vostro interesse.  
Inizio con questo bravo ed interessante artista romano, Marco Mezzacappa (classa 1967).
Lavora prevalentemente con pittura acrilica su tela. Lo contraddistingue l'utilizzo di un fondo sempre neutro, quasi acidulo, privo di riferimenti che possano contestualizzare il lavoro stesso.
Indaga la figura umana, sviluppandola con una tavolozza che tocca tutte le possibilità dei mezzi toni dal bianco al nero. 
Formatosi nell'ambiente del "comics" dal 2003 affronta il lavoro in collaborazione con diverse gallerie. A breve una sua personale a Milano (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/02/m-miti-bi-personale-marco-mezzacappa.html )

LA VITA IN UNA BATTUTA Asta benefica a favore di Una Mano alla Vita Onlus

Ancora una volta più che disponibile a diffondere notizie di tale rilevanza! Approfittate gente, approfittate!!!


LA VITA IN UNA BATTUTA

Asta benefica a favore di Una Mano alla Vita Onlus

Christie’s

City Life Via Duilio 5 Milano

Asta 19 aprile 2011 – ore 19
Preview opere 18‐ aprile 2011 dalle 10 alle 19

Ci sono momenti speciali in cui le strade della solidarietà e dell’arte per caso si incrociano e i due mondi, scopertisi affini, legati da una condivisa visione del presente, si impegnano in un comune progetto di futuro.
E’ quanto è successo a noi.
Grazie al prezioso sostegno della Wannabee Gallery, trentatre giovani artisti di talento, emergenti e famosi hanno donato loro opere a Una Mano alla Vita:

Annalù Boeretto
Marcella Bonfanti
Andrea Boyer
Mario Branca
Hogan Brown
Francesco De Molfetta
Josè Delbo
Leo Ferdinando Demetz
Marco Demis
Marco Grassi
Federico Guida
Cristina Iotti
Samantha Lina
Marco Lodola
Anna Madia
Claudio Monnini
Cesare Monti Montalbetti
Sergio Padovani
Max Papeschi
Alessandro Papetti
Marco Pece
David Reimondo
Iacopo Raugei
Alessandro Reggioli
Enrico Robusti
Paolo Schmidlin
Alessandro Spadari
Vania Elettra Tam
Walter Trecchi
Winkler+Noah
Gionata Xerra
Andrea Zucchi

I dipinti, le fotografie e le sculture, tutte di arte contemporanea, verranno messe all’asta, con la restigiosa collaborazione di Christie’s, martedì 19 aprile alle ore 19 nell’insolita sede di City Life, il nuovo quartiere in fase di realizzazione che sostituirà l’area dismessa della Fiera di Milano, realizzando il più grande intervento di riqualificazione ambientale e urbanistica della storia della città.
La scelta di una location nel cuore di un cantiere non è stata casuale, ma un modo per esprimere due istanze di diversa natura: sottolineare il senso di appartenenza e di radicamento di Una Mano alla Vita nella parte più viva della città di Milano e indicare simbolicamente quello che, volontariato e arte, dovrebbero ambire ad essere nella comunità e nel tempo storico in cui operano: strumento di cambiamento, cantiere di idee, vita, cultura, comunicazione, impegno a una progettualità che guarda lontano e, al contempo, memoria per le generazioni future dell’identità della propria epoca.
L’intero ricavato della vendita delle opere sarà devoluto a Una Mano alla Vita Onlus, associazione non profit che da venticinque anni cura e assiste gratuitamente a domicilio, con competenza professionale e partecipazione umana, i malati terminali di cancro tramite equipe di medici, infermieri e psicologi.
Il suo scopo è dare dignità e qualità alla vita dei pazienti, eliminando il dolore e gli altri gravi della patologia tumorale portando loro e ai familiari un aiuto umano e psicologico.
www.unamanoallavita.it
umav@unamanoallavita.it
tel. 02 33101271 - 3476028473

“LA DIMORA ARTICA – viaggio verso il luogo dell’origine” a cura di Andrea Lacarpia


Andrea Lacarpia cura questa interessante collettiva di giovani talentuosi, tra cui Marco Cassani e Bruno Marrapodi ambedue finalisti dell'ultima edizione del Premio Patrizia Barlettani (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2010/11/in-anteprima-il-testo-per-il-catalogo.html ). a Brescia.

Stefano Abbiati
“LA DIMORA ARTICA – viaggio verso il luogo dell’origine”
A cura di Andrea Lacarpia
Artisti: Stefano Abbiati, Marco Carli Rossi, Marco Cassani, Bruno Marrapodi
Galleria delle Battaglie – Brescia
Inaugurazione sabato 30 aprile 2011 ore 18.00
 
”La Dimora Artica”:
Il titolo della collettiva è tratto dal testo “La dimora artica nei Veda”, uno dei testi fondamentali della letteratura tradizionale, scritto negli ultimi anni del XIX secolo dal professore indiano Bal Gangadhar Tilak, detto il “Lokamanya”. L’autore di questo libro fu uno dei più eminenti personaggi indù tra il XIX e il XX secolo, fu docente a Cambridge per poi tornare in patria dove fu uno dei padri dell’indipendenza dell’India. In questo testo Bal Gangadhar Tilak, attraverso una minuziosa ed erudita interpretazione dei Veda e degli altri testi sacerdotali dell’India, riscontra numerose e precise indicazioni del fatto che gli antenati degli Arii, invasori dell’India, abbiano vissuto in origine all’interno del Circolo Polare Artico. Successivamente a tale libro tanti furono i testi, tra l’esoterico e lo scientifico, che indicavano come luogo di origine della civiltà un territorio misterioso situato al polo nord.
Al di là della veridicità concreta o meno dell’esistenza di un luogo d’origine della civiltà umana in qualche parte del globo terrestre, è interessante notare come l’uomo ha sempre creato dei miti che raccontano il “punto zero” dal quale si è diffusa la coscienza umana, un luogo e un tempo esterno che riflette un processo interiore di ricerca del centro dell’esistenza nella propria interiorità.
L’arte di oggi, quella viva e pulsante dei giovani artisti, è tornata a rivolgersi all’interno, dopo anni di arte della superficialità da fast food in stile televisivo. L’occhio dell’artista è aperto nel centro o origine del suo essere, e da questo centro interiore, che potremmo chiamare Dimora Artica, l’artefice vede il mondo esteriore trasfigurato in una dimensione parallela atemporale. Il viaggio verso il luogo dell’origine, verso la Dimora Artica, è un viaggio in un mondo parallelo dalla ricchezza inesauribile, il mondo subconscio dal quale ha origine l’immaginazione creativa.
Gli artisti riuniti nella mostra collettiva “La Dimora Artica” rappresentano i propri mondi interiori, oggettivandoli in modi diversi: si passa dalle misteriose apparizioni di figure che sembrano affiorare da altre dimensioni spazio-temporali di Stefano Abbiati, alle multicolori congregazioni tra il minerale, l’animale e il vegetale di Marco Carli Rossi, dai mondi visionari vibranti di luce di Marco Cassani ai luoghi reali trasformati in lisergici mosaici multicolori di Bruno Marrapodi.



“LA DIMORA ARTICA – viaggio verso il luogo dell’origine”
Stefano Abbiati, Marco Carli Rossi, Marco Cassani, Bruno Marrapodi
A cura di Andrea Lacarpia
Inaugurazione: SABATO 30 APRILE 2011 ore 18.00
Durata della mostra: dal 30 aprile al 4 giugno 2011

GALLERIA DELLE BATTAGLIE
Via delle Battaglie 69/a, Brescia
Tel e Fax 030/3759033 cell. 335/5853121
Orari: mart-sab 10.30 - 12.30 e 16 – 19.30
www.galleriabattaglie.it
galleria@galleriabattaglie.it

season of the witch.-- Bipersonale Silvia Argiolas Elena Rapa

Da Colombo, Argiolas e Rapa a confronto. Due talenti da tenere in considerazione!

Antonio Colombo presenta in galleria una mostra di Silvia Argiolas ed Elena Rapa, dopo il successo, lo scorso autunno, delle due rispettive mostre personali in Little Circus.
Curata dall’amico Roberto Fantoni, profondo conoscitore delle cose dell’arte, della letteratura, del rock e delle controculture nonchè fiancheggiatore e ispiratore di una tribù di giovani artisti vicini alla galleria. La mostra prende il titolo dalla famosa
 canzone di Donovan The Season of The Witch, pezzo “culto” acido ed ipnotico dal fascino intramontabile.
Quale misterioso filo conduttore lega titolo, musica, testo a queste giovani artiste?
Probabilmente l'abile capacità di fare viaggiare la mente, fuori e dentro se stesse, compiendo esplorazioni ardite e spericolate pur restando fisicamente immobili. Probabilmente il sapere guardare e vedere l'oltre, l'aldilà, il nascosto, il celato, l'anima, lo spirito. Oppure è una semplice associazione d'idee, di emozioni che crea un'alchimia in grado di liberare l'immaginazione ed espandere la mente. Il mondo di Elena Rapa esplode in una rappresentazione fantastica, quello di Silvia Argiolas implode nella sua drammatica interiorità.
In mostra due grandi tele e una serie di lavori più piccoli, su tela, tavola e carta.
Lo sguardo di Elena Rapa è quello di un Pinocchio allucinato che vaga malinconico in un paese dei balocchi contemporaneo e notturno, popolato da animali e vegetali antropomorfi e mutanti che si confronta con l’arte simbolica ed espressiva dal sapore arcaico di Silvia Argiolas da cui emerge uno strano mondo onirico in cui la serenità sembra negata ed i soggetti, come anime dolenti, dialogano con gli elementi primordiali alla ricerca del loro equilibrio instabile.
In galleria sarà disponibile un catalogo con testi di Roberto Fantoni e Matteo Guarnaccia. 


Antonio Colombo Arte Contemporanea Milano
mercoledì 20 aprile alle ore 18.30 - 14 maggio alle ore 21.30

Su Arte di aprile...


Sul numero in questi giorni in edicola, di Arte, mi piace sottolineare l'articolo di Andrea Roffo, a pag. 55, a proposito della personale di Fabiano Parisi a Milano (vedi http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/03/milano-il-mondo-che-non-vedo-personale.html ) e l'articolo di Alessandra Readelli a pag. 47 su i partecipanti delle scorse edizioni del Premio Arte (dove trovano spazio molti degli artisti di cui parlo abitualmente in questo ambiente, da Mazzoni a Carriero da Andrea Simoncini a Vanni Cuoghi, solo per citarne alcuni...). Buona lettura...

Dopo Bologna, al Miart, Quaroni presenta "Italian Newbrow"

Dopo la presentazione dell'ultima fatica letteraria di Ivan Quaroni, "Italian Newbrow", ad ArtFist a Bologna, ora è la volta di Milano al Miart. 




MiArt: presentazione del libro ITALIAN NEWBROW (Politi editore)
Giancarlo Politi vi invita alla presentazione del volume di Ivan Quaroni, Italian Newbrow, edito da Giancarlo Politi Editore.
La presentazione si terrà sabato 9 aprile, alla Sala Convegni MiArtalk, di MiArt.
Giancarlo Politi

Italian Newbrow

168 pagine a colori
Prezzo 30 €

martedì 5 aprile 2011

Onorato di esserci... il 16 aprile al Museo del Design a Torino



Onoratissimo di far parte di questa iniziativa, di essere stato invitato come relatore e di vedervi tutti a Torino il 16...

SABATO 16 APRILE ore  17
In occasione della mostra “BIG EAT BIG SEAT”
di Diego Maria Gugliermetto

INCONTRO SULL’ART DESIGN E VISITA GUIDATA
Infernotti Museo del Design GALLIANO HABITAT , via Micca 12,  Torino   
Ingresso libero

Photo courtesy Giovanni Fontana



Incontro sul tema dell’art design con Diego Maria Gugliermetto (art designer), Roberto Milani (curatore), Monica Mantelli (direttore Museo del Design GH) e altri ospiti sabato 16 aprile alle ore  17 presso gli Infernotti del Museo GH di via Pietro Micca 12 a Torino. 
Sul lavoro di Gugliermetto, significativa la testimonianza del Maestro Piero Gilardi:  “…con l'invenzione nel campo del design del cosiddetto "imbottito integrale", il poliuretano espanso è stato protagonista di ben altra vicenda: l'effervescente creazione di sedute, poltrone e sofa, svincolata dai limiti delle tradizionali strutture mobiliere e declinate con totale libertà dall'immaginario dei designer. E' appunto il caso della produzione creativa di Diego Maria Gugliermetto che con le sue sedute - paste dolci realizza una stupefacente sintesi di design e food-Art. 
L’incontro, a ingresso libero, si tiene nell’ambito di SI ACCOMODI, PREGO - PLEASE TAKE A SIT”  e “BIG EAT, BIG SEATin mostra sino al 30 aprile 2011.  Orari visita:  mercoledì e sabato solo su appuntamento 10 – 13 / 14– 19. Tel. 011 5628655. Ingresso libero.  Info attività Galliano Habitat  www.galliano.it Approfondimenti sulla mostra BIG EAT BIG SEAT tel. +39 348 8502888  www.gugliermettodiego.it

lunedì 4 aprile 2011

Mutazioni, bipersonale di Federico Comelli Ferrari e Sergio De Gasperi. A cura di Fiordalice Sette

Un altro colpo messo a segno dalla brava Fiordalice Sette e Fabbrica Borroni. Complimenti!!!




MUTAZIONI
9 - 17 aprile 2011, Sottopassaggio Stazione Bollate Centro FNM, Piazza Carlo Marx

Bi personale di Federico Comelli Ferrari e Sergio De Gasperi,

a cura di Fiordalice Sette



promossa e prodotta da Fabbrica Borroni con il patrocinio di: Comune di Bollate, Polo Culturale Insieme Groane, Ferrovie Nord Milano - sponsor tecnico: Vivai Progetto Verde

A partire dal primo decennio degli Anni Duemila, il Comune di Milano ha intrapreso un percorso di profondo rinnovamento architettonico e urbano che ha modificato e ridisegnato la planimetria ed il profilo della metropoli. Durante questo arco temporale sono stati realizzati numerosi progetti volti alla riqualificazione di intere zone e quartieri cittadini, oltre che alla promozione dell'immagine della città in Europa e nel mondo (come viene dimostrato innanzitutto dagli esempi del Nuovo Polo Fieristico, del Progetto CityLife e dal quartiere Garibaldi- Repubblica), grazie ad importanti concorsi internazionali cui hanno partecipato architetti del calibro di Renzo Piano, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid.

Scopo della mostra è quello di testimoniare un mutamento estremamente sfaccettato che ha colpito l'architettura dell'area metropolitana milanese e al contempo la qualità della vita degli abitanti del proprio territorio.

A tal proposito, Federico Comelli Ferrari immortala attraverso i propri collages fotografici lo spirito frizzante, entusiastico che ha caratterizzato le innovazioni architettoniche e progettuali che hanno investito la città di Milano a partire dai primi Anni Duemila. E' evidente come tuttavia tale spirito mostri anche un'intrinseca frammentarietà, che destabilizza lo spettatore milanese e gli impedisce di identificarsi totalmente in quelli che dovrebbero essere i luoghi-simbolo della propria vita quotidiana.

L'analisi di Sergio De Gasperi rivela toni più introspettivi e pessimistici, mostrando attraverso le proprie fotografie quanto spesso i cambiamenti subiti dalla città di Milano siano spesso arbitrari e non congruenti con le reali necessità del cittadino, il quale si carica di un crescente malcontento che sfocia in manifestazioni al limite dell'autoannullamento. Attraverso la poetica del nonsense il giovane artista riesce a svelare un disagio profondo, troppo spesso taciuto dai media.


Il RISO a Milano... a cura di Giovanni Iovane

Queste son quelle che io chiamo belle notizie...



Milano
Riso – Museo d’arte contemporanea della Sicilia – apre a Milano

a cura di Giovanni Iovane
"Archive Fever" - in corso fino al 15 maggio 2011 - è una mostra collettiva di analisi sui risultati dell'arte contemporanea siciliana, con quindici artisti selezionati all'interno dell'Archivio S.A.C.S. Sono esposte oltre venti opere, alcune delle quali realizzate apposta per l'occasione, di Adalberto Abbate, /barbaragurrieri/group, Federico Baronello, Manfredi Beninati, Marco Bonafè, Rita Casdia, Benny Chirco, Gabriella Ciancimino, Annalisa Furnari, Stefania Galegati Shines, Francesco Lauretta, Concetta Modica, Paolo Parisi, Maria Domenica Rapicavoli, Sandro Scalia, con tecniche che variano dal disegno e la pittura alla fotografia, dal video all'installazione.

Inaugurerà il 6 aprile la nuova sede di Riso – Museo d’arte contemporanea della Sicilia – presso i Frigoriferi Milanesi. L’ufficio distaccato, nato dalla collaborazione tra Frigoriferi Milanesi e l’associazione culturale Fare, accoglierà l’Archivio S.A.C.S. Sportello per l’Arte Contemporanea Siciliana, che raccoglierà il materiale di oltre settanta artisti siciliani.

“La mostra – afferma Iovane - riflette essenzialmente sul concetto e sulla pratica dell'archivio all'interno di una istituzione museale, come appunto Riso e il suo Archivio S.A.C.S. L’esposizione è anche e soprattutto una proiezione concreta dello spazio dell’archivio stesso”.

La mostra resterà aperta dal 6 aprile al 15 maggio, e come l'Archivio S.A.C.S. sarà aperta al pubblico il mercoledì giovedì venerdì pomeriggio dalle 15 alle 20 presso i Frigoriferi Milanesi in Via Piranesi 10, Milano. 

www.frigoriferimilanesi.it

opening: 6 aprile 2011 ore 19:00

Frigoriferi Milanesi

Via G.B. Piranesi, 10 - Milano
ufficio.stampa@frigoriferimilanesi.it

Tel. 02 73983232

www.palazzoriso.it

Per informazioni

Archivio e Galleria S.A.C.S. - Milano tel. +39 02 73956317 mob. +39 331 3514084 sacs@palazzoriso.it

Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia, Tel. +39 091 320532 int. 39, 
www.palazzoriso.it

Errata corrige, cambiano le date di "This is a Journey"

Per banali motivi di organizzazione, cambiano le date della mostra "This is a Journey" (vedi: http://lastanzaprivatadellarte.blogspot.com/2011/03/milano-this-is-journey-cura-di-roberto.html ), ma non i contenuti. Le nuove date quindi sono dal 5 al 18 maggio 2011.


Da SourMIlk, Max presents: "Feminine 70ml" a cura Erique LaCorbeille


Ci siamo, apre una nuova realtà. 
Un nuovo modo di fare e proporre arte... aspettando il 22 una breve anteprima...


"FEMININE 70 ml" COLLECTIVE EXHIBIT PRESENTED BY THE IRREVENT ARTIST MAX PAPESCHI:
ON APRIL 22 @ SOURMILK
Artists: Urszula Kluz-Knopek(Poland) / Alice Olimpia Attanasio / Exilentia Exiff (Berlin) / Angelo Cricchi / Luca Donnini / Andrea Simoncini / Beatrice Morabito /Mirta Kokalj / Federico Forlani.

A cura di Erique LaCorbeille
Testo critico: Clarissa Tempestini

H 18.30/20.00  Buffet
H 20.00/24.00 Evening @ the villa
SOURMILK (OPENING ON APRIL 22!)
Via Trieste,5
Menzago di Sumirago (Va)
ITALY


‎"Sourmilk cinge le sue radici sul suolo italiano, con la mente e l’anima che senza vincoli volgono lo sguardo verso l’arte contemporanea di tutto il globo.
Provocatorio, anormale, dissacrante, insano, chiamatelo come volete, il fine artisti
co declamato rimane lo stesso: sbattere la realtà in faccia alla realtà, la quale è più surreale... e sconcertante dell’immaginazione stessa..."



TESTO CRITICO DI CLARISSA TEMPESTINI:

Quale figura se non quella della donna, potenza istintuale e creativa, generatrice carnale del mondo, poteva inaugurare l’apertura delle sale di un luogo calcificato nella bellezza del tempo.Sourmilk cin
ge le sue radici sul suolo italiano, con la mente e l’anima che senza vincoli volgono lo sguardo verso l’arte contemporanea di tutto il globo.

Provocatorio, anormale, dissacrante, insano, chiamatelo come volete, il fine artistico declamato rimane lo stesso: sbattere la realtà in faccia alla realtà, la quale è più surreale e sconcertante dell’immaginazione stessa.

Nove artisti scelti, locali e internazionali, che altereranno la percezione dello spazio della incantevole villa liberty, appena ristrutturata, estirpando il vecchio gusto che caratterizzava i suoi corpulenti salotti borghesi all’inizio del secolo, attraverso immagini impenitenti, vietate, irrinunciabili alla vista. Protagoniste loro, le donne.

I corpi lauti, scarni, i volti vacui, le corde del pensiero che si fanno reali e si stringono alle carni, per mostrare all’altra metà del mondo il labirinto interiore di un animo femminile.

Boccioli che si scrollano di dosso timori patriarcali, e mostrano oscena e soave la creatività passionale, il potere ancestrale, la forza al limite del licenzioso che solo un corpo femminile possiede, e che dalla memoria dei tempi l’uomo cerca di inibire, nascondere, dominare, addirittura negare.

Questo ha reso il corpo della donna epico, eroico, oltre che irrefrenabile per statuto e creazione. Ha reso la femminilità una caratteristica dolorosa e soave, e nessuna delle protagoniste delle opere è un' immagine che si chiude in se stessa. Ogni opera è un racconto, è un mondo, mai scontato, metafisico ma contestualizzato nei più incofessabili sogni.

Ogni gesto ha un fine alto, difforme, straordinario: il suicidio femminile è martirio, il sangue sul corpo di donna è sorgente, la sguardo vacuo di bambole è caverna di solitudine.

Il mezzo scelto è la fotografia, l’unico in grado di rendere eterno e immobile il divenire, l’unico che rende perpetuo il cambiamento, il trasfiguare, senza mutare la forma ma dando nuovo splendore e contesto all’immagine suprema della bellezza in ogni secolo.

La fotografia è l’arte ammaliatrice per eccellenza, proprio come loro, le donne: madri, figlie, sante, puttane.

Dichiara ai nostri occhi il vero imprescindibile per statuto e abitudine, ma nasconde la manipolazione, l’alterazione, il lavoro dietro la maschera liscia della superificie compatta.

Cela l’illusione come una donna bella e disperata, altera quando l’età cerca di piegarla, quando la società cerca di imprigionarla, quando uno specchio cerca di imporle un riflesso superficiale. Nell’immagine fotografica c’è un’apparenza e un segreto, in una dama c’è sempre un sorriso e un dirupo che splende, insostenbile.

Per la tradizione, la bellezza perfetta e museale, quella dai tratti millimetrici e definiti era la statua che raffigurava il sesso maschile. Razionale, comprensibile, esprimeva esattamente ciò che mostrava.

Ma il fantasma della bellezza, quella potenza ammaliatrice, quell’inspiegabile attrazione maniacale, traboccante, viscerale, solo il corpo della donna ne è il tempio, curvilineo paesaggio di segreti e profondità dove perdersi godendo di nuova luce catartica, senza speranza di tornare in superficie.

E questo vi lascerà la mostra “Feminine 70 ml: la meravigliosa assenza di respiro.

Benvenuto Sourmilk.

Clarissa Tempestini



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Al via il Miart...


Dopo un comunicato così voglio proprio andarla a vedere... spero di non rimanerne deluso, come è già successo in occasioni precedenti...


Cento gallerie. L'arte dall'inizio del Novecento ad oggi
Una fiera unica, con cento autorevoli gallerie e il top degli artisti internazionali. In programma dall'8 all'11 aprile 2011 (inaugurazione su invito giovedì 7 aprile e apertura straordinaria il sabato sino alle 21.00). MiArt 2011 punta ancora di più all'eccellenza del sistema artistico dopo gli ultimi due anni di successi sia in termini di business in costante crescita, che di pubblico. Le prestigiose gallerie invitate a partecipare sono collocate per analogia delle proposte secondo gli ambiti storico, contemporaneo e giovani a favore di una visione complessiva del panorama artistico internazionale. Una fiera con una precisa identità, dunque, raffinata d esclusiva. Il tutto in un unico padiglione a fieramilanocity.
"A determinare l'internazionalità di una manifestazione non è la provenienza delle gallerie d'arte ma degli artisti - sottolinea Michele Perini, Presidente di Fiera Milano Spa. ed è per questo che MiArt ha deciso di imprimere una caratterizzazione netta alla fiera, ospitando il meglio delle gallerie italiane che rappresentano il meglio degli artisti internazionali". 
Il mercato dell'arte italiano ha sede a Milano dove si concentra la maggior parte del business artistico nazionale. MiArt, accogliendo le più prestigiose gallerie italiane e una selezione di quelle internazionali nel settore storico, costituisce una fiera d'élite, a garanzia di collezionisti e visitatori che sanno di poter trovare un'offerta qualitativamente eccellente sia per il settore moderno che per il contemporaneo ed anche per i giovani a cui quest'anno viene dedicato uno spazio di grande visibilità. La comunità di collezionisti internazionali, di fronte a una massiccia offerta fieristica, chiede ad ogni manifestazione una caratterizzazione che ne motivi la visita, che la renda unica e dunque non sostituibile.
MiArt 2011 ha dunque l'ambizione di diventare "unica", in quanto fiera d'eccellenza, le gallerie selezionate hanno tutte una storia e una collocazione internazionali: frequentano le più importanti fiere estere, accostano alla produzione italiana di grande qualità quella dei più riconosciuti artisti internazionali, lavorano in modo continuato con artisti e curatori sia italiani sia esteri per la produzione delle loro mostre. Inoltre, l'eccellenza di MiArt 2011 è anche una risposta al mercato ancora in difficoltà: gallerie e opere di assoluto prestigio quale proposta al collezionismo più raffinato ed esigente, oltre che investimento sicuro.
MiArt 2011 rappresenta anche una manifestazione di alto valore culturale, grazie al coinvolgimento di tutte le componenti del sistema: gli artisti, i galleristi, i collezionisti, i curatori, i critici, i direttori di museo, gli enti istituzionali, le testate di settore, le librerie specializzate. Obiettivo è quello di offrire una serie di spunti e di riflessioni per prefigurare i prossimi orientamenti dell'arte, le future linee di ricerca, e questo partendo dalle eccellenze che il mercato attuale può offrire.
Giacinto Di Pietrantonio Donatella Volonté sono ancora, rispettivamente, i curatori delle sezioni contemporaneo e moderno della fiera: a loro si devono la fisionomia complessiva della manifestazione e il coordinamento dell'intero progetto. Giorgio Verzotti, per il secondo anno, continua attraverso il catalogo a lui affidato, a ricostruire la storia dell'arte italiana attraverso le gallerie. Dopo Gabriele Basilico e Armin Linke, è Mimmo Jodice l'autore delle immagini realizzate in esclusiva per MiArt e la sua campagna. Vincenzo de Bellis Bruna Roccasalva (Peep-Hole) curano per il 2011 il programma di convegni/conferenze interno alla manifestazione: una serie di incursioni nei rapporti fra arte e moda, arte e design, arte e architettura e nelle realtà del collezionismo, degli spazi museali e del no profit. Rotary Club Milano Brera sarà promotore, per la terza edizione, del Premio Rotary per l'arte contemporanea e i giovani artisti, che consiste nell'acquisizione di un'opera di un artista under 30. Come già la scorsa edizione, la giuria del Premio sarà costituita da Chiara BertolaLaura Cherubini Christian Marinotti. Grande novità di MiArt 2011, è l'organizzazione di una serie di visite guidate alla manifestazione dedicate a visitatori diversi: mentre AXA Art realizzerà tour riservati ai collezionisti, l'Università Iulm, partner ufficiale di MiArt per la sesta edizione, attraverso il programma "Iulm ti invita a MiArt" si rivolge ai giovani under 30 per un progetto loro riservato (per informazioni vedi il sito di MiArt al link visitatori). E infine, la collaborazione fra MiArt e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano che da vita, la sera del 9 Aprile, a "100 di 50", a un grande evento curato da Giacinto Di Pietrantonio Marco Scotini, in cui saranno riproposte dal vivo o presentate con materiale documentario, le migliori 100 performance degli ultimi 50 anni.

domenica 3 aprile 2011

Fruit of the Room - A cura di Roberta Vanali

Roberta Vanali una garanzia, gli artisti presenti una certezza. Un mix, questo, perfetto; quanto si vuole parlare di arte... a Cagliari da vedere! 



Fruit of the Room è il risultato di una selezione d’opere della galleria online LITTLE ROOM GALLERY (www.littleroomgallery.it) il cui obiettivo è promuovere la giovane arte italiana con un occhio di riguardo nei confronti della Sardegna attraverso pittura, scultura, fotografia, disegno ed incisione. Opere di alta qualità a prezzi assolutamente contenuti rigorosamente di piccole dimensioni. 30 gli artisti selezionati, alcuni dei quali già inseriti sul mercato, altri che iniziano ad affermarsi altri ancora agli esordi, accomunati dall’alta qualità della ricerca, s’inseriscono in quella tendenza che attinge dall’iconografia di massa che ingloba illustrazione, pittura, musica, cinema, cartoon, pubblicità e graffiti. Da venerdì 8 aprile, in collaborazione con l’Associazione IdeeArte, saranno in mostra al Laboratorio 168, 30 opere selezionate da Roberta Vanali di:
Silvia Argiolas, Alice Attanasio, Luigi Bove, Giusy Calia, Marco Carli Rossi, Michel Chevalier, Stefano Cozzolino, Vanni Cuoghi, Emanuela De Notariis, Elisa Desortes, Elisabetta Falqui, Gavino Ganau, Daniele Giunta, Eloisa Gobbo, Monica Lugas, Alberto Marci, Silvia Mei, Nicola Mette, Lorenzo Oggiano, Alessio Onnis, Cristina Pancini, Pastorello, Enrico Piras, Francesco Podda, Andrea Portas, Elena Rapa, Giuliano Sale, Daniele Serra, Siva, Jonathan Solla.


Fruit of the Room - A cura di Roberta Vanali
dall’8 al 15 aprile 2011
Inaugurazione venerdì 8 aprile alle 18

Laboratorio 168
Via Mameli 168
Cagliari, Italy
Nei giorni seguenti l’inaugurazione si riceve solo per appuntamento 347 3643781
Laboratorio 168, Cagliari - via Mameli 168
Little Room Gallery in collaborazione con l’Associazione IdeeArte
www.littleroomgallery.it
info@littleroomgallery.it 

venerdì 1 aprile 2011

Armodio: novità e news...


E' ufficiale: Armodio, al secolo Vilmore Schenardi, classe 1938, sarà presente alla prossima edizione della Biennale di Venezia nel Padiglione Italia.
Tributo dovuto e meritato ad uno dei protagonisti assoluti della scena artistica italiana.


Nel prossimo mese di luglio, invece, a Roma, gli verrà dedicata un importante mostra personale presso il Chiostro del Bramante curata da Giovanni Faccenda e presentata da Antonio Paolucci (http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Paolucci )... tutto questo solo come piccola anticipazione... per i dettagli a breve altre news...

Silvia Idili - Paolo Pibi "636km" al L.E.M. a cura di Silvia Conta

Un vero peccato non essere in Sardegna per quella data... due artisti che stimo a confronto. Da vedere... al L.E.M. (http://www.l-e-m.info/ )

Con la doppia personale di Silvia Idili (1982, Cagliari) e Paolo Pibi (1987, Oristano) il Lem prosegue nella sua progettualità che prevede l’incontro tra giovani artisti. La mostra 636km porta come titolo la distanza in linea d’aria tra Sassari, sede del LEM e città in cui Paolo Pibi frequenta l’Accademia, e Milano, città in cui da anni si è trasferita Silvia Idili dalla natia Cagliari. Le opere di Silvia Idili e Paolo Pibi si muovono sulle personalissime vibrazioni a cui solo la pittura sa dare origine, eppure, il loro punto di contatto più immediato va rintracciato nel loro affondare le proprie radici in un universo fluido di riferimenti in equilibrio sulla medesima linea mediana, privi di gerarchie precostituite. Nella poetica di entrambi c’è la riflessione sulla necessità dell’uomo contemporaneo di staccarsi dai meccanismi schiaccianti e vuoti dei miti occidentali, ormai collassati sul loro stessi, ma ancora in auge. Da ciò deriva la necessità di una relazione interiore profonda, prima con se stessi, poi con la natura, dimensione simbolo di un’autenticità e un’identità imprescindibile per l’essere umano e che va quindi riconsiderata. I territori in cui si consuma la fuga dalle rovine di sistemi valoriali inceppati sono diversi per la Idili e Pibi. Per Silvia sono i lidi dell’inconscio e della dimensione onirica, dove i nessi logici sono aboliti a favore di una visceralità e di un’apparente incongruenza ricca di possibilità che diventano la base per la prosecuzione della ricerca dell’artista. Per Paolo sono paesaggi naturali con orizzonti lontanissimi in cui personaggi contemporanei dall’aspetto quotidiano si smaterializzano nell’aria: sono “persone-anima”, come le definisce l’artista, che si dissolvono in una “coscienza collettiva”, si ricongiungono a quell’anima mundi che tanto lo affascina. I lavori di entrambi gli artisti sono accomunati dalla dimensione esistenziale, da cui le loro opere scaturiscono e a cui fanno ritorno, in un fluire che bypassa la realtà e la rovescia, come se fosse quest’ultima ad essere paradossale nella sua staticità, ripetitività e logica fittizia. Le opere della Idili e di Pibi sono quindi evocative di possibilità non solo di modi differenti di rapportarsi a se stessi, al reale e alle sue gerarchie.

Silvia Conta


laboratorio estetica moderna L.E.M
Via napoli 8
Sassari, Italy

dal 9-aprile al 4 maggio 2011